lunedì, 10 Maggio, 2021

Il voto ai ‘Fuori Sede’ finalmente in Parlamento

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È arrivata in commissione “Affari costituzionali” della Camera dei Deputati la proposta di legge per istituire il voto a studenti e lavoratori fuori sede.
Si tratta, in pratica, di un testo che vuole introdurre un sistema che permetta ai cittadini fuori sede di poter votare nelle Prefetture delle Province del proprio domicilio.
La questione del cittadino fuori sede è una di quelle annose vicissitudini di cui tanto si parla e di cui ciclicamente ci si occupa, soprattutto sotto elezioni. Il problema si identifica soprattutto con l’impossibilità fisica di recarsi a votare nel luogo di residenza: è possibile infatti che il cittadino fuori sede si trovi in una città diversa dalla residenza per ragioni di studio o di lavoro, e per un breve periodo della sua vita (solitamente non inferiore ai 3 anni se consideriamo le ragioni di studio, dato che un corso di laurea ha una durata minima di 3 anni).
Lo studente fuori sede soprattutto si trova in una situazione paradossale: nel lasso di tempo di abbandono della città “madre” e di stazionamento per studio nella città “ricevente”, viene ancora considerato cittadino della prima (una città in cui non vive più) e viene completamente ignorato nelle sue esigenze e nelle sue problematiche di cittadino tanto dalla città madre quanto da quella sede dei suoi studi.
Proprio per questo negli ultimi mesi con la Federazione dei Giovani Socialisti avevamo ripreso questa vecchia battaglia, tanto da avviare anche una discussione all’interno della Commissione “Servizio civile e cittadinanza attiva” del Consiglio Nazionale Giovani e dei vari tavoli di lavori ai quali abbiamo partecipato.
Adesso se ne comincia a parlare seriamente. E lo si fa nelle sedi opportune, in quel Parlamento che in questi mesi di pandemia era stato trasformato in un mero passacarte, utile solo per convertire in legge gli atti del Governo.
Su impulso, infatti, dei ragazzi del Collettivo Valarioti, i costituzionalisti Roberto Bin e Salvatore Curreri hanno elaborato e redatto la proposta di legge che inizierà il suo iter legislativo alla Camera.
L’auspicio è che si giunga presto ad una legge che metta definitivamente la parola fine alla questione, e che possa garantire al cittadino fuori sede la possibilità di esercitare il suo diritto di voto ad ogni elezioni disciplinando, quindi, un modo attraverso il quale egli possa contribuire al rinnovo degli organi politici anche quando è impossibilitato a raggiungere il suo luogo di residenza. Se viene data la possibilità di votare (per corrispondenza) ai cittadini residenti all’estero allora perché non debba essere concessa la stessa possibilità a quei cittadini che risiedono in territorio italiano ma lontani dalla propria città di residenza?
E allora, il modo migliore per evitare che in futuro ci si debba porre ancora questa domanda è quello di approvare la legge in tempi rapidi, magari per permettere ai cittadini fuori sede di votare già a partire dalla prossima tornata elettorale prevista in autunno, affinché essi possano sentirsi sempre più cittadini attivi nella propria comunità.

Giovanni Nigro
Responsabile Riforme istituzionali FGS

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