mercoledì, 19 Maggio, 2021

ILO, stop allo sfruttamento dei bambini

0
Come nel calcio cartellino rosso al lavoro minorile. A estrarlo questa volta è direttamente l’Ilo, l’Organizzazione internazionale del lavoro, che a conclusione della terza conferenza globale di Brasilia, che dall’8 al 10 ottobre ha riunito i rappresentanti di 152 Paesi dei cinque continenti, ha lanciato la campagna “Red card to child labour”, per avviare una mobilitazione collettiva contro le peggiori forme di sfruttamento dei bambini. Secondo il rapporto “Marking progress against child labour”, pubblicato in settembre, tra il 2000 e il 2012 il numero di minori sfruttati in tutto il mondo si è abbassato di un terzo, passando da 246 a 168 milioni, 85 dei quali impiegati in mansioni pericolose. Come rimarcato dal direttore generale dell’Ilo, Guy Ryder, “la direzione è quella giusta” ma la situazione sta migliorando troppo lentamente per raggiungere l’obiettivo dell’eliminazione di tutte le peggiori forme di lavoro minorile entro il 2016, fissato tre anni fa all’Aja. “Se vogliamo veramente porre fine a questo flagello, nel prossimo futuro dobbiamo raddoppiare gli sforzi a tutti i livelli”. Da qui la campagna del cartellino rosso, che di fatto replica un’iniziativa analoga promossa nel 2002 e può contare sul sostegno di molte celebrità del mondo dello sport e dello spettacolo, e anche la sollecitazione rivolta dallo stesso Ryder ai delegati presenti a Brasilia affinché i piani delineati nella dichiarazione conclusiva della Conferenza siano convertiti il prima possibile in misure concrete, che siano ampie, sistematiche e sostenibili. “Avete collegato il contrasto al lavoro minorile alla necessità di avanzare l’Agenda del lavoro dignitoso, ovvero attuare i principi e i diritti del lavoro, creare occupazione, in particolare per i giovani, estendere le misure di protezione sociale e rafforzare la legalità e i sistemi giudiziari – ha detto il direttore generale dell’Ilo nel suo intervento a chiusura dei lavori – Ora tutto questo deve essere tradotto con urgenza in azione”. Per Ryder dalla Conferenza sono emerse lezioni chiare, che dimostrano una maggiore comprensione di ciò che serve per eliminare il lavoro minorile in maniera sostenibile, e che non solo i governi ma anche altri attori – sindacati, organizzazioni datoriali, imprese e società civile – si stanno assumendo le proprie responsabilità e dimostrano una determinazione crescente su questo fronte. Per riuscire a eliminare le forme di sfruttamento più difficili da snidare – come i beby soldato, i bambini sfruttati sessualmente, i ragazzi che lavorano in agricoltura e in altri ambienti pericolosi – la lotta al fenomeno, però, deve diventare ancora più intensa e il lavoro per la prossima Conferenza sul lavoro minorile, che si terrà in Argentina nel 2017, deve partire subito. Anche l’ex presidente del Brasile, Luis Inácio Lula da Silva, è intervenuto alla Conferenza, evidenziando il dovere della comunità internazionale di offrire ai bambini lavoratori la speranza di un futuro migliore. “Abbiamo soltanto due anni per conseguire l’obiettivo del 2016 stabilito all’Aja – ha affermato – e abbiamo bisogno del coraggio politico per mettere in campo le misure indispensabili”. Dopo aver ricordato che lui stesso da bambino ha dovuto lavorare per garantire un sostegno alla sua famiglia numerosa, Lula ha aggiunto che “la mappa del lavoro minorile nel mondo coincide con quella della fame e della povertà. Per questo il primo passo da compiere per avanzare nella lotta alle peggiori forme di lavoro minorile è quella di coordinare le politiche sulla redistribuzione della ricchezza. Non è un problema di mancanza di risorse, per centrare l’obiettivo serve piuttosto la volontà politica di farlo”.INAIL – Incolocabili, assegno a novembre

Il nuovo importo dell’assegno di incollocabilità verrà posto in pagamento dall’Inps con il rateo del mese di novembre. Lo ha reso noto lo stesso istituto assicuratore nella circolare n. 47/2013. L’assegno d’incollocabilità – si ricorda – è una prestazione erogata ai soggetti che, a seguito di un infortunio sul lavoro o di una malattia professionale, hanno riportato una riduzione della capacità lavorativa non inferiore al 34% e non sono più in condizione di svolgere attività di lavoro né di essere destinatari del beneficio dell’assunzione obbligatoria (legge n. 68/1999). L’assegno è rivalutato annualmente, con effetto dal 1° luglio. In virtù della variazione che c’è stata dell’indice Istat, tra il 2011 e il 2012 del 3,02%, l’Inail ha provveduto a rideterminare l’importo del relativo trattamento economico nella misura di euro 253,04 mensili, secondo il provvedimento approvato con dm 17 maggio 2013.

Carlo Pareto

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply