giovedì, 17 Giugno, 2021

FUORI TEMPO

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Invece di sciogliersi i punti sulla questione Ilva continuano a intrecciarsi. Dopo la manifestazione della popolazione tarantina che ha visto la partecipazione di oltre duemila persone adesso arriva l’annuncio a sorpresa di ArcelorMittal che sospende “temporaneamente” la produzione negli stabilimenti siderurgici di Cracovia in Polonia, e riduce la produzione nello stabilimento delle Asturie in Spagna. “Inoltre, l’aumento previsto del livello di produzione a 6 milioni di tonnellate in ArcelorMittal Italia subirà un rallentamento a seguito della decisione di ottimizzare i costi e la qualità della produzione”.
Il gigante dell’acciaio ArcelorMittal ha annunciato un taglio della produzione annua per le sue attività europee di 3 milioni di tonnellate che fa pensare al peggio per gli operai pugliesi.
“Stiamo collaborando con le parti interessate – sostiene il Ceo di Ancelor – per chiedere che le salvaguardie siano rafforzate con l’obiettivo di impedire un ulteriore aumento delle importazioni dovuto alla continua sovraccapacità globale e a un indebolimento dell’economia nei Paesi limitrofi alla Ue, inclusa la Turchia.
Continueremo inoltre a sostenere l’introduzione di misure adeguate per garantire che, in Europa, importatori e produttori sostengano gli stessi costi della CO2. L’industria siderurgica in Europa può avere un forte futuro, ma è necessario garantire parità di condizioni, affinché non venga concesso un vantaggio sleale ai concorrenti extra Europa”.
Ovviamente non sono mancate le rassicurazioni. “Ambiente e Salute e Sicurezza – ha proseguito la società – restano le nostre priorità assolute e non ci sarà alcun impatto sugli investimenti previsti per il piano ambientale e industriale. Continueremo a lavorare con determinazione e serietà per portare a termine tutti gli impegni presi”.
“Vorrei lanciare un messaggio chiaro ai vertici di ArcelorMittal: la risalita produttiva dovrà avvenire nei tempi previsti dal piano, senza subire o farsi influenzare da eventuali variazioni negative che ciclicamente interessano il mercato dell’acciaio”. Lo fa sapere da Taranto il Segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, dove si è riunito l’Attivo a cui partecipano Rsu e vertici della Uil nazionale e territoriale.
Il rilancio del sito siderurgico di Taranto, la salvaguardia ambientale e la vittoria delle liste della Uilm nelle recenti elezioni delle Rsu sono stati i temi al centro della riunione di delegati e attivisti organizzata, questa mattina, all’interno del sito della Arcelor Mittal, dalla categoria dei metalmeccanici. Presenti, tra gli altri, il Segretario generale della Uilm nazionale, Rocco Palombella, e il Segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo.
“Bisogna far vivere l’azienda – ha sottolineato Barbagallo – per impegnarla, insieme alle Istituzioni, sul risanamento di questo territorio. Ciò che è accaduto nel corso dei decenni agli altri siti siderurgici italiani dimostra che il venir meno degli impianti non ha risolto i problemi della bonifica. Non possiamo tollerare – ha precisato il leader della Uil – che il risanamento ambientale passi attraverso la chiusura dello stabilimento con la perdita di migliaia di posti di lavoro. Non possiamo essere messi di fronte all’alternativa tra morire di fame o morire di cancro. Arcelor Mittal dovrebbe accelerare programmi e obiettivi concordati con il Sindacato, quelli che hanno permesso di rilanciare lo stabilimento. Noi – ha concluso Barbagallo – siamo disponibili a fare la nostra parte”.
Nel frattempo l’esecutivo nonostante i numerosi proclami e promesse fatte, resta a guardare e si è diviso più volte anche sull’Acciaieria più grande del Continente, finendo solo per rimandare ancora una volta una questione delicatissima come quella dell’inquinamento e del lavoro per migliaia di persone.
Proprio recentemente proprio il ministro del lavoro e Vicepremier Luigi Di Maio era stato incalzato dal presidente di Peacelink, Alessandro Marescotti, sulle promesse mancate e la questione Ilva lasciata allo sbando.

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