lunedì, 18 Ottobre, 2021

Milano. Parla Giorgio Goggi: “I socialisti in alto a sinistra”

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Giorgio Goggi, candidato sindaco del Partito socialista italiano alle elezioni amministrative di Milano, intervistato dall’Avanti! spiega i punti del suo programma e l’importanza di avere una presenza socialista all’altezza delle sfide che attendono la città.

“In alto a sinistra vota socialista”, complimenti per lo slogan. Cosa si prova ad essere candidati nella città della Kuliscioff e simbolo del riformismo e della rinascita socialista?

Sicuramente una grande emozione, mista al timore di non essere all’altezza dei grandi nomi che hanno fatto di Milano la capitale del riformismo socialista, dalla Kuliscioff a Caldara, Greppi, Tognoli, solo per citarne alcuni, giganti a cui ci ispiriamo nel tentativo di riportare il socialismo in Consiglio Comunale.

 

Milano in questi anni ha rappresentato già una città che corre più veloce rispetto alle altre in Italia, ma secondo te la città sulla mobilità è ferma al 2006, perché? In cosa si potrebbe migliorare?

A partire dal 2006, con la Giunta Moratti, il Comune ha iniziato a cancellare dai piani il secondo passante ferroviario, che avrebbe reso possibile giungere direttamente a Milano da tutte le stazioni della Lombardia, non realizzare i parcheggi d’interscambio già progettati, revocare circa 100 parcheggi residenziale, prevalentemente già convenzionati. Anche la realizzazione metropolitana M4 è stata iniziata circa 3 anni dopo che era stata espletata la gara per la realizzazione. Praticamente Milano si è chiusa in se stessa, trascurando la necessaria accessibilità che deve garantire a tutta la sua area urbana, che è stimata dall’Eurostat in più di 5 milioni di abitanti. Abitanti che, facendo parte del sistema economico milanese, rendono ricca Milano. Tutto questo è da reinserire nei piani, progettare e realizzare, altrimenti il declino di Milano sarà alle porte.

 

Un punto importante della tua campagna elettorale è quello che riguarda l’edilizia per la classe media? Da architetto che piano ci vorrebbe? E soprattutto come si trova la soluzione al problema della mancanza di case in una città che continua ad attrarre neolaureati e giovani?

Milano, negli ultimi anni, ha fatto crescere enormemente un’edilizia di grattacieli e di abitazioni destinati alle classi abbienti, ha trascurato l’edilizia sociale realizzandone quantità minime. La bolla immobiliare ha fatto aumentare rapidamente i prezzi delle case, costringendo anche famiglie della classe media a cercare alloggi più economici fuori da Milano: E’ nata una classe di cittadini che non ha le caratteristiche per ambire a una casa popolare, ma non può affrontare i prezzi dell’edilizia libera. IL PGT di Milano è particolare: non prevede alcun vincolo per aree a servizi, consente una perequazione che aumenta la disponibilità di volumetrie in centro. Addirittura i 1,3 milioni di metri quadri degli scali ferroviari dismessi sono stati destinati tutti all’edificazione privata gestita da FS Real Estate. Tutta ciò deve essere cambiato rivedendo il PGT e realizzando un Piano del Servizi che vincoli le aree necessarie. Inoltre non è mai stata applicata la legge 167/62 sull’edilizia popolare che impone di individuare aree per almeno il 40% del fabbisogno, fabbisogno che, intanto, non viene più misurato. Anche a questo dobbiamo tornare.

 

Qual è lo stato di salute del socialismo a Milano? Quali i punti di riferimento per i compagni lombardi?

A Milano è stata avviata la ricostruzione della presenza socialista. L’iniziativa che ha condotto alla mia candidatura è partita dal superamento dei rivoli della diaspora dalla decisa volontà di chiudere con divisioni spesso poco fondate. Per questo abbiamo adottato il nuovo simbolo di “Socialisti di Milano”. Ora ci auguriamo di rientrare in consiglio comunale, dal quale siamo assenti da un quarto di secolo. Poi ci proponiamo di contribuire ad una svolta che deve coinvolgere tutti i socialisti italiani in modo da consegnare alla generazione che segue una nuova compagine degna della nostra storia. Sulla scia di quanto sta accadendo in Europa dove la socialdemocrazia rimonta un declino che sembrava irreversibile.

 

Un giudizio sul lavoro svolto dalla giunta uscente.

Il giudizio può essere ricavato dalle risposte precedenti. Il recente isolazionismo di Milano, con la volontà di crescere da sola in popolazione e attività, trascurando l’area urbana circostante e facendo mancare mezzi di accessibilità ormai necessari, oltretutto, avendo trascurato le infrastrutture pubbliche, ostacolando il pendolarismo è il più grave pericolo per il futuro di Milano. Lo è insieme ad un altro grave pericolo: l’aver trascurato i ceti meno abbienti, contrariamente a quanto Milano ha sempre fatto nella sua storia.
Queste due scelte, se continuate, possono portare a un decadimento della città.

 

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Riguardo l'Autore

Scrivo al volo, penso con la mano sinistra, leggo da ogni angolazione, cerco connessioni

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