domenica, 26 Settembre, 2021

In cinque mesi siamo diventati ricchi, ma dai! 

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Qual è la differenza tra chi vive in prigione perché ha commesso un reato e chi, invece, è costretto a vivere andando a letto in un dormitorio pubblico e mangiare in una mensa per i poveri, solo perché calpestato dalla povertà, come lo avesse colpito un fulmine a ciel sereno? Non ho dubbi in proposito, il recluso…almeno può andare in bagno e fare anche la doccia! Poi, scusate, ma quale ciel sereno, il fulmine era telecomandato e sapeva perfettamente dove cadere. La pandemia è stata uno ‘strumento’ capitato per caso nelle sontuose sale riunioni della Classe Dirigente, uno strumento del destino, improvviso ed efficace, che ha provocato lo tsunami e travolto quei lavoratori in crisi che si trascinavano da anni come sciancati su un terreno sconnesso. Situazioni che hanno provocato le famigerate nuove povertà: così si chiamano con ipocrita rassegnazione. Solo che non erano nuove, ma vecchie povertà di cui la Classe Dirigente era, ed è, naturalmente a conoscenza almeno da un decennio. Classe Dirigente che utilizzava quei ‘bancari poveracci’ i quali, per mantenere il proprio lavoro, hanno accoltellato nella schiena clienti storici stimati, ma ritenuti dal sistema zavorre aziendali ed umane, e quindi economicamente da uccidere. Ma come si fa a dimenticare quei momenti? Come si fa a parlare di ripresa quando le banche prestano i soldi, come peraltro li hanno sempre prestati, a chi non ne ha bisogno: persone che si tengono gelosamente la propria liquidità e lavorano, speculano, con i quattrini che gli vengono offerti a tasso zero, o quasi! Ecco perché, soprattutto oggi, ci sono sempre meno ricchi, ma solo ricchissimi ed una marea apocalittica di poveri che sta montando come una maionese ben riuscita. Accidenti, come sembrano lontani i tempi in cui Guido Carli decise di dare un’opportunità a tutti gli italiani che nei 15 anni del suo governatorato alla Banca d’Italia (1960-1975) hanno fatto impresa, dando vita a quel ceto medio che ha partecipato allo splendore del Paese. Tempi in cui davvero la politica faceva politica: i socialisti facevano i socialisti, i liberali facevano i liberali e così via; insomma, ogni partito manteneva la propria identità! Poi Caio si è messo con Tizio e Tizio si è messo con Sempronio, pensando che la torta elettorale potesse diventare più gustosa ed infatti, già nel 1973, sotto il Governo Rumor, furono introdotte le baby pensioni con la benedizione sia della maggioranza che della opposizione. Le prime erogazioni avvennero nel 1981 dove, sotto il governo Spadolini, coloro che avevano lavorato nell’impiego pubblico poterono iniziare ad incassare l’assegno della pensione dopo aver lavorato 14 anni 6 mesi ed 1 giorno. Credo che fu in quel momento di euforia collettiva che il Paese segnò profondamente il destino delle generazioni future, fino a travolgere nel tempo milioni di famiglie italiane sino alle ultime stramazzare al suolo con la pandemia…e da qui nasce la domanda posta all’inizio:
‘qual è la differenza tra chi vive in prigione perché ha commesso un reato e chi, invece, è costretto a vivere andando a letto in un dormitorio pubblico e magiare in una mensa per i poveri, solo perché calpestato dalla povertà come lo avesse colpito un fulmine a ciel sereno?.
Ancora poco tempo e nessuno ricorderà più nulla, perché un’altra generazione avrà preso il posto di quella a cui avevano promesso grandi cose; abbiamo iniziato a tradire la generazione degli anni Novanta, quella della new economy, che non ha mai iniziato a lavorare perché il progetto è fallito mentre quei ragazzi si laureavano, e finirà così anche domani, e post domani, con i giovani ‘millennial’ a cui, anche a loro, hanno promesso grandi cose: come la Green economy, il trasporto elettrico in sostituzione agli idrocarburi e le illusioni di cambiare il mondo come è sempre successo nei secoli che ci hanno preceduto. Ora in cinque mesi, dopo i dodici precedenti di durissima pandemia, e prima ancora i dieci anni di crisi economica che hanno scosso l’Italia, ci dicono che siamo diventati ricchi, ma chi? ma dai! forse è arrivato il momento di cambiare spartito perché ormai la musica la conosciamo…non è così che scoppiano le rivoluzioni?!
Chiosa: quello che mortifica di più sono le parole dei ‘garantiti’, i quali affermano con sorprendente sfrontatezza che se non fosse stato per la Classe Dirigente ci saremmo trovati molto peggio: appunto, in un dormitorio pubblico ed a mangiare nelle mense dei poveri!

 

Angelo Santoro

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