mercoledì, 16 Giugno, 2021

IN FONDO A DESTRA

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Stavolta i sondaggi hanno visto giusto, il trumpismo alla spagnola ha attecchito a Madrid. A nulla sono serviti gli appelli delle sinistre che hanno avuto solo l’effetto opposto: lo schieramento conservatore ha vinto la competizione elettorale. Partido Popular e Vox sommano 78 seggi e la distanza con il blocco delle sinistre è di ben 20 scranni. Una differenza dovuta soprattutto alla grave perdita di consensi del partito socialista madrileno con Ángel Gabilondo capolista, passato dai 37 seggi del 2019 ai 24 attuali. Lo stesso numero di seggi che ha conquistato Más Madrid trascinata dalla sua candidata, Mónica García, con un aumento di 4 rispetto al 2019; mentre Podemos è passato da 7 a 10 rappresentanti nell’assemblea madrilena, con Pablo Iglesias candidato.
Come primo effetto proprio Iglesias ha dato le dimissioni dal Partito e dalla politica.
Mentre lo scontro della Capitale è diventato di importanza nazionale proprio per come è stato affrontato dalla Ayuso sia il piano pandemico che il Premier Sanchez.
Potendo contare su un alto grado di autonomia della Comunidad de Madrid, Ayuso ha impostato la propria azione politica su una visione aperturista in opposizione alle decisioni prese dal Governo nazionale e dalla maggioranza dei Paesi europei.
Negli ultimi mesi la presidente della regione della capitale uscente e candidata per il Partito Popolare Isabel Díaz Ayuso si è scontrata più volte con il primo ministro socialista Pedro Sanchez sulle misure da adottare per il contrasto al contagio del coronavirus.
“Il Partito Popolare schianta il Partito socialista di Pedro Sanchez; le paure che si affollavano su una parte dell’elettorato ovvero la possibilità che l’area regionale della capitale potesse vedere il venir meno delle prerogative fiscali e delle agevolazioni che hanno garantito il benessere che andavano a discapito del resto del paese sino state fugate dalla vittoria schiacciante della Presidenta Ayuso, paladina dell’iper-liberismo e dell’orgoglio madrileno, un simbolo della nazione più che una Capitale che ne simboleggi L’Unità”, commenta Bobo Craxi, Psi sul suo profilo Facebook che aggiunge: “Tutto compiuto nel nome del popolo che vuole abbattere le flaccide élite recitando un perfetto copione populista che si trasforma in totalitario”. E infine: “La difficile gestione dei partiti di Governo, socialisti in testa, che non sono in grado di contendere alla destra popolare la guida delle masse rifugiandosi, avendo scelto peraltro il candidato sbagliato, nella saga del politicamente corretto e nel tentativo di segnare le lezioni madrilene come uno spartiacque fra la democrazia e il caos. chi ha fatto le spese di questo tentativo Di radicalizzare lo scontro è stato in anzitutto Podemos ed il leader Pablo Iglesias, Che ha pagato il prezzo della sua trasfigurazione in pochi anni di leader conclamato del movimento degli indignati che si è trasformato presto in un politico piccolo borghese che non è riuscito a trasformare la sua utopia in una realtà permanente; un addio alla politica tragico e melanconico”.
La sconfitta del Psoe nella capitale per quanto cocente, non dovrebbe avere ripercussioni dirette sul governo spagnolo, mentre il vero risultato di queste elezioni è che la Destra si sta rinnovando. Negli ultimi anni sempre oscillante tra l’estrema destra e il centro, Ciudadanos volge al termine. Mentre con la vittoria di Ayuso che rappresenta la versione del PP più prossima all’estrema destra, diventa difficile per il presidente dei popolari Pablo Casado recuperare un discorso politico più moderato, abbandonando il terreno della competizione con Vox.

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Riguardo l'Autore

Scrivo al volo, penso con la mano sinistra, leggo da ogni angolazione, cerco connessioni

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