lunedì, 17 Maggio, 2021

In ginocchio mie signore, io vi nomino cavaliere

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Re Artù nominava i cavalieri della tavola rotonda e che male c’è se i segretari dei partiti fanno la stessa cosa? Perché ci meravigliamo di ciò che è sempre accaduto? Vi dirò di più, oggi finalmente non siamo più a Camelot dove, anche se la favola ci racconta della generosità del re, egli era pur sempre un re e, come tale, decideva chi doveva vivere o morire, oppure essere elevato al grado di cavaliere con tanto di spadone, scudo, armatura e cavallo! Non abitiamo più nel regno blasonato delle favole, tantomeno i condottieri saranno disposti a dare la vita, ma, per Dio, anche noi abbiamo molti Lancillotto: Lancillotto Berlusconi, Lancillotto Renzi, Lancillotto Salvini, sempre pronti a dare la vita per il re. Oltre a Lancillotto Bersani e Lancillotto Letta. Ecco, quest’ultimo forse è l’unico a destare qualche perplessità, perché dopo tanti anni a Parigi ha assunto quel tono sprezzante da ‘re sole’ che, come appare dai primi provvedimenti, sembra stonare con il camelotese classico da brughiera, e questo con il tempo potrebbe essere un problema. Visto che in un colpo solo ha degradato Marcucci e Del Rio, battezzando cavaliere sul campo Malpezzi capogruppo al Senato, e dopo aver fatto anghingò per decidere se alla Camera nominare Capogruppo Madia o Serracchiani, ha battezzato quest’ultima perché ha il piglio di Rosy Bindi. Comunque, a seguire ci sono i Lancillotto Grillo, Casaleggio, Di Maio e Toninelli, a proposito ricordate chi è, vero? ci scusiamo se non citiamo tutti gli altri, altrimenti il racconto diventa lungo come la barzelletta del grande Gigi Proietti: quella del cavaliere nero e del cavaliere bianco, e non basterebbero parecchie pagine per elencarli tutti. Se tutto ciò non è sufficiente e non vi convince, rammentiamo agli smemorati che la democrazia nel nostro Paese è consolidata già da qualche anno e i Lancillotto, che da noi hanno sostituito re Artù, a loro volta possono nominare gli altri cavalieri un po’ meno cavalieri, tipo i deputati e i senatori fino a 1.000. Non si è mai vista tanta abbondanza di nobili senza cavallo in un colpo solo! Oddio, un problemino c’è, ma verrà risolto al più presto, si tratta dei cavalieri prescelti, ognuno dei quali vorrebbe lo spadone migliore, per le bardature invece si atterranno ai colori delle rispettive casate: i forzisti indosseranno le magliette azzurre, i leghisti verdi, i democratici rimarranno con il classico verde ulivo e così via fino a contendersi le poltrone più ambite. Insomma, faranno ‘dressage’ di presidenze, commissioni, enti pubblici e quasi pubblici, e tutto ciò che ci sarà da montare lo monteranno. La storia dei nobili cavalieri, sempre ‘fedeli’ a sé stessi e mai agli altri, appena saranno ri-nominati dal re, monteranno il cavallo con tale abilità da fare invidia ad Artù, Lancillotto ed ai cavalieri della tavola rotonda; questi, però, schiatteranno di rabbia quando verranno a sapere che da 12 sono diventati 600. E poi re Artù, i cavalieri e gli abitanti di Camelot ci volevano insegnare la libertà e la democrazia…a noi?!

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Riguardo l'Autore

Angelo Santoro

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