domenica, 28 Novembre, 2021

In Italia come in Europa vince la sinistra che cambia

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Il centrosinistra, dopo qualche anno di opacità, torna a vincere. Se dovesse prevalere anche nei ballottaggi di Roma e Torino si tratterebbe di un successo straordinario.

Un perimetro largo di forze progressiste prevale quasi ovunque, con o senza l’apporto dei Cinquestelle.

È la dimostrazione che quando lo schieramento di centro sinistra esce dall’atavico vizio delle divisioni interne e riesce a essere una coalizione plurale e inclusiva, elabora e propone ai cittadini un’offerta politica più credibile rispetto a quella del centrodestra.

Tuttavia sarebbe sbagliato fermarsi a esultare per il risultato ottenuto senza esaminare le molte contraddizioni emerse. Queste elezioni amministrative sono solo un punto di partenza. Molto c’è ancora da fare. E subito.

Occorre riavvicinare i cittadini delusi alla necessità e importanza della partecipazione politica: il dato dell’astensionismo va analizzato con attenzione nelle sue motivazioni profonde e non certo sottovalutato.

Non si può che ripartire dalla rappresentanza e dai partiti, come detta la Costituzione e come accade in tutta Europa, ma bisogna ripensarne ruolo e funzione, avviando anche una riflessione sulla necessità e sulle modalità del finanziamento pubblico. Vanno riviste le forme partito in modo da riavvicinare cittadini e militanti, così da evitare l’imbarazzante proliferare di liste civiche costruite dagli stessi partiti. Una prassi ormai stantia che continua a moltiplicare il numero dei candidati senza incidere minimamente sul calo di interesse e di partecipazione.

Occorre che i partiti stessi rielaborino la propria proposta e il proprio sistema valoriale, senza limitarsi al battibecco quotidiano dei talk show finendo poi per doversi affidare a tecnici, per quanto di grande valore e prestigio come Draghi, nella veste di salvatori della Patria.

In queste elezioni amministrative il Partito Democratico ha costituito l’asse portante della coalizione, tuttavia nel campo del centrosinistra i partiti minori hanno partecipato in maniera significativa al successo della coalizione. Tra essi il PSI, che ha avuto il coraggio di riproporre il suo antico simbolo di libertà e di progresso, il garofano rosso. In molte città italiane sono stati ottenuti risultati estremamente soddisfacenti, tra questi in particolare Salerno, Rimini, Città di Castello, Eboli, Vasto, Sulmona, Vittoria ed altri, eleggendo numerosi consiglieri comunali. A Cosenza, un socialista di antica militanza, il noto penalista Franz Caruso, contenderà al ballottaggio il ruolo di sindaco della città al centrodestra. Un successo assolutamente non scontato.

Accanto a ottimi risultati nelle città medio grandi, non va nascosta la permanente difficoltà del voto socialista nelle metropoli, nelle quali incide in maniera decisiva la visibilità mediatica e la consistenza della presenza parlamentare. Tuttavia va osservato che Partiti con rappresentanze istituzionali ben più importanti di quella socialista hanno raccolto risultati più modesti. In definitiva queste elezioni amministrative confermano che l’insediamento dei socialisti nel Paese rimane vitale, nonostante le vicende, spesso dolorose, di questi anni.

Rimane aperto il problema delle iniziative, delle proposte e del progetto complessivo che i socialisti sono in grado di offrire al Paese.

I socialisti portoghesi, spagnoli, svedesi e di molti altri Paesi europei, da ultimo la SPD tedesca, raccolgono risultati molto importanti nei loro Paesi e spesso li governano. Non sempre dedichiamo la giusta attenzione alle proposte e alle idee che sono all’origine dei successi della famiglia socialista europea, che solo qualche anno fa pareva condannata a una irreversibile marginalità.

Certamente il denominatore comune di quei partiti, che vincono e governano bene, è una grande attenzione alla riduzione delle disuguaglianze sociali e all’ampliamento degli spazi di libertà.

Bisogna avere il coraggio di parlare anche in Italia di redistribuzione del reddito, di rafforzamento della scuola e della sanità pubblica, di finanziamenti alla ricerca e di un piano casa nazionale.

Va affermato senza timidezza che è giusto che chi dispone di giganteschi patrimoni mobiliari e immobiliari debba sostenere in qualche modo i bisogni di chi non solo non possiede casa, ma non ha nemmeno la possibilità di provvedere ai bisogni essenziali della propria famiglia.

In definitiva non bisogna parlare soltanto di geografia politica, di alleanze tra Partiti e di alchimie di palazzo. Bene il nuovo Ulivo ma non con logiche del passato. Si proceda alla elaborazione di un progetto complessivo di cambiamento e rinnovamento del Paese che sappia superare il neoliberismo e che parta dalla tutela delle fasce più deboli del paese, che premi il merito e la capacità di innovazione. I socialisti italiani, come sempre, su questi temi faranno la loro parte.

 

Luigi Iorio
Coordinatore segreteria nazionale Psi

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