martedì, 3 Agosto, 2021

In scena la libertà degli uccelli e degli uomini

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La natura è il tema dei due spettacoli serali al Festival «Inteatro». E la libertà con cui si può esprimere senza l’oppressione della mano dell’uomo è il tema centrale della serata. Non è stata menzionata esplicitamente nella nota degli spettacoli, tuttavia le emozioni suscitate dai ballerini, il suono, i colori delle coreografie hanno reso quasi inequivocabile l’intento. Dunque, serata di successo per le due performance, lo scorso 4 giugno, a Polverigi (An).

In prima serata, alle 20.00, al Parco di Villa Nappi l’allestimento di Alessandro Sciarroni «Turning_Orlando’s version» 2019.
La danza del gruppo dei cinque ballerini non ha smesso di stupire gli spettatori. Le prime ombre della sera hanno accompagnato la danza che simulava il volo degli uccelli nel periodo delle migrazioni. E la musica ha aumentato il senso di libertà degli animali nel cielo alla ricerca di un posto dove svernare.
I cinque danzatori (Maria Cargnelli, Francesco Saverio Cavaliere, Lucrezia Gabrieli, Sofia Magnani, Roberta Racis) incominciano a danzare sulle punte, a ruotare come se fosse un esercizio di ritmica. La combinazione è sempre la stessa regolare, uguale e mimetica. E sempre seguendo la direzione ovest-est. Mentre il tempo e lo spazio, che diventano due varianti fondamentai per il volo degli uccelli, rappresentano l’ossessione di certi passi di danza ripetuti, quasi all’infinito, per simulare il viaggio dei volatili. L’emigrazione può durare una settimana a volte mesi e mesi. Ragione per cui il copro del ballerino ha imitato la velocità del volo e le pause nel viaggio. In quei passi, si scopre il grido disperato degli uccelli di volere sopravvivere al viaggio pieno di insidie La musica dello spettacolo, affidata ad Aurora Bauza e Pere Jou (Telemann Rec.), è stata decisiva in certe scene per accentuare la fatica del viaggio degli uccelli migratori. «Orlando rimanda ad una ciclicità tonda, ad una trasformazione circolare, come nel romanzo di Virginia Woolf, ci invita ad attraversare un mistero: evoca il nome di una persona o una località piena di palme in Florida sospesa nell’attesa di un ciclone» come riportato nel sito web di Sciarrone.
Lo spettacolo è stato prodotto da Marche Teatro di rilevante interesse culturale, corpoceleste; coproduzione Fondazione Matera-Basilicata 2019 e Basilicata 1799, Centoquatre-Paris, Snaporazverein.

Alle 21,30, al Teatro della Luna, in scena, invece, il giovanissimo danzatore Ludovico Paladini che presenta lo studio della sua opera prima, «Tales of FreeDoom»: una performance di danza che esplora le possibilità di movimento tramite oggetti di scena. La scenografia è stata realizzata con materiali recuperati da usi come corde, barattali di latta, abiti consumati e foglie secce per enfatizzare il tema del volo. Lo spettatore osserva una serie di immagini e suoni, che mutano e si alternano, come se fosse davanti allo schermo a fare «zapping». Questa seconda produzione Marche Teatro è stata, del pari, accolta con entusiasmo dal pubblico in sala che ha applaudito, richiamandolo più di una volta sulla scena.
Il palcoscenico, allo stesso livello della platea, ha accentuato la forza della gestualità dell’attore che è stata il primo veicolo di contatto con il pubblico. Basti pensare all’ombra del suo corpo della parete di fondo che cerca di catturare i disegni impressi sulla superficie.
Da questa prima scena, incomincia il teatro di luci, colori e suoni con cui è stata creata la scenografia. All’opposto, il caleidoscopio di sentimenti, che si manifestano all’interno dell’uomo, non ha memoria perché tutto è vissuto con rapidità e intensamente, senza lasciare traccia.

 

Andrea Carnevali

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