lunedì, 25 Ottobre, 2021

Una moneta virtuale
per la Svezia

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La Svezia, leader per i pagamenti digitali, sta per fare un passo innovatore nel sistema finanziario. Diventerebbe il primo paese al mondo a dotarsi di una e-currency, cioè di una valuta virtuale garantita, coperta e gestita dalla Riksbank (la banca centrale della Svezia). Lo ha dichiarato Cecilia Skingsley, numero due dell’Istituto d’emissione del regno, manifestando piani concreti.

Esistono già i Bitcoin o le monete complementari come quella locale di Barcellona. L’introduzione di una e-currency garantita da una Banca Centrale ha un significato ed una importanza dirompente. Anche perché non si tratta di un piccolo paese esotico, possibilmente considerato paradiso fiscale e sede di società presenti con solo cassette delle poste. La Svezia è una tra le potenze industriali più avanzate al mondo, un paese che vanta una crescita media attorno al 4% con alti redditi medi pro-capite nonostante il pesante prelievo fiscale. Il welfare ed il servizio sanitario sono tra i migliori al mondo. L’occupazione è alta ed i conti sovrani sono in ordine. Il debito pubblico, tra i più bassi al mondo, è attorno al 40% del PIL, cioè molto più basso di quello tedesco.

Il 50% del prodotto interno lordo deriva dall’export di manufatti industriali e tecnologici d’eccellenza, dai jet bisonici agli aerei-radar, dall’elettronica avanzata ai servizi Skype e Spotify. Nel regolare le transazioni del commercio internazionale, la corona virtuale potrebbe diventare una realtà quasi quotidiana, se si concretizzeranno i piani in fase di elaborazione avanzata.

In Svezia, la transizione dal cash al no-cash è un cambiamento diventato realtà prima che altrove. In una economia così solida ed in crescita dove nulla sfugge alla tributaria (sia che i pagamenti avvengono in contanti, con assegni, con carta di credito o bonifico bancario) l’utilizzo del denaro contante in circolazione oggi raggiunge scarsamente l’1,5% del PIL mentre nel 1950 raggiungeva il 10% del PIL ed anche allora rappresentava un valore tra i più bassi al mondo. Le banche sempre più frequentemente evitano o rifiutano le operazioni in contanti. Nei negozi e negli esercizi commerciali è sempre più raro l’utilizzo di casse o registratori di cassa progettati per l’uso del contante. Diversi negozi hanno abolito i pagamenti in contanti e persino i taxi preferiscono i pagamenti con la “plastic money” (carte di credito o di debito).

Il numero due della Riksbank, Cecilia Skingsley ha spiegato : “La Svezia è all’avanguardia, non dobbiamo imitare l’esempio di nessun altro paese perché nessun altro paese sta lasciando l’uso di banconote e monete così velocemente come noi. Vogliamo anche aiutare i molti cittadini desiderosi di dire addio al contante, ma per ragioni differenti non vogliono o non possono avere un accesso diretto ai sistemi di transizione elettronica che per le banche sono normali”. Dal novembre 2016, in Svezia è iniziato il lungo addio al contante. Gli esperti della Riksbank stanno lavorando per risolvere i problemi tecnici, legali e di sicurezza. Entro due anni potrebbe essere introdotta la e-currency.

La Svezia, governata lungamente dalla socialdemocrazia, pensa al futuro ed alla società futura. Nel suo governo, unico caso al mondo, esiste il “Ministero del Futuro” .

Un futuro dove non ci saranno più rapine a mano armata nelle banche, nei supermercati o ai furgoni portavalori, ma in cui bisognerà stare molto attenti ai pirati informatici.

Salvatore Rondello

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