martedì, 3 Agosto, 2021

Indennità decreto Sostegni: riesame delle domande respinte

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Pensioni
PAGAMENTO IN ANTICIPO ANCHE PER LA RATA DI AGOSTO

Dall’inizio della pandemia, il pagamento delle pensioni è stato anticipato e contingentato per coloro che le ritirano in contanti presso gli uffici postali, attraverso uno scaglionamento dell’accesso agli sportelli nell’arco dei giorni lavorativi precedenti al mese di competenza delle prestazioni.
Anche per il mese di agosto, pertanto, il pagamento degli assegni pensionistici avviene in anticipo secondo la consueta turnazione alfabetica che potrà variare in base al numero di giorni di apertura dell’Ufficio Postale di riferimento.
Pagamento
Come stabilito dall’ordinanza della Protezione Civile, pure le pensioni di agosto 2021 saranno accreditate in anticipo, come è già avvenuto nei mesi di giugno e luglio, e anche in quelli precedenti. Nel testo (ordinanza numero 778 del 18 maggio 2021) si legge infatti che:
“Allo scopo di consentire a Poste Italiane S.p.a. la gestione dell’accesso ai propri sportelli dei titolari del diritto alla riscossione delle prestazioni previdenziali corrisposte dall’Istituto Nazionale Previdenza Sociale, in modalità compatibili con le disposizioni in vigore adottate allo scopo di contenere e gestire l’emergenza epidemiologica da Covid-19, salvaguardando i diritti dei titolari delle prestazioni medesime, il pagamento dei trattamenti pensionistici, degli assegni, delle pensioni e delle indennità di accompagnamento erogate agli invalidi civili, di cui all’articolo 1, comma 302, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 e successive integrazioni e modificazioni:
di competenza del mese di giugno 2021, è anticipato dal 26 maggio al 1° giugno 2021;
di competenza del mese di luglio 2021, è anticipato dal 25 giugno al 1° luglio 2021;
di competenza del mese di agosto 2021, è anticipato dal 27 luglio al 31 luglio 2021”.
Giova sempre ricordare in proposito, che il pagamento delle pensioni in anticipo è previsto unicamente per coloro che ricevono il trattamento pensionistico in contanti tramite Poste Italiane e riguarda le pensioni, gli assegni e le indennità di accompagnamento per gli invalidi civili.
Le date del pagamento
Il mese di agosto 2021 prevede che i pagamenti delle pensioni saranno effettuati tra il 27 e il 31 luglio 2021, che è un sabato. Poste Italiane deve ancora, al momento, confermare i singoli scaglioni per cognome per coloro che ritireranno la pensione in contanti.
Fermo restando che l’Inps potrebbe comunque decidere di intervenire con alcuni cambiamenti, come è accaduto nel corso degli ultimi mesi, il calendario dei pagamenti delle pensioni di agosto 2021 dovrebbe essere il seguente:

27 luglio saranno erogati i pagamenti per i cognomi dalla A alla C;
28 luglio saranno erogati i pagamenti per i cognomi dalla D alla G;
29 luglio saranno erogati i pagamenti per i cognomi dalla H alla M;
30 luglio saranno erogati i pagamenti per i cognomi dalla N alla R;
31 luglio saranno erogati i pagamenti per i cognomi dalla S alla Z.

Dal 27 luglio e indipendentemente dal cognome, presso gli Atm postali, saranno disponibili la pensione e gli altri trattamenti Inps, per il prelievo con Carta Postamat, Carta Libretto o Postepay Evolution e per chi ottiene l’accredito su Libretto di Risparmio, Conto BancoPosta o Postepay Evolution.
Consegna a domicilio
Poste Italiane segnala, per ogni opportunità, che anche per il mese di agosto “i cittadini di età pari o superiore a 75 anni che percepiscono prestazioni previdenziali presso gli Uffici Postali e che riscuotono normalmente la pensione in contanti, possono richiedere, delegando al ritiro i Carabinieri, la consegna della prestazione pensionistica a domicilio. Le modalità di pagamento anticipato delle pensioni – si legge ancora – hanno carattere precauzionale e sono state introdotte con l’obiettivo prioritario di garantire la tutela della salute dei lavoratori e dei clienti di Poste Italiane. È necessario indossare la mascherina protettiva, entrare nell’Ufficio Postale solo all’uscita del cliente precedente e tenere la distanza di almeno un metro, sia in attesa all’esterno sia nelle sale aperte al pubblico”, conclude la nota di Poste.

 

Indennità decreto Sostegni
RIESAME DELLE DOMANDE RESPINTE

Il decreto Sostegni (articolo 10, decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41) ha previsto la concessione di un’indennità una tantum in favore di alcune categorie di lavoratori (lavoratori stagionali del turismo, degli stabilimenti termali, dello spettacolo e dello sport) coinvolti nell’emergenza epidemiologica da Covid-19.
Con il messaggio Inps del 9 luglio scorso, n. 2564, l’Istituto ha fornito le istruzioni per la gestione delle istruttorie relative alle domande di riesame presentate dai richiedenti le cui istanze sono state respinte per mancanza dei requisiti previsti dalla normativa.
Il termine per proporre il riesame, da considerarsi non perentorio, è di 20 giorni a partire dalla data di pubblicazione del messaggio (ovvero dalla conoscenza della reiezione, se successiva), per consentire l’eventuale supplemento di istruttoria e la produzione di nuova documentazione utile da parte dell’interessato ai fini della riforma del precedente provvedimento di diniego.
L’utente può inviare la documentazione selezionando la voce “Esiti” all’interno del servizio tramite cui è stata presentata la domanda “Indennità Covid-19 (Bonus 2.400 euro decreto Sostegni 2021)”, grazie a un’apposita funzionalità che espone i motivi di reiezione e consente di allegare i documenti richiesti per il riesame.
Un’altra modalità di invio della documentazione alla struttura territoriale di competenza è la casella di posta istituzionale dedicata, denominata riesamebonus600.nome sede@inps.it, istituita per ogni agenzia decentrata dell’Istituto.
Questa integrazione permette all’Ente di previdenza di verificare le risultanze dei controlli automatici e il rispetto dei requisiti di appartenenza per ciascuna categoria di lavoratori interessata dal decreto, considerando, nei vari casi, l’assenza di titolarità di un rapporto di lavoro al 24 marzo 2021 o di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato oppure di un contratto di lavoro autonomo occasionale, i limiti di reddito, se previsti, e le incompatibilità con altre indennità o con il Rem 2021.

 

Inps
AGGIORNAMENTO OSSERVATORIO LAVORATORI AUTONOMI

Per quanto attiene gli artigiani – informa l’Istituto di previdenza – nel 2020 risultano iscritti alla gestione speciale dell’Inps 1.589.698 artigiani, l’1,4% in meno rispetto al 2019 (1.612.720 iscritti) e il 2,5% in meno in confronto al 2018 (1.631.073 iscritti). Nella ripartizione per qualifica, nell’anno 2020 vi è una marcata prevalenza di titolari che con 1.473.203 iscritti costituiscono il 92,7% del totale. La distribuzione per qualifica denota una costante e lenta crescita dei titolari rispetto ai collaboratori. Inoltre, analizzando la distribuzione per genere, per gli anni esaminati, è evidente una marcata prevalenza degli uomini, che costituiscono il 78,9% del totale degli artigiani. Analizzando la serie storica degli ultimi dieci anni, si rileva che il numero degli iscritti decresce di oltre due punti percentuali dal 2013 al 2017, dell’1,6% tra il 2017 e il 2018, dell’1,1% tra 2018 e 2019 e dell’1,4% tra 2019 e 2020. Osservando i dati del 2020 per genere e qualifica è evidente una prevalenza di titolari uomini, che con 1.188.440 iscritti costituiscono l’80,7% del totale dei titolari contro il 19,3% (284.763) dei titolari donne. I collaboratori hanno una differenza per genere meno marcata, i maschi con 65.803 iscritti sono poco più della metà del totale dei collaboratori (56,5%) contro 50.692 femmine. A livello territoriale, più della metà degli artigiani (56,0%) si trova nelle regioni del Nord. Precisamente è il Nord-ovest l’area geografica che, con il 31,1%, presenta il maggior numero di artigiani, seguito dal Nord Est con il 24,9%, dal Centro con il 20,7%, dal Sud con il 15,6% e dalle Isole con il 7,7%. Riguardo alle regioni si nota che in Lombardia si concentra la maggior parte degli artigiani con 293.325 iscritti (18,5%), seguono l’Emilia-Romagna con 164.526 iscritti (10,3%), il Veneto con 163.374 iscritti (10,3%), e il Piemonte con 145.830 iscritti (9,2%).
Riguardo, invece ai Commercianti, quelli che risultano iscritti alla gestione speciale nel 2020 sono 2.117.352, in flessione in confronto al 2019 (-1,7%) e al 2018 (-2,3%). Nel 2020 risultano titolari dell’azienda il 91,9% degli iscritti. Questa percentuale cresce leggermente nel tempo, anche per effetto della lieve diminuzione del numero dei collaboratori negli ultimi anni. Tra i commercianti prevalgono i lavoratori di genere maschile, che nel 2020 costituiscono il 65,3% dei lavoratori, percentuale in lieve ascesa nel corso del tempo. Analizzando la serie storica del numero di iscritti dal 2011 ad oggi, si deduce che l’andamento dei lavoratori è crescente, se pur di un solo punto percentuale, soltanto tra il 2011 e il 2012, rimane pressoché costante dal 2012 al 2014, decresce di circa mezzo punto percentuale tra il 2014 e il 2015, di circa un punto percentuale tra il 2015 e il 2018, ancora di mezzo punto percentuale dal 2018 al 2019 e di quasi due punti percentuali dal 2019 al 2020 (-1,7%). In riferimento al territorio, si osserva che il 26,4% dei commercianti si trova nel Nord ovest, il 19,6% nel Nord est, il 21,3% si trova al Centro, il 23,1% al Sud e solo il 9,6% nelle Isole. La regione che registra in Italia il maggior numero di commercianti è la Lombardia con 323.440 iscritti, pari al 15,3% del totale, seguita dalla Campania (10,1%), dal Lazio (9,6%), dal Veneto (8,2%), poi da Piemonte ed Emilia-Romagna (7,7%).

 

Carlo Pareto

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