lunedì, 21 Giugno, 2021

Infortuni sul lavoro, il protocollo Inail. Assegno unico figli, le novità

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Infortuni sul lavoro
PROTOCOLLO INAIL – CONSULENTI DEL LAVORO SU SALUTE E SICUREZZA

Si rafforza la collaborazione tra Inail e Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro in materia di salute e sicurezza sul lavoro. In occasione del recente Forum annuale della sicurezza sul lavoro, organizzato dalla Fondazione studi dei consulenti del lavoro, è stato presentato il protocollo sottoscritto dal presidente Inail, Franco Bettoni, e dalla presidente del Consiglio nazionale dell’ordine, Marina Calderone, che impegna le parti nello sviluppo di attività formative e informative per favorire la diffusione della salute e sicurezza dei lavoratori e la realizzazione di attività congiunte tese a promuovere e favorire la riduzione degli eventi infortunistici e delle malattie professionali.
La sinergia tra i due enti, che ha dato vita a questa collaborazione di carattere permanente, è volta a fornire risposte integrate e di qualità ai bisogni di salute e sicurezza sul lavoro, con particolare riferimento alle piccole e medie imprese dove la gestione è spesso carente e i lavoratori sono esposti a maggiori rischi.
“Siamo molto soddisfatti della collaborazione intrapresa con l’Istituto su una tematica che, specie nell’attuale contesto a causa dell’emergenza Covid-19, è diventata una priorità assoluta in ogni contesto aziendale. La normativa della sicurezza sui luoghi di lavoro, a quasi 13 anni dall’emanazione del Testo unico, è una tematica molto ampia e specialistica e richiede il supporto di esperti del settore, come i consulenti del Lavoro, per riuscire a portare a termine gli adempimenti necessari, soprattutto nelle realtà aziendali piccole e piccolissime”, ha dichiarato la presidente Marina Calderone sottolineando – come riporta l’Adnkronos – gli obiettivi importanti alla base del protocollo per diffondere maggiormente la cultura della prevenzione anche alla luce degli ultimi avvenimenti di cronaca e dei dati sugli infortuni e morti sul lavoro che hanno riportato l’attenzione dell’opinione pubblica sul delicatissimo tema.
“Il protocollo siglato con il consiglio nazionale dell’ordine – ha affermato il presidente Inail Bettoni – costituisce un ulteriore importante tassello per consolidare, attraverso forme di collaborazione improntate a concretezza, l’impegno dell’Inail per la sensibilizzazione sul tema della prevenzione nei luoghi di lavoro. Occorre dare effettività agli obblighi di sicurezza in un mercato del lavoro sempre più caratterizzato da frammentarietà e in continua evoluzione”. “Siamo fermamente convinti che la professionalità dei consulenti del lavoro possa rappresentare un rilevante veicolo per la disseminazione della cultura della prevenzione nelle imprese e per promuovere i meccanismi assicurativi a sostegno del miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro”, ha evidenziato.
Per la sottosegretaria al Lavoro, Tiziana Nisini, “il dato è allarmante: nel primo trimestre rispetto a quello dell’anno precedente il numero di denunce di infortuni mortali sul lavoro è aumentato dell’11%. Il governo deve assolutamente mettere questo tema tra le priorità. C’è bisogno di prevenzione per non arrivare troppo tardi. E poi servono controlli mirati, specie nelle piccole realtà, dove dopo questo anno di crisi la sicurezza viene vista più come un costo che un investimento”.
E Rosario De Luca, presidente della Fondazione studi dei consulenti del lavoro ha espressamente esortato, tutti i soggetti in causa, all’impegno massimo verso infortuni zero. “Come si può mirare a quota zero infortuni sul lavoro? Io credo che si debbano fare alcune cose e che tutti dobbiamo farle: governo, parti sociali, professionisti e ovviamente datori di lavoro e lavoratori. La prima cosa è un salto culturale: passare dalla sicurezza come un adempimento alla sicurezza come un valore”.
E Andrea Cafà, presidente di Fonarcom e Cifa ha rimarcato che “Fonarcom è stata sempre attenta alla sicurezza sul lavoro. Siamo stati il primo fondo interprofessionale a finanziare la formazione continua in materia di sicurezza. Due anni dopo che venne pubblicato il Testo unico ci fu un incidente sul lavoro a Mineo in cui morirono 6 persone, Fonarcom si riunì e decise di finanziare per la prima volta nel nostro Paese un avviso per 700mila euro per finanziare la formazione per i dipendenti delle imprese aderenti a Fonarcom. Ebbe un successo straordinario e poi altri fondi interprofessionali seguirono la nostra esperienza”.

 

Assegno unico figli
DA LUGLIO SOLO PER ALCUNI

 

Il suo avvio era stato fissato a luglio 2021, dopo l’approvazione della legge delega e i continui rinvii dovuti all’emergenza Covid in Italia, ma al momento l’Assegno unico figli a carico si è purtroppo impattato con un altro imprevisto differimento, che comunque non riguarderà tutti. Da quest’anno, infatti, solo alcuni soggetti lo riceveranno.
A confermare l’impasse è stato lo stesso Premier Mario Draghi durante il suo recente intervento agli Stati Generali della Natalità. A luglio l’Assegno Unico figli a carico sarà riconosciuto, ma solo ad una circoscritta platea di interessati. Per l’estensione dello stesso a tutti, invece, si dovrà attendere gennaio 2022.
Il motivo di questo slittamento (tecnico) è stato così spiegato: il contributo sarebbe dovuto arrivare alle famiglie destinatarie della misura entro l’estate, dopo l’entrata in vigore della legge delega n. 46/2020. Tuttavia, è stato necessario prima passare da una fase intermedia, che permettesse di superare gradualmente l’attuale sistema (ovvero gli Assegni al nucleo familiare e le detrazioni per figli a carico già esistenti, bypassando in questo modo incognite e ritardi dei decreti attuativi.
Fatto ordine, l’Esecutivo farà partire a regime la prestazione – per tutti gli aventi titolo – da gennaio prossimo.
In ogni caso, come dianzi riferito, Draghi ha comunque ribadito che l’Assegno unico figli a carico verrà riconosciuto ad alcune categorie di contribuenti già quest’anno.
Nello specifico, il Primo Ministro ha dichiarato che il contributo andrà – da luglio 2021 – soltanto a disoccupati e lavoratori autonomi. Tutti gli altri dovranno aspettare il prossimo anno, ovvero gennaio 2022.
“Al sostegno economico delle famiglie con figli è dedicato l’assegno unico universale. Da luglio il trattamento entrerà in vigore per i lavoratori autonomi e i disoccupati, che oggi non hanno accesso agli assegni familiari – ha spiegato il primo ministro  – Nel 2022, lo estenderemo a tutti gli altri lavoratori, che nell’immediato vedranno un aumento degli assegni esistenti”.
Per far fronte a questi interventi sono stati stanziati 21 miliardi di euro, di cui almeno 6 aggiuntivi rispetto agli attuali strumenti per le famiglie. L’assegno unico, ha concluso il Presidente del Consiglio, ci sarà infatti anche negli anni a venire, tanto che è stato definito dallo stesso come “una di quelle misure epocali su cui non ci si ripensa l’anno dopo.”

 

Inps
CONFERMA DEI CONTATTI PERSONALI DEGLI UTENTI

Per fornire un servizio più tempestivo, sicuro, efficace e rispondente alle aspettative dei cittadini, l’Istituto utilizzerà sempre più i contatti personali forniti dagli utenti per comunicare loro le informazioni sulle proprie pratiche.
Pertanto, in fase di accesso ai servizi online tramite il portale Inps, gli utenti potranno ricevere un messaggio che li invita a confermare e a validare i propri contatti telematici prima di poter proseguire.
La validazione dei contatti avviene attraverso l’invio all’utente di un codice di verifica che dovrà essere inserito nella pagina di conferma dei contatti. Nel caso di mancata ricezione del codice è possibile richiedere un nuovo invio.
Per ragioni di sicurezza, ogni volta che un utente dovesse modificare uno o più dei propri contatti, il sistema invierà un messaggio di notifica a uno dei contatti precedenti, in modo da intercettare eventuali modifiche non autorizzate, che potranno essere segnalate seguendo le istruzioni incluse nella notifica stessa.
Allo scopo di prevenire fenomeni di errato utilizzo dei contatti personali, come l’inserimento nei propri contatti di recapiti di intermediari o di recapiti condivisi all’interno di organizzazioni o enti, il sistema non permette di associare uno stesso indirizzo email/Pec o uno stesso numero di cellulare a più di cinque persone. Questo limite è stato determinato in modo da non impedire agli utenti che ne abbiano necessità di gestire una sorta di rete di assistenza familiare nell’ambito dei rapporti con l’Inps.

 

Carlo Pareto

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