martedì, 3 Agosto, 2021

Infrastrutture, il rilancio del Paese passa di qui

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INFRASTRUTTURE-NenciniCome coniugare celerità ed efficienza nella realizzazione delle opere pubbliche con il rispetto della legalità. È questo il tema del convegno dal titolo “Infrastrutture e Lavori pubblici. Fare, presto, bene” che si è svolto oggi a Roma presso la Sala delle Colonne della Camera dei Deputati. Vi hanno  partecipato, il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e segretario del Psi Riccardo Nencini, il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, il Presidente Autostrade per l’Italia, Fabio Cerchiai, il Presidente ANAS, Pietro Ciucci, l’AD del Gruppo Ferrovie dello Stato, Michele Elia, il Presidente ANCE, Paolo Buzzetti, il presidente della Commissione parlamentare di controllo sulle attività degli Enti gestori, Lello Di Gioia, il manager Vito Gamberale ed Enrico Soprano, esperto di trasporti. Ha introdotto i lavori Marco Di Lello,  portavoce dei parlamentari del Psi. Di Lello ha spiegato la necessità di un nuovo Codice degli Appalti contratti e ha parlato della necessità di semplificare sul terreno della legalità e allo stesso tempo di quanto sia “urgente fare un lavoro di semplificazione normativa”. Naturalmente il terreno degli appalti è molto complesso muovendosi attorno ad esso interessi notevoli. Da qui la necessità di “maggiori e più efficaci controlli. Rimane – ha detto Di Lello – il problema delle risorse.  Il tema può essere affrontato sottraendo le spese dal patto di stabilità interno, ma per fare questo, naturalmente, bisogna trattare con l’Europa.

“Sono assolutamente favorevole – ha detto il presidente dell’Autorità per l’Anticorruzione Raffaele Cantone – alla scelta di un nuovo Codice dei contratti, ma deve portare ad un patto d’onore che impedisca l’utilizzo dello strumento della delega”. Il Presidente Cantone  ha poi sottolineato come fino ad ora il ruolo della Autorità Anticorruzione è stato solo formale con controlli che “hanno prodotto solo carte e perdite di tempo”. Il nuovo codice secondo Cantone è necessario e urgente, ma non è corretta l’argomentazione, “usata troppo”, secondo cui il vecchio Codice “non ha consentito di contrastare la corruzione: bisogna essere onesti, quel Codice non è stato quasi mai applicato”.  “Con lo ‘sblocca Italia’ – ha detto ancora Cantone – è stata fatta una scelta intelligente di rilanciare l’economia attraverso il settore dei lavori pubblici. Quella di intervenire con le semplificazioni è stata una scelta giusta.  Plaudo, anche se con qualche riserva, a quella legge delega. Le grandi opere vengono realizzate sempre in deroga: basta vedere i recenti casi del Mose e dell’Expo. Il punto è che i lavori pubblici non si riescono mai a realizzare in tempi certi se non attraverso il meccanismo della deroga. Quindi – ha ribadito – è giusto inserire elementi di semplificazione. Quindi – ha concluso – minori formalismi ma più controlli”.
“Il presidente dell’Autorità per l’Anticorruzione Raffaele Cantone – ha commentato il segretario del Psi  Riccardo Nencini, che ha la delega alla riforma del Codice degli Appalti – gioca nella nostra stessa metà del campo. Deroghe e varianti non rientrano nel nostro orizzonte, salvo che per casi veramente eccezionali”.

Redazione Avanti!

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