domenica, 28 Novembre, 2021

Inps, le nuove tecnologie ridisegnano il servizio della Naspi

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Osservatorio Cig
INPS: I DATI DI LUGLIO 2021
È stato recentemente pubblicato dall’Inps l’Osservatorio sulle ore autorizzate di Cassa integrazione guadagni con i dati di luglio 2021.
In questo mese sono state autorizzate 198.071.115 ore. Il 95% delle ore di Cig Ordinaria, in Deroga e fondi di solidarietà sono state autorizzate con causale “emergenza sanitaria Covid-19”, pertanto le variazioni percentuali esposte nel Focus di agosto 2021, per determinare gli indici congiunturali e tendenziali, sono stati lasciati per continuità con le pubblicazioni precedenti, anche se poco significativi.
Le ore di Cassa integrazione ordinaria autorizzate a luglio 2021 sono state 85.825.094 e si riferiscono quasi interamente alla causale “emergenza sanitaria Covid-19”. A giugno 2021 erano state autorizzate 224.056.855 ore: di conseguenza, la variazione congiunturale è -61,7%.
Il numero di ore di Cassa integrazione straordinaria autorizzate a luglio 2021 è stato pari a 11.336.057, registrando un decremento del 61,6% in confronto all’analogo mese dell’anno precedente (29.536.443). Rispetto a giugno 2021 si riscontra una variazione congiunturale pari a +93,4%.
Gli interventi di Cig in Deroga sono stati pari a 16.328.786 ore autorizzate. La variazione congiunturale mostra a luglio 2021, in confronto al mese precedente, un calo del 89,1%.
Il numero di ore autorizzate nei fondi di solidarietà è pari a 84.581.178 e registra un decremento rispetto al mese precedente pari al 42,6%.
Per le ore autorizzate specificatamente per emergenza sanitaria l’Istituto rimanda al report mensile “ Cassa integrazione guadagni e Fondi di Solidarietà – Ore autorizzate per emergenza sanitaria – luglio 2021.

 

Inps
LE NUOVE TECNOLOGIE RIDISEGNANO IL SERVIZIO DELLA NUOVA NASPI

 

L’Inps propone un nuovo approccio alla procedura di accoglimento della domanda di Naspi. In pratica, attraverso l’uso intelligente delle nuove tecnologie, gli interessati riceveranno in automatico una notifica Sms che comunica l’accoglimento della domanda di Naspi, e li invita a prendere visione di un video personalizzato e interattivo nella area riservata MyInps che spiega calcolo, importo, durata e regole di compatibilità della prestazione.
La video guida personalizzata è stata progettata per anticipare le risposte alle domande più ricorrenti degli utenti che avranno diritto alla Naspi. Quanto prenderò ogni mese? Quando riceverò l’accredito della prima rata di Naspi? Cosa devo fare se trovo un nuovo lavoro?
La video guida è interattiva con pulsanti di approfondimento e accesso diretto ai servizi Naspi, da utilizzare per avere informazioni sugli importi delle rate e i pagamenti disposti da Inps e per gestire gli obblighi di comunicazione connessi alla fruizione della Naspi.
Il video è fruibile sia da pc che da mobile, previa autenticazione all’Area MyInps e resta a disposizione degli utenti per avere un accesso facilitato alle informazioni e ai servizi online da utilizzare per gestire la propria indennità Naspi. L’utente cliccando sulle apposite icone, “call to action”, accede direttamente ai servizi Naspi presenti nel sito www.inps.it e nell’App Inps Mobile come per esempio:

 

• il servizio desktop “Naspi Com: invio comunicazione” per assolvere all’obbligo di segnalare all’Inps ogni variazione della situazione lavorativa;
• l’area My INPS sezione “Riscossioni e servizi fiscali>Ultime Riscossioni” per monitorare i pagamenti delle rate di Naspi disposti dall’Istituto a vantaggio del beneficiario.

 

Per conoscere la campagna Naspi 2021, l’Inps ha pubblicato il Dossier Naspi nella sezione Inps Comunica del portale e le FAQ.

 

Pensioni
LA PANDEMIA RALLENTA LA CRESCITA DELL’ETA’ PENSIONABILE

La speranza di vita alla nascita, ovvero il parametro preso a riferimento per l’aggiornamento dei coefficienti pensionabili, senza distinzione di genere, è calata nel 2020 a 82 anni, ben 1,2 anni sotto il livello del 2019. A incidere, in maniera notevole, è stata ovviamente la pandemia: l’anno scorso ci sono stati 746 mila decessi, il 18% in più di quelli rilevati nel 2019. Gli uomini sono stati i più penalizzati: la loro speranza di vita alla nascita è scesa a 79,7 anni, ovvero 1,4 anni in meno dell’anno precedente, mentre per le donne si è attestata a 84,4 anni, un anno di sopravvivenza in meno. A 65 anni la speranza di vita è diminuita a 19,9 anni (18,2 per gli uomini, 21,6 per le donne). Questi dati, diffusi dall’Istat a maggio, non consentono solamente di inquadrare meglio l’impatto del Covid-19 sulla popolazione italiana, ma hanno conseguenze rilevanti pure sui trattamenti pensionistici.
Negli ultimi anni le politiche in materia previdenziale sono state infatti improntate all’esigenza di garantire la sostenibilità di lungo periodo del sistema e ad attenuare la portata di alcune misure introdotte dalla legge di riforma previdenziale del 2011. All’interno degli interventi posti in essere per perseguire un progressivo innalzamento dei requisiti anagrafici prefigurati, utili per poter essere ammessi al pensionamento, assumono grande importanza i provvedimenti che adeguano i requisiti anagrafici per l’accesso al sistema pensionistico all’incremento della speranza di vita. In sostanza, se l’attesa di vita sale, i requisiti salgono, con un limite massimo di 3 mesi ogni 2 anni: l’eventuale parte a debito, eccedente i 3 mesi, sarebbe poi recuperata negli incrementi successivi. Al contrario, se l’attesa di vita cala, i requisiti restano gli stessi, ma la parte negativa rimarrebbe a credito e sarebbe scontata dagli incrementi successivi.
Il primo adeguamento (in precedenza previsto per il 2015) è stato attuato il 1° gennaio 2013, mentre i successivi sono stati nel 2016 e nel 2019, secondo i dati dell’ufficio studi della Camera dei Deputati. A partire dal 2019 gli adeguamenti avvengono con cadenza biennale. Se si applica il meccanismo esposto in precedenza alla differenza tra la media dell’incremento di vita nel biennio 2019-2020 e in quello 2017-2018, l’incremento sarebbe negativo, pari a un decremento di tre mesi.
La discesa dell’aspettativa di vita causata dalla pandemia potrebbe pertanto portare a mantenere i 67 anni come data della pensione di vecchiaia e di pensione anticipata contributiva fino al 2024; per la pensione anticipata il discorso è diverso: gli adeguamenti sono già stati bloccati per legge dalla riforma 2019 fino al 2026. Non sono ancora però pervenute conferme ufficiali in questa direzione, e occorre inoltre attendere di avere i dati sull’aspettativa di vita per il 2021 e per i prossimi anni per fare ipotesi sulla seconda metà della decade. Nuove ondate di coronavirus da un lato, l’efficacia dei vaccini e il rimbalzo della natalità dall’altro, potrebbero rilevare sugli scatti futuri. Se tutto però fosse confermato, nei successivi incrementi del 2025 il sistema pensionistico italiano avrà un credito di 3 mesi: il Covid, in sostanza, contribuirebbe a fermare l’innalzamento dell’età pensionabile per alcuni anni.

 

Carlo Pareto

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