venerdì, 22 Ottobre, 2021

Isee corrente, come cambia. Inps, cumulo pensione con redditi da lavoro autonomo

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Come cambia
NOVITA’ SULL’ISEE CORRENTE

Sono da poco state introdotte importanti novità che riguardano l’Isee corrente, dai tempi della validità alle correzioni in caso di errori. Sono state tutte riepilogate nel messaggio Inps del 21 settembre scorso, n. 3155, con il quale l’Istituto ha fornito ulteriori indicazioni sulle nuove modalità estensive.
Le novità
Secondo quanto previsto dal Decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, del 5 luglio 2021 dal titolo “Disciplina delle modalità estensive dell’Isee corrente”, a decorrere dal 1° aprile di ciascun anno, il modello corrente potrà essere presentato anche nel caso in cui l’Isee, calcolato prendendo a riferimento l’anno precedente quello di presentazione della Dsu differisca, si legge nel testo, per “più del 20% rispetto al medesimo indicatore calcolato in via ordinaria”.
Secondo le istruzioni contenute nel predetto messaggio Inps numero 3155 emanato appositamente dall’istituto sulle nuove modalità estensive, dal 1° aprile di ogni anno sarà possibile aggiornare: solo i patrimoni; solo i redditi; o contestualmente i patrimoni e i redditi.
L’Isee corrente inoltre avrà validità sino al 31 dicembre dell’anno di presentazione del modulo sostitutivo, a meno che non intervengano ulteriori variazioni nella situazione occupazionale o nella fruizione dei trattamenti previdenziali, per cui l’indicatore dovrà essere aggiornato entro i due mesi successivi.
Nuova modulistica
L’Inps ricorda anche che sono state apportate una serie di altre modifiche sulla modulistica giò disponibile sul portale istituzionale in versione aggiornata.
Nel nuovo messaggio dell’Inps si legge altresì che “con decreto direttoriale del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle finanze, del 7 settembre 2021, n. 314, pubblicato, in data 9 settembre 2021, nella sezione “Pubblicità legale” del sito del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, sono stati approvati i nuovi modelli tipo della DSU e le relative istruzioni per la compilazione. Tale nuova modulistica sostituisce, a decorrere dal 10 settembre 2021, i precedenti modelli e istruzioni. Resta fermo, invece, il modello di attestazione allegato al decreto direttoriale del 7 novembre 2014.”
Cos’è Isee corrente
Come quello ordinario, che però fa riferimento a redditi e patrimoni di due anni prima, anche l’Isee corrente è utilizzato per accedere a una serie di prestazioni agevolate a cui si ha diritto in base a determinati requisiti economici.
L’Isee corrente si basa sui redditi degli ultimi 12 mesi, o anche solo degli ultimi due mesi in caso di perdita, sospensione o riduzione del lavoro o interruzione dei trattamenti previdenziali, assistenziali e indennitari.
La richiesta dell’Isee corrente presuppone che sia già stata presentata una Dsu e, quindi, ottenuto un Isee ordinario che, come abbiamo detto, fa riferimento a redditi e patrimoni di due anni prima.
L’Isee corrente ha validità 6 mesi dal momento della presentazione della relativa Dsu (in caso di variazioni nella situazione occupazionale o nella fruizione dei trattamento l’Isee corrente deve essere aggiornato entro un due mesi dalla variazione).
Cosa cambia
Dal 10 settembre 2021 è stata introdotta la possibilità di avere l’Isee corrente non sono nel caso di modifiche della situazione reddituale (superiore al 25%) e lavorativa ma anche nell’ipotesi in cui si verifichi una riduzione della situazione patrimoniale superiore al 20% nel corso dell’anno rispetto a quella indicata nell’Isee ordinario in corso di validità.
In questo caso è ammessa la possibilità di calcolare l’Isee corrente sulla base della situazione reddituale presente al 31 dicembre dell’anno precedente (invece che dei due anni precedenti previsti nell’Isee ordinario).
Come fare richiesta
La Dichiarazione Sostitutiva Unica per il rilascio dell’Isee corrente può essere inoltrata: dal dichiarante della Dsu in corso di validità che si intende aggiornare; o dal componente il nucleo familiare per cui è intervenuta una delle due variazioni ammesse; utilizzando il “Modulo MS”, composto da:
Quadro S1, in cui indicare il codice fiscale del dichiarante della Dsu già presentata, oltre agli estremi di quest’ultima;
Quadro S2, relativo alle “variazioni rilevanti ai fini della richiesta di Isee corrente”;
Quadro S3 con la situazione reddituale aggiornata;
Quadro S4 con la documentazione da allegare, come codice fiscale del familiare per cui si è verificata la variazione, nonché la documentazione a riprova di quest’ultima (ad esempio lettera di licenziamento o cessazione di partita Iva) e delle componenti reddituali aggiornate (a titolo esemplificativo le buste paga).

Prime indicazioni Inps
ESONERO CONTRIBUTIVO DECRETO SOSTEGNI BIS

Il decreto Sostegni bis ha previsto un esonero dal versamento dei contributi previdenziali, fruibile entro il 31 dicembre 2021, per i datori di lavoro privati dei settori del turismo e degli stabilimenti termali e del commercio, nonché del settore creativo, culturale e dello spettacolo.
L’esonero contributivo è riconosciuto a partire dal 26 maggio 2021, nel limite del doppio delle ore di integrazione salariale già fruite nei mesi di gennaio, febbraio e marzo. Ai fini del riconoscimento del beneficio, pertanto, i datori di lavoro devono aver fruito, almeno parzialmente, dei trattamenti di integrazione salariale nei mesi di gennaio e/o febbraio e/o marzo 2021.
Con la circolare Inps del 21 settembre scorso, n. 140 l’Istituto fornisce le prime indicazioni operative, specificando quali datori di lavoro possono accedere al beneficio, l’assetto, la misura e la durata dell’esonero. Con successivo apposito messaggio – precisa l’Ente – saranno impartite le istruzioni per richiedere l’esonero e le modalità di compilazione delle dichiarazioni contributive da parte dei datori di lavoro.

Cumulo pensione con redditi da lavoro autonomo
DICHIARAZIONE ALL’INPS

Il recente messaggio Inps del 21 settembre scorso, n. 3154 ricorda che gli intestatari di pensione sono tenuti a produrre all’Ente erogatore della pensione la dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo riferiti all’anno precedente, entro lo stesso termine previsto per la dichiarazione ai fini Irpef per lo stesso anno.
I titolari di trattamenti pensionistici con decorrenza compresa entro il 2020, soggetti al divieto di cumulo parziale della pensione con i redditi da lavoro autonomo, avranno perciò tempo fino al 30 novembre 2021 per comunicare all’Inps i redditi da lavoro autonomo conseguiti lo scorso anno.
I pensionati soggetti al divieto di cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo, che svolgono nell’anno in corso attività di lavoro autonomo, sono tenuti a comunicare anche il reddito che prevedono di conseguire nel 2021.
Il messaggio indica, inoltre, le categorie di pensionati esclusi dall’obbligo di dichiarare i redditi da lavoro autonomo e chiarisce quali sono i redditi da dichiarare, la modalità di presentazione della dichiarazione e il regime sanzionatorio che sarà eventualmente applicato.

Carlo Pareto

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