mercoledì, 4 Agosto, 2021

Israele, Governo di emergenza nazionale che spaventa i palestinesi

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Come da copione ieri a Tel Aviv è stato firmato l’accordo per il nuovo Governo. Un Governo di emergenza nazionale lo hanno definito i sottoscrittori, il Likud e Blu e bianco, un’ammucchiata indecorosa secondo la parte del partito di Gantz che rimarrà all’opposizione (circa la metà del gruppo alla Knesset di Blu e bianco) e la lista araba. Il vero vincitore è sicuramente Benjamin Netanyahu che rimarrà Premier, almeno nella prima parte della staffetta prevista e che è riuscito a inserire nell”accordo la formazione di una Commissione per la Giustizia che potrebbe agevolarlo nel processo che si aprirà a maggio a suo carico per corruzione. A questa, oltre che la nomina delle alte gerarchie della magistratura, sarà assegnato un compito di vigilanza che non potrà non far sentire I suoi effetti sullo svolgimento del processo. Non sono servite le manifestazioni pubbliche degli oppositori dell’ accordo che a migliaia hanno riempito le piazze di Tel Aviv mantenendo rigorosamente la distanza di sicurezza imposta dalle restrizioni per il contagio del coronavirus. Dopo tre prove elettorali anticipate si è preferito trovare un accordo. Ma più che la emergenza del virus, che in Israele è vissuta con la consapevolezza di avere un sistema sanitario all’altezza della situazione ha sicuramente pesato l’intervento di Trump che a Washington un mese fa aveva convocato Netanyahu e Gantz per chiudere l’intesa e soprattutto per dare il via libera all’annessione dei territori occupati dai coloni nella valle del Giordano e a Gerusalemme est. Un atto di guerra secondo il mondo arabo e i palestinesi che renderà ancora più incandescente il clima. e le relazioni internazionali di Israele. La suddivisione degli incarichi di Governo vede ovviamente un buon peso degli uomini di Gantz che hanno dovuto accettare l’inizio della staffetta per Netanyahu e la presenza dei partiti religiosi. Un buon riconoscimento anche al leader dei laburisti Peretz (economia o giustizia) che con parte dei deputati espressi nella Knesset appoggerà l’esecutivo. L’ormai inossidabile Benjamin Netanyahu può legittimamente dire di aver vinto ancora una volta la sua battaglia politica. Quella giudiziaria lo attenderà tra pochi giorni.

Alessandro Perelli

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