domenica, 28 Novembre, 2021

Istat: aumenta il reddito delle famiglie, pressione fiscale in calo

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Nel consueto report sul Conto trimestrale delle Amministrazioni pubbliche (AP), diffuso dall’Istat, relativo al reddito, al risparmio delle famiglie e ai profitti delle società emergono delle interessanti novità.

Aumenta il reddito delle famiglie, in calo la propensione al risparmio
Aumenta il reddito disponibile delle famiglie, pari a +0,5% se confrontato con il trimestre precedente.
Con riferimento al secondo trimestre del 2021, si è registrato anche un aumento dei prezzi, pari a +0,4% rispetto al primo trimestre dell’anno.
Un aumento del reddito delle famiglie, unito all’aumento dei prezzi ha comportato un rallentamento del potere d’acquisto. Tuttavia, rispetto al trimestre precedente, l’Istat registra un +0,1%.
Un altro elemento da tenere d’occhio, nella lettura del Conto trimestrale, è rappresentato dalla propensione al risparmio delle famiglie italiane: in riduzione di circa quattro punti percentuali rispetto al trimestre precedente, con un valore pari a 12,9 punti percentuali. Nello stesso tempo, la spesa per consumi è aumentata in termini nominali del 5,4%.

Diminuisce la pressione fiscale e il deficit. Aumenta il Pil
La pressione fiscale, nel secondo trimestre dell’anno in corso, si attesta ad un livello pari al 41,9%, facendo registrare una riduzione dello 0,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando si attestò al 42,4%.
Nel rapporto dell’Istat si analizza anche il livello del Prodotto interno lordo: nel secondo trimestre del 2021, si è registrato un Pil in aumento del 2,7% rispetto al primo trimestre. In crescita di ben 17,3 punti percentuali se comparato con il livello del Pil del secondo trimestre del 2020, anno in cui iniziò la pandemia da coronavirus.
Migliora anche il deficit: nel secondo trimestre 2021 si è attestato al 7,6% del Pil, in diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2020, quando era pari al 12,9%.
Complessivamente, nei primi due trimestri del 2021 il deficit è stato pari al 10,2% del Pil, in miglioramento rispetto all’11,8% registrato nel medesimo periodo dello scorso anno.
La quota di profitto delle società non finanziarie, pari al 42,2%, è calata di 0,4% rispetto al trimestre precedente. Rimane un dato stabile in termini congiunturali il tasso di investimento delle società non finanziarie, pari al 22,2%.

Come riporta l’Istat, nella nota di commento al Conto trimestrale, “il reddito disponibile delle famiglie e il loro potere d’acquisto hanno segnato lievi aumenti, mentre la crescita sostenuta dei consumi finali ha sospinto al ribasso la propensione al risparmio, rimasta tuttavia a livelli superiori a quelli registrati prima della crisi”.

 

Paolo D’Aleo

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