domenica, 9 Maggio, 2021

Istat. Diminuiscono i consumi, crescita incerta

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L’Istat ha comunicato: “La spesa per consumi finali si è contratta del 10,9% nel 2020, portando la propensione al risparmio al 15,8% nel 2020, quasi raddoppiando rispetto all’8,2% del 2019. Le misure di sostegno messe in atto per contrastare gli effetti economici dell’emergenza sanitaria hanno attenuato la caduta del reddito disponibile delle famiglie consumatrici, che nel 2020 è diminuito del 2,8% (-32 miliardi di euro). Il potere d’acquisto, che è il reddito disponibile espresso in termini reali, è diminuito del 2,6% nel 2020, interrompendo una dinamica positiva in atto dal 2014, sei anni prima”.
Secondo l’Istituto di statistica: “Le misure di sostegno, insieme alla contrazione delle entrate fiscali e contributive legate alla crisi pandemica, hanno determinato anche un forte aumento dell’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche, che si è attestato a 
-156,9 miliardi di euro. Questo dato sul deficit delle amministrazioni è in peggioramento di 129 miliardi rispetto all’anno precedente”.

Il peso del debito pubblico è una spada di Damocle sempre più pesante che graverà anche sulle generazioni future, a meno che non si trovi il modo di cancellarlo.
Secondo la Confindustria, una risalita dalla voragine economica è sempre più incerta. Il Centro studi di via dell’Astronomia ha tagliato al +4,1% la sua previsione per il Pil 2021 e vede un +4,2% per il 2022. Però, gli economisti dell’associazione degli industriali hanno avvertito: “Non si tratta di crescita perché così, a fine 2022 l’economia italiana avrebbe a stento chiuso il profondo gap aperto nel 2020 dalla pandemia”.

Inoltre, secondo il Csc: “La previsione è comunque condizionata all’avanzamento della vaccinazione di massa in Italia ed in Europa, quindi alla incertezza dell’ipotesi che la diffusione del Covid sia contenuta in maniera efficace a partire dai prossimi mesi”.
Questo spiega la spinta del governo Draghi a velocizzare la vaccinazione per raggiungere l’obiettivo di un ritorno alla piena attività il più presto possibile. Tuttavia, alcuni problemi presenti rischiano di rallentare le previsioni sperate.
Infatti, da un lato si addensano dubbi sull’efficacia di alcuni vaccini oltre ai tempi di consegna delle forniture, in altri casi, in qualche zona, si registrano anche alcune carenze di personale per effettuare le vaccinazioni.

 

S. R.

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