martedì, 13 Aprile, 2021

Istat, un milione in più in povertà assoluta. Fisco, Modello 730 precompilato

0
Un milione di persone in più nel 2020
ISTAT: AUMENTA LA POVERTA’ ASSOLUTA

La povertà assoluta è tornata a crescere, e in tempi di pandemia da Covid-19, tocca il valore più alto registrato dal 2005 in Italia. Si tratta di circa 5,6 milioni, il 9,4% della popolazione, ossia oltre un milione in più in confronto all’anno precedente.
Il fenomeno è più diffuso al Sud, ma è nelle regioni settentrionali che è aumentato di più. Colpiti soprattutto i lavoratori tra i 35 e i 44 anni e le famiglie numerose.
I dati Istat
Nel 2020 un milione di persone in più in povertà assoluta. Lo rileva l’Istat, evidenziando che ci sono 335mila famiglie in più in povertà assoluta rispetto al 2019. Secondo le stime preliminari, nel 2020 i nuclei familiari in povertà assoluta sono oltre 2 milioni (il 7,7% del totale, da 6,4% del 2019, +335mila) per un numero complessivo di individui pari a circa 5,6 milioni (9,4% da 7,7%, ossia oltre 1milione in più in confronto all’anno precedente).
Sale la povertà al Nord
Al Nord la povertà lievita di più, ma nel mezzogiorno resta la più alta L’incremento della povertà assoluta è maggiore nel Nord del Paese e riguarda 218mila famiglie (7,6% da 5,8% del 2019), per un totale di 720mila individui. Peggiorano anche le altre ripartizioni ma in misura meno consistente. Il Mezzogiorno resta l’area dove la povertà assoluta è più elevata: coinvolge il 9,3% delle famiglie contro il 5,5% del Centro.
Famiglie numerose più colpite
Stabile l’incidenza di povertà nei nuclei familiari con una sola persona ma, seppure l’aumento della povertà riguardi tutti i nuclei familiari, dove ci sono più componenti l’ascesa risulta più rilevante. Se, infatti, fino a quattro componenti l’incremento si mantiene sotto i due punti percentuali o poco più (per le famiglie di due persone passa dal 4,3% al 5,7%, per quelle con tre dal 6,1% all’8,6%, per quelle con quattro dal 9,6% all’11,3%), per quelle con almeno cinque persone peggiora di oltre quattro punti, passando dal 16,2% al 20,7%.
Inoltre, l’incidenza di povertà assoluta cresce soprattutto tra le famiglie con persona di riferimento occupata (7,3% dal 5,5% del 2019). Si tratta di oltre 955mila nuclei familiari in totale, 227mila famiglie in più in confronto al 2019. Tra queste ultime, oltre la metà ha come persona di riferimento un operaio o assimilato (l’incidenza passa dal 10,2 al 13,3%), oltre un quinto un lavoratore in proprio (dal 5,2% al 7,6%).
Calo record della spesa per i consumi delle famiglie
L’ascesa della povertà assoluta si inquadra nel contesto di un calo record della spesa per consumi delle famiglie (su cui si basa l’indicatore di povertà). Secondo le stime preliminari, difatti, nel 2020 la spesa media mensile torna ai livelli del 2000 (2.328 euro; -9,1% rispetto al 2019).
Rimangono stabili solo le spese alimentari e quelle per l’abitazione mentre diminuiscono drasticamente quelle per tutti gli altri beni e servizi (-19,2%).

 

Fisco
MODELLO 730/2021 PRECOMPILATO: LE DATE

Pur con tutte le problematiche relative alla pandemia in corso, è partita la campagna fiscale 2021. Se le date di trasmissione del modello all’Agenzia delle Entrate sono rimaste le stesse del 2020, non può dirsi lo stesso per la trasmissione dei dati utili alla redazione, da parte dell’Agenzia, della dichiarazione, così da renderla disponibile al contribuente nella sezione dedicata del proprio sito internet.
Dal 16 marzo la Certificazione Unica Inps 2021
Dal 16 marzo scorso è stato messo a disposizione il modello di Certificazione unica (Cu) da parte dell’Inps, ai fini della presentazione del modello 730/2021.
Tutti coloro che hanno percepito redditi dall’Istituto, a diverso titolo, nel corso del 2020 possono dunque scaricare la Certificazione unica direttamente online a partire dalla scadenza del 16 marzo. La Certificazione unica è il primo documento necessario per poter presentare la dichiarazione dei redditi. L’Inps ha un ruolo di sostituto di imposta ed è tenuto a rispettare l’obbligo di consegnare il documento al percipiente entro la metà mese di marzo.
Certificazione Unica 2021, chi la deve scaricare
Pensionati e cittadini che hanno percepito redditi Inps nel corso del 2020 (Naspi e cig Covid) possono richiedere la Certificazione Unica 2021.
“La Certificazione Unica può essere richiesta da tutti i cittadini che hanno percepito dall’Inps redditi di lavoro dipendente e assimilati, redditi di pensione, redditi di lavoro autonomo, redditi di provvigioni e redditi di altra natura”, ricorda il sito Inps, che aggiunge. “In presenza di due o più prestazioni erogate dall’Istituto viene elaborato un unico modello che certifica tutti i redditi sopraindicati corrisposti nell’anno precedente.”
Precompilata a partire dal 30 aprile
L’Agenzia delle Entrate renderà disponibili per la sola consultazione le dichiarazioni dei redditi precompilate a partire dal 30 aprile. Eventuali modifiche alla dichiarazione dei redditi precompilata potranno essere apportate a partire dal 14 maggio 2021.
Invio della dichiarazione
A partire dal 14 maggio, la dichiarazione dei redditi potrà essere trasmessa entro la seguente scansione di scadenze:
15 giugno 2021 per le dichiarazioni presentate entro il 31 maggio al sostituto di imposta o al Caf/professionista abilitato;
29 giugno 2021, per le dichiarazioni inviate tra il 1° giugno e il 20 giugno 2021;
23 luglio 2021, per le dichiarazioni inoltrate dal contribuente al Caf/professionista o al sostituto dal 21 giugno al 15 luglio 2021;
15 settembre 2021, per le dichiarazioni presentate dal 16 luglio al 31 agosto 2021;
30 settembre 2021, per le dichiarazioni inviate dal 1° al 30 settembre 2021 e per i modelli 730 precompilati inviati in via autonoma;
25 ottobre 2021 per l’inoltro da parte del contribuente delle dichiarazioni integrative al Caf/professionista;
10 novembre 2021 per la trasmissione all’Agenzia delle Entrate, da parte del Caf/professionista, della dichiarazione integrativa;
30 novembre 2021 per l’invio del modello Redditi precompilato.

 

Congedo papà
PROROGA E AMPLIAMENTO DELLA TUTELA PER IL 2021

La legge di bilancio 2021 ha stabilito che le disposizioni relative al congedo obbligatorio per i padri lavoratori dipendenti, introdotte in via sperimentale con la legge 28 giugno 2012, n. 92, si applicano anche alle nascite e alle adozioni o affidamenti avvenuti nel 2021.
La circolare Inps del 11 marzo scorso, n. 42 comunica in particolare che la durata del congedo obbligatorio per il 2021 è stata ampliata da sette a dieci giorni, da fruire, anche in via non continuativa, entro i cinque mesi di vita o dall’ingresso in famiglia del minore. Inoltre, è previsto e ampliato il congedo obbligatorio e facoltativo dei padri anche nel caso di morte perinatale del figlio.
Ricordiamo che Possono fruire dei predetti congedi i padri lavoratori dipendenti, anche adottivi e affidatari, entro e non oltre il quinto mese dalla nascita o dall’ingresso in famiglia o in Italia in caso di adozione nazionale o internazionale, oppure dall’affidamento, avvenuti a partire dal 1° gennaio 2013 e fino al 31 dicembre 2021.
Per quanto attiene i padri lavoratori dipendenti da amministrazioni pubbliche, il Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha chiarito che il Ministro per la Pubblica Amministrazione dovrà approvare una norma che individui e definisca gli ambiti, le modalità e i tempi di armonizzazione della disciplina.
Come funziona
Il congedo obbligatorio è fruibile dal padre entro il quinto mese di vita del bambino (o dall’ingresso in famiglia/Italia in caso di adozioni nazionali/internazionali oppure dall’affidamento) e quindi durante il congedo di maternità della madre lavoratrice o anche successivamente purché entro il limite temporale sopra richiamato. Tale congedo si configura come un diritto autonomo e pertanto è aggiuntivo a quello della madre e spetta comunque indipendentemente dal diritto della madre al proprio congedo di maternità. Il congedo obbligatorio è riconosciuto anche al padre che fruisce del congedo di paternità ai sensi dell’articolo 28, decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151. Ai padri lavoratori dipendenti competono:
sette giorni di congedo obbligatorio, che possono essere goduti anche in via non continuativa, per gli eventi parto, adozione o affidamento avvenuti dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020; dieci giorni di congedo obbligatorio, che possono essere fruiti anche in via non continuativa, per gli eventi parto, adozione o affidamento avvenuti dal 1° gennaio 2021 e fino al 31 dicembre 2021.
Il congedo facoltativo del padre è invece condizionato alla scelta della madre lavoratrice di non fruire di un giorno di congedo maternità. Il giorno dal padre anticipa quindi il termine finale del congedo di maternità della madre. Il congedo facoltativo è fruibile anche contemporaneamente all’astensione della madre e deve essere esercitato entro cinque mesi dalla nascita del figlio (o dall’ingresso in famiglia/Italia in caso di adozioni nazionali/internazionali oppure dall’affidamento), indipendentemente dalla fine del periodo di astensione obbligatoria della madre con rinuncia da parte della stessa di un giorno. Infine, il congedo è attribuibile anche se la madre, pur avendone diritto, rinuncia al congedo di maternità.
Quanto spetta
Il padre lavoratore dipendente ha diritto, per i giorni di congedo obbligatorio e facoltativo, a un’indennità giornaliera a carico dell’Inps pari al 100% della retribuzione. Al trattamento normativo e previdenziale si applicano le disposizioni previste in materia di congedo di paternità dagli articoli 29 e 30, decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151
Domanda
Nei casi di pagamento a conguaglio (articolo 3, decreto ministeriale del 22 dicembre 2012), per poter usufruire dei giorni di congedo il padre lavoratore dipendente deve comunicare in forma scritta al datore di lavoro le date di fruizione.
Nei casi di pagamento diretto da parte dell’Inps, la domanda si presenta online all’Ente attraverso l’apposito servizio dedicato. In alternativa, si può fare richiesta tramite: Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile; o mediante gli enti di patronato e intermediari dell’Istituto, facendo ricorso ai servizi telematici offerti dagli stessi.

 

Carlo Pareto 

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply