domenica, 26 Settembre, 2021

Istat. Uil: “Primi segnali di lieve ripresa”

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L’effetto Covid si fa sentire pesantemente sul lavoro. Dall’inizio della crisi sanitaria però,per la prima volta, anche se in un contesto ancora molto penalizzante, vi un segno più. È quello dell’occupazione che nei dati di luglio, dopo quattro mesi di flessioni consecutive infatti l’occupazione “torna a crescere”, con l’Istat che segnala un aumento su base mensile (+0,4%, cioè 85mila in più) che coinvolge le donne (+0,8% pari a +80mila), i dipendenti (+0,8% pari a 145mila in più) e tutte le classi d’età, ad eccezione dei 25-34enni. Nel complesso, il tasso di occupazione sale al 57,8% (+0,2 punti percentuali), ma rispetto a luglio 2019 gli occupati diminuiscono di 556mila unità e il tasso di occupazione scende dell’1,3%.

 

“Per la prima volta da mesi – afferma in una nota Ivana Veronese, Segretaria Confederale UIL – non ci troviamo a dover commentare dati completamente negativi, partiamo da questa considerazione. I dati ISTAT di oggi descrivono dei primi segnali di lieve ripresa sul versante occupazionale nel mese di luglio. Tuttavia, sappiamo bene che la situazione nel Paese è ancora critica: la variazione tendenziale mostra una perdita di circa 560 mila occupati rispetto a luglio 2019. Tra giugno e luglio abbiamo avuto un lieve recupero di 85 mila unità di lavoro, grazie soprattutto alla riapertura in sicurezza delle attività, tra cui quelle turistiche in questi mesi eccezionalmente provate dal lockdown. La lieve spinta verso l’alto dell’occupazione di luglio deriva da contratti subordinati a tempo indeterminato, mentre ancora arranca la ripresa di quelli a termine, su cui il recente Decreto Agosto ha prorogato fino a fine anno le deroghe”.
“L’aumento dei disoccupati e del relativo tasso sono dati che, seppur presi ancora con le pinze, potrebbero essere letti in chiave non totalmente negativa, poiché, a fronte di questi indicatori apparentemente scoraggianti, si cela un travaso delle persone scoraggiate (cosiddetti inattivi) verso la ricerca di una occupazione.
Da questi primi segnali incoraggianti di ripresa del mercato del lavoro – conclude Veronesi – occorre partire per mettere in moto, da subito, l’ulteriore investimento in politiche attive e percorsi di formazione, mantenendo sempre il faro acceso sulla salute e sicurezza delle lavoratrici e lavoratori”.

Nel complesso però si contano 2 milioni e 454mila disoccupati, diminuiti nell’arco degli ultimi dodici mesi (-1,8%, cioè 44mila in meno), mentre crescono gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+3,6%, pari a +475mila). Da febbraio, dicono all’Istat, scende il numero degli occupati, diminuiti di quasi 500mila unità, mentre crescono di 50mila unità le persone alla ricerca di un lavoro, a fronte di un aumento degli inattivi, circa 400mila in più. “In quattro mesi – conclude l’Istituto di statistica – il tasso di occupazione perde oltre un punto, mentre quello di disoccupazione, con il dato di luglio, torna sopra i livelli di febbraio”.
La rilevante diminuzione degli inattivi (-1,6%, pari a -224mila) riguarda uomini, donne e tutte le classi d’età. Il confronta tra maggio-luglio 2020 e febbraio-aprile 2020 segnala comunque un livello di occupazione inferiore dell’1,2% (-286mila). Sempre nel trimestre crescono le persone in cerca di occupazione (+10,4% pari a 218mila in più) e gli inattivi 15-64 anni (+0,3%, pari a 39mila unità).
La risalita del tasso di disoccupazione giovanile oltre il 30% a luglio non si vedeva da aprile 2019: secondo l’Istat è in risalita dell’1,5% da giugno e del 3,2% da luglio 2019. “Su base annua – sottolineano all’Istituto di statistica – la disoccupazione cresce tra i minori di 35 anni e diminuisce nelle altre classi”. Tra i 25 e i 34 anni il tasso è del 15,9%, quasi il triplo di quello nella fascia 50-64 anni, ed è cresciuto dello 0,9% nell’ultimo mese e dell’1,4% nell’ultimo anno.

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