martedì, 15 Giugno, 2021

Istria Croata, la Dieta rischia di perdere con le liste civiche

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La Dieta non ce l’ha fatta, come in passato, a vincere al primo turno le elezioni regionali che si sono tenute domenica 16 nell’Istria croata. Le elezioni facevano parte di un voto amministrativo che ha interessato oltre alle regioni molti municipi, tra i quali quello della capitale Zagabria. Il Sindaco di Pola Boris Miletic, che si era dimesso per candidare, dovrà aspettare il ballottaggio del 30 maggio, per essere eletto Presidente. Il suo 46% non è infatti bastato e dovrà vedersela con il socialdemocratico Danijel Feric che si è lasciato alle spalle la candidata dell Hdz, formazione che esprime il Governo nazionale ma che non è mai stata popolare in Istria. Queste le cifre, ma non ci si può esimere da un’analisi politica che non può essere lusinghiera per il movimento regionalista che ha sempre riunito gli istriani di lingua italiana e croata e che ha fatto dell’autonomia il suo cavallo di battaglia. Non solo si è spenta la spinta in avanti che faceva della Dieta l’indiscusso partito guida dell’Istria croata, ma si è assistito ad una erosione di voti a dimostrazione della stanchezza dell’elettorato e in certi casi della gestione non ottimale della cosa pubblica. Il caso emblematico è quello che è successo a Pola, città da cui proviene Boris Miletic. Qui la Dieta ha perso un terzo dei voti e nel ballottaggio che vi sarà per la carica di Sindaco il suo candidato rischia veramente di non farcela in quanto l’avversario di una lista civica potrebbe prendersi i voti degli altri partiti di destra e di sinistra accomunati dalla voglia di mutamento, dalla critica alla gestione amministrativa precedente e al modo in cui si è intervenuti sulla crisi dei cantieri, un tempo fiore all’occhiello della città. Ma in tutta l’Istria si sono avuti esiti clamorosi, come a Dignano e Pinguente, dove candidati di liste civiche hanno battuto quelli della Dieta e andranno favoriti al ballottaggio o come a Verteneglio, città con la maggioranza della popolazione di lingua italiana, tradizionale roccaforte della Dieta, dove un candidato pressoché sconosciuto, si è avvicinato in modo pericoloso alla maggioranza dei consensi e sfiderà, con possibilità di successo, il 30 maggio, il favorito esponente del movimento regionalista. E di questa stanchezza dell’elettorato dietino, si è ben accorto Fabrizio Radin, già vicepresidente della regione, candidatosi per la carica di vicesindaco di Pola che nelle elezioni di domenica 16, è stato sconfitto dai risultati delle urne che riguardavano solo i cittadini di lingua italiana.
La probabile vittoria di Boris Miletic nel ballottaggio fra due settimane non dovrà quindi fare dimenticare una battuta di arresto che neanche i buoni risultati di Rovigno e Parenzo serviranno a lenire e che costituisce un vero campanello di allarme per la Dieta, movimento che, tra l’altro, ha sempre, anche durante i momenti più difficili delle relazioni, voluto mantenere un rapporto di fattiva collaborazione con l’Italia e soprattutto con le regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto con le quali si condividono ricordi e tradizioni storiche, a cominciare dalla Repubblica di Venezia per giungere poi fino ai giorni nostri con le ferite inferte dalla seconda guerra mondiale e dal drammatico esodo dei profughi dopo il passaggio di questi territori all’allora Yugoslavia.

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