mercoledì, 19 Maggio, 2021

ITALIA RISCHIO ZONA ROSSA

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20.884 i nuovi positivi e 347 le vittime di oggi. La diffusione dei contagi accelera complice la variante inglese, e la mappa dei colori delle diverse zone d’Italia potrebbe mutare rapidamente. Ma allo stesso modo si cerca di accelerare con i vaccini. Infatti l’autorizzazione d’emergenza Ue per i vaccini, oltre agli adeguamenti per le varianti, potrebbe riguardare anche i nuovi sieri che fanno già parte della strategia dell’Unione ma che ancora devono essere approvati. E’ quanto si apprende a Bruxelles. La Commissione europea è al lavoro sull’ipotesi e un primo giro di tavolo con i 27 è già stato fatto. Oltre al vaccino di Johnson&Johnson, che potrebbe avere l’ok dell’Ema l’11 marzo, fanno parte al momento del programma Ue, ancora da approvare, Curevac e Sanofi.

Il tutto in momento particolarmente delicato con il rischio di un nuovo cambio di colore per tutta l’Italia che, “tranne la Sardegna, si sta avvicinando verso la zona rossa. La Lombardia è più vulnerabile”. Così Guido Bertolaso, consulente della Lombardia sui vaccini.  “È fuori discussione – ha aggiunto – che bisogna vaccinare. Si può fare molto di più rispetto a quello che già stiamo facendo rispetto a questa situazione. Bisogna andare a Bruxelles a battere i pugni”.

A lanciare l’allarme è anche il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini: “Il contagio è partito molto più veloce di prima a causa delle varianti. Se questa crescita, avvenuta in 10-15 giorni, non trova un’accelerazione nella risposta rischiamo di essere travolti. Noi come altre parti d’Italia”. Così il presidente dell’Emilia-RomagnaStefano Bonaccini, dicendo che la variante inglese “pare quasi essere un nuovo virus per diffusione e categorie d’età”. “Dobbiamo contrastare e circoscrivere il contagio con misure più restrittive su indicazioni che la sanità regionale ci dà. Senza misure la curva continuerebbe a crescere. Rispetto alle precedetti volte le limitazioni della zona arancione classica non bastano più, per come il virus corre rapidamente. Dobbiamo stringere oggi e farlo subito per augurarci di non farlo più dopo”. Così Bonaccini, che aggiunge: “Sono decisioni difficili, me ne prendo tutta la responsabilità. Occorre agire adesso per un pericolo che ha rialzato la testa con le varianti”.

Intanto al Mise si è svolta la seconda riunione del tavolo finalizzato alla produzione dei vaccini anti covid in Italia. All’incontro, presieduto dal ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, sono presenti il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, con il direttore generale Enrica Giorgetti, e il direttore centro studi Carlo Riccini. Presente il Sottosegretario Franco Gabrielli. A fine incontro dal Mise è stata divulgata una nota in cui si informa che “è stato dato mandato dal ministro ai diversi rappresentanti presenti competenti di procedere all’individuazione di contoterzisti in grado di produrre vaccini entro autunno del 2021”. Nella nota si spiega: “E’ stata verificata la disponibilità di alcune aziende a produrre i bulk, ossia il principio attivo e gli altri componenti del vaccino anti Covid”. La produzione “in un tempo stimato di 4/6 mesi”.Insomma il Governo punta a “un polo in Italia per la ricerca di farmaci e vaccini”, pubblico-privato. Nell’incontro “è stata ribadita la volontà di partecipare al progetto europeo per il rafforzamento della produzione di vaccini”. Durante la riunione, presenti Farmindustria, Aifa e anche il commissario per l’emergenza Figliuolo,si è appurato che ci sono le condizioni immediate per avviare la fase dell’infialamento e finitura e “molte aziende sono già pronte a partire”. E’ stato deciso “massimo riserbo” sulle aziende coinvolte.

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