domenica, 28 Novembre, 2021

Italia Slovenia, uniti nella comune appartenenza all’UE

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Pochi mesi fa avevano insieme onorato, tenendosi per mano, gli italiani infoibati dai titini e gli sloveni giustiziati dai fascisti compiendo un gesto che rimarrà nella storia a simbolo di una pacificazione tra le genti di territori ferite profondamente dalla seconda guerra mondiale e dalle sue conseguenze. Una pacificazione già avvenuta tra i cittadini italiani e sloveni che da tempo hanno abbattuto gli steccati e isolato coloro che non vogliono guardate al futuro e che nella comune appartenenza all’Unione Europea ha visto il suggello definitivo. Con questo spirito Sergio Mattarella e Borut Pahor si sono rincontrati giovedì 21 ottobre a Gorizia per celebrare la nomina della città isontina a Capitale della cultura europea 2025 insieme a Nova Gorica la parte della città rimasta sotto giurisdizione slovena. La pioggia che ha accompagnato le cerimonie non ha bloccato i due Presidenti che sul palco di piazza Transalpina vicini a quello che una volta era il confine della cortina di ferro hanno pronunciato i loro discorsi alla presenza dei due Sindaci Rodolfo Ziberna e Klemen Miklavic e del Presidente della regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga. Non sono stati solo interventi formali o limitati al contesto celebrato. Mattarella ha voluto sottolineare come il processo di integrazione europea non sarà completo fini a quando non comprenderà tutti i Paese del Balcani occidentali rinnovando gli sforzi del nostro Paese affinché questo obiettivo venga raggiunto al più presto . La Presidenza slovena del Consiglio Europeo potrà rivelarsi preziosa a questo riguardo. Il nostro Presidente della Repubblica si è anche soffermato sul significato che per le due città abbia il fatto di essere state nominate Capitale della cultura 2025, fatto che travalica questo importante risultato è che si inserisce nella doverosa prospettiva di un approccio rigoroso e scientifico alle vicende dolorose patite dalle popolazioni di queste terre. Il Presidente sloveno Borut Pahor ha sottolineato la volontà di lavorare per la costruzione di un futuro comune resistendo alla politica delle divisioni e delle divergenze forzate che hanno rischiato di fare perdere ai giovani opportunità rilevanti di lavoro comune. Dopo aver ricordato la storica restituzione dell’ edificio del Narodni Dom , incendiato e danneggiato dai fascisti alla Comunità slovena, Pahor ha consegnato a Mattarella l’ onorificenza dell’ Ordine al merito straordinario per il ruolo avuto nella costruzione di un futuro comune europeo. Uno dei momenti più belli della celebrazione è stato quando sul palco ,nel corso del concerto in onore dei due Presidenti si è esibito l’ undicenne Isaak Hrovatin, nato in una frazione di Nova Gorica e che studia pianoforte alla Glasbena Matica di Gorizia. Al di là dell’interpretazione musicale che ha suscitato l’ammirazione e il compiacimento di Mattarella e Pahor e del pubblico si è trattato della conferma di come le giovani generazioni di queste terre, senza rinnegare i fatti del passato, vogliano andare avanti sulla strada del rispetto e della cooperazione isolando coloro rimasti ancorati, spesso per speculazioni elettorali, alle divisioni del passato.

 

Alessandro Perelli

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