martedì, 19 Ottobre, 2021

Italo Tibaldi, una vita dedicata alla memoria degli orrori dei lager

0

Una giornata in ricordo di un grande uomo canavesano che ha dedicato tutta la propria vita alla memoria DEGLI ORRORI DEI LAGER NAZISTI, impegnandosi con tenacia e determinazione nella ricerca e nel ricordare quello che è stato affinché non accada mai più.

Mercoledì 13 ottobre 2021 il Comune di Valchiusa, in collaborazione con l’associazione APS La Memoria Viva e dell’Aned, ricorda Italo Tibaldi: staffetta partigiana, sopravvissuto ai campi di concentramento di Mauthausen ed Ebensee e ricercatore, scomparso il 13 ottobre 2010 dopo una vita passata a Vico Canavese.

Alle ore 10,00 in località Lime a Vico Canavese, nel paese dove ha trascorso gran parte della sua vita, si svolgerà l’intitolazione del salone polifunzionale del paese a Italo Tibaldi. Al termine della cerimonia, alle 10.45, le iniziative si sposteranno in Municipio dove si terrà la presentazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico e di Poste Italiane del Francobollo appartenente alla serie tematica “il Senso Civico” dedicato alla memoria di Italo Tibaldi e l’annullo filatelico dedicato all’evento;

Alle 11,15 ci sarà il momento toccante del ricordo di Italo Tibaldi a cura dell’ANED con l’intervento del Presidente Nazionale, Dottor Dario Venegoni e del Prof Lucio Monaco dell’ANED di Torino; Tibaldi infatti contribuì già dal 1945 (ancora minorenne) a fondare l’ANED – Associazione Nazionale Ex Deportati che fu per lui la sua “casa” per tutta la sua vita;

Alle 11,50 la consegna della poesia dedicata alla deportazione
“Canto delle Sirene” scritta dall’Ambasciatrice di Memoria Viva Maria Teresa Chechile.
Al termine della mattina verranno proiettati in anteprima, alla presenza anche di alcuni alunni delle classi dell’IC Secondario di Primo grado Saudino di Vico, spezzoni del documentario “42307: Il Compagno di Viaggio”.

“Ci sono “compagni di viaggio” che vanno oltre il racconto: Italo Tibaldi era uno di questi. Ci ha lasciato come altri alcune sue testimonianze dal vivo, ma soprattutto quel libro, “Compagni di Viaggio”, e la ricerca “Giorni della memoria. Calendario della deportazione politica e razziale italiana nei campi di eliminazione e sterminio nazisti” che sono pietre miliari su aspetti della deportazione poco esplorati – spiegano da La Memoria Viva – Fraterno amico del Senatore, Eugenio Bozzello Verole che ha fprtemente voluto questo ricordo, Tibaldi è diventato “testimone di pace” (come lui spesso amava ripetere) fra i giovani ma anche fra gli studiosi.

“In occasione dell’anniversario della sua scomparsa, a chiusura del ciclo di testimonianze: “Infanzia e adolescenza rubata dai lager nazisti” iniziata con lo straordinario racconto di Lidia Maksymowicz seguita poi da quella del più giovane deportato politico sopravvissuto al Kz Mauthausen, Marcello Martini, abbiamo doverosamente voluto ricordare l’importante figura di Italo Tibaldi dedicando anche a lui un documentario partendo proprio dalle sue testimonianze dal vivo che ci accompagni in quel “viaggio della memoria” come compagno fedele, che ci aiuti a comprendere come, perché, con quali sensazioni gli italiani hanno vissuto i giorni della deportazione e il loro viaggio verso i campi di sterminio e di lavoro. Un documentario accompagnato dalle testimonianze anche di chi lo ha conosciuto e frequentato, di chi ha collaborato con lui ma che con lui ha vissuto anche il travaglio di un’opera di ricerca che non è mai stata fredda, che è stata fedele anche negli aspetti più inquietanti, che parla di solidarietà ma anche di delazioni, di resistenza passiva nei campi ma anche di resistenza attiva, infatti due giorni prima della liberazione da parte delle truppe americane si ribellò all’ordine del comandante del campo che aveva invitato i deportati ad andare nelle gallerie con la scusa di salvaguardarli ma in realtà con l’intento in realtà di farle saltare ed uccidere tutti quanti, costringendo le SS alla fuga”.

Italo Tibaldi è nato a Pinerolo, dove per ricordarlo verrà messa a dimora di una targa donata dall’associazione APS La Memoria Viva, il 16 maggio 1927 ed è morto ad Ivrea il 13 ottobre 2010 dopo aver trascorso gran parte della sua vita a Vico Canavese. Infatti nel 1980 si trasferì in Valchiusella, prima a Meugliano, poi a Vico. In paese è stato presente nel campo amministrativo ricoprendo la carica di Sindaco di Vico e, per un mandato, quella di Presidente della Comunità Montana Valchiusella. Il 27 gennaio 2009, Giorno della Memoria, è stato ricevuto al Quirinale dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al quale ha presentato la sua opera “Il libro dei deportati politici”. Nel giugno dello stesso anno è stato insignito della cittadinanza onoraria dal Comune di Vico. Il 26 ottobre 2006 il collegio Accademico della Western States University gli ha conferito la laurea honoris causa in Storia Contemporanea. Italo Tibaldi è stato insignito il 4 maggio del 2004 dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi dell’onorificenza di Grand’Ufficiale della Repubblica Italiana.

Italo Tibaldi è sopravvissuto ai campi di concentramento nazisti di Mauthausen ed Ebensee. Ha rilasciato, durante i lunghi anni di ricerche, numerose testimonianze della sua esperienza ed ha contribuito, fin dal 1945, a fondare l’ANED – Associazione Nazionale Ex Deportati. La ricerca dei nomi dei suoi “compagni di viaggio”, 49 uomini partiti con lui il 13 gennaio 1944 con destinazione Mauthausen, iniziata nel 1950, ha avviato gli studi sulla deportazione dall’Italia ai lager nazisti. I suoi libri Compagni di viaggio e Calendario della deportazione politica e razziale italiana nei campi di eliminazione e sterminio nazisti negli anni 1943-1944-1945 sono una base ineludibile per ricerche e studi sulla deportazione dall’Italia. Il rigore della indagine di Italo Tibaldi sui “treni della morte” ha permesso a molti familiari di ritrovare le tracce dei loro cari e ad alcuni superstiti di risalire ai loro “compagni di viaggio” dei quali avevano smarrito la memoria, e magari di rincontrarli. Per merito di questa ricerca hanno ritrovato un nome i deportati italiani per motivi politici e/o razziali, uomini e donne che rischiavano di subire, dopo l’orrore della deportazione, anche l’umiliazione dell’oblio. L’intera documentazione relativa al suo lavoro di ricerca durato oltre 50 anni è conservata presso la Fondazione Memoria della Deportazione in un cospicuo Fondo che porta il suo nome.

Per tutti quindi l’appuntamento è per Mercoledì 13 Ottobre dalle ore 10,00 in località Lime di Vico Canavese.

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply