domenica, 9 Maggio, 2021

Joe Barbieri, jazz, bossanova, pop e cantautorato d’autore

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Unisce jazz e bossanova tenendo insieme il cantautorato d’autore e il pop di voci come Cammariere, Consoli, Tosca. Dopo quattro anni di assenza (trascorsi a pubblicare un disco dedicato a Billie Holiday – “Dear Billie” – e a lavorare al nuovo di Tosca), ritorna Joe Barbieri. Si intitola “Tratto da una storia vera” (Microcosmo Dischi/Warner Music Italy) ed è un disco molto personale, un racconto intimo che mette in fila dieci tracce e un omaggio a Pino Daniele (“Lazzari Felici”), “una fotografia che non poteva mancare in un disco che mi racconta. Pino Daniele è stato colui il quale ha di fatto aperto le porte al mio viaggio nella musica”.

Non solo parole, in questo suo raccontarsi. Il disco infatti si chiude con un brano strumentale (Mentre ridi) “che è la strada che mi piacerebbe percorrere in futuro: centellinare le parole per dedicarmi alle suggestioni sonore”. Trent’anni di carriera e alla soglia dei cinquanta “credo che sia importante fare una scelta attenta di quello che si dice e quello che non si dice. In un epoca ipertrofica di produzioni musicali” commenta il musicista napoletano, “c’è da chiedersi se quello che dici e realmente necessario oppure no”.

Jazz e bossanova, che coinvolge musicisti come il trombettista Fabrizio Bosso – icona del jazz di casa nostra – e il violoncellista brasiliano Jaques Morelenbaum (“mi sono fatto un regalo. E’ uno dei musicisti che adoro”).

 

Il dialogo tra generi musicali

Un disco dove la melodia è sempre in primo piano ma che sa essere capace di dialogare, con grande raffinatezza, con generi diversi tratteggiando il profilo di un musicista rigoroso nel suo lavoro.

“La verità è uno scrigno che difficilmente si fa scardinare – racconta Joe – nei momenti in cui mi pare di comprenderne una parte essa muta, propone di sé un’altra chiave, tanto da percepire di perderne un tassello altrove. Tuttavia, è a questa ricerca che continuo a sentire di essere in qualche modo devoto, specialmente nel mio percorso di artista tanto che, in quasi trent’anni di strada, per scrivere la mia musica ho praticamente sempre attinto principalmente alle mie esperienze personali, o alle storie che ho incontrato. E sento il bisogno di continuare a farlo, se possibile con ancor più ostinazione e maggior intransigenza”.

 

Un’unica grande anima

E gli incontri sono davvero tanti, come si evince da questa produzione. “Cammariere l’ho coinvolto in questo brano (Tu, io e domani) che abbiamo utilizzato per raccogliere fondi per la protezione civile”. Quarantamila euro raccolti e donati direttamente da chi acquistava la traccia. E poi c’è la cantantessa Carmen Consoli in un duetto da brivido (In buone mani) che sembra essere scritto per la sua voce. E ancora musicisti del calibro di Mauro Ottolini, Pietro Lusso, lo straordinario Alberto Marsico.
Un disco che nasce da una traccia (Promemoria) “scritta all’inizio del lockdown” e che in qualche modo “ha messo in moto questo desiderio di uscire, questo desiderio di fare arte che in questi tempi è sicuramente più forte”. E in termini più pratici, lo stop forzato “ha permesso di mettere più cura nei dettagli soprattutto in studio di registrazione”. E poi c’è questo legame forte con Napoli; oltre all’omaggio al Daniele di “Lazzari Felici” c’è “Vedi Napoli e poi canta” una bossa che crea un ponte immaginario tra la Sibilla e Rio sul quale l’hammond di Marsico costruisce un solo che lega il jazz, la bossa, il blues in un’unica grande anima.

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