venerdì, 14 Maggio, 2021

Kosovo, Consulta porta a elezioni anticipate

0

Non c’è pace né stabilità politica per la giovane Repubblica del Kosovo. Dopo che, a giugno, era stato formato un nuovo Governo con una maggioranza di centrodestra guidato da Avdullah Hoti con la sinistra di Vetevendosje all’opposizione, dopo che in seguito alla incriminazione e all’arresto da parte del Tribunale dell’Aia per crimini di guerra del Presidente della Repubblica Hashim Thaci era stata eletta Vjosa Osmani come Presidente facente funzioni, una sentenza della Corte Costituzionale ha di fatto provocato le elezioni anticipate. La sentenza infatti ha stabilito la illegittimità dell’attuale Governo di coalizione di Hoti perché era stato eletto con un voto non valido in quanto espresso da un parlamentare con una condanna penale. Il deputato Atem Arifi infatti, condannato in via definitiva già nell’aprile 2019, aveva partecipato e votato alla seduta dell’Assemblea che aveva eletto Hoti come Premier, di fatto annullandone la validità. Arifi si era poi presentato a settembre nel carcere di Pristina dove dovrà scontare un anno e tre mesi. Alla Osmani non è rimasto altro che sciogliere il Parlamento e convocare le elezioni anticipate per il 14 febbraio. Ma c’è di più. Questo pronunciamento della Corte Costituzionale ha costituito un importante precedente che taluni vorrebbero estendere automaticamente, ma con una certa logicità, anche ad altre casistiche simili. Una riguarderebbe addirittura l’ex Capo del Governo Albin Kurti, leader di Vetevendosje. Nel gennaio del 2018, infatti, Kurti e altri quattro parlamentari del partito nazionalista di sinistra erano stati condannati per aver gettato gas lacrimogeni in Parlamento per protesta contro il Governo di allora che aveva firmato un accordo con il Montenegro sulla demarcazione dei confini e un altro con la Serbia per la formazione di un associazione di comuni a maggioranza serba in Kosovo. Questa ulteriore interpretazione della sentenza è stata respinta da Vetevendosje che ha già comunicato che Kurti sarà presente come candidato alle prossime elezioni anticipate appena indette. Il che ovviamente è contestato dagli avversari politici che affermano che il verdetto della Corte Costituzionale vieti a Kurti di candidarsi. Come si vede la situazione interna si mantiene effervescente e ciò è visto con preoccupazione dall’Unione Europea perché rischia di vanificate gli sforzi finora fatti per superare con la Serbia il problema del riconoscimento dell’indipendenza di Pristina. La questione era stata affrontata poi in prima persona dall’ex Presidente americano Donald Trump che aveva convocato a Washington Hoti e Vucic riuscendo a intraprendere un cammino virtuoso su un problema fondamentale per il futuro dei Balcani come quello del riconoscimento dell’indipendenza della giovane Repubblica kosovara. La vittoria di Joe Biden però rischia di rimescolare le carte e proprio in questi giorni da una parte e dall’altra sono ricominciate le dichiarazioni bellicose favorite dal clima elettorale in Kosovo. Il nuovo Presidente americano dovrà intensificare gli sforzi diplomatici per non vanificare i positivi risultati raggiunti. A complicare ulteriormente le cose è giunta la notizia che la nazionale di calcio balcanica è stata inserita, per le qualificazioni della coppa del mondo prevista in Qatar nel 2022, in un girone dove tre Stati su quattro non ne riconoscono l’indipendenza. Anche sul piano sportivo sarebbe auspicabile la risoluzione della questione.

Alessandro Perelli

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply