mercoledì, 12 Maggio, 2021

Kosovo, vince Vetevendosje. Rischio convivenza pacifica

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In Kosovo, nelle elezioni politiche anticipate di domenica 14 febbraio, le previsioni sono state confermate. A spoglio delle schede elettorali quasi ultimato, netta la vittoria di Vetevendosje (Autodeterminazione) la sinistra nazionalista dell’ex Premier Albin Kurti presentatasi con una lista appoggiata anche da Vjosa Osmani, capo dello Stato ad interim. Vetevendosje ha ottenuto oltre il 48%. Molto più distaccati il Partito democratico del Kosovo (Pdk) con il 18%, la Lega democratica del Kosovo (Ldk) con il 15% e l’Alleanza per il futuro del Kosovo (Aak) con il 7,2 %. Il Parlamento di Pristina si compone di 120 deputati, di cui venti spettano alle minoranze (dieci a quella serba). In base ai primi calcoli (ma ci vorrà ancora del tempo per i dati ufficiali) Vetevendosje dovrebbe aggiudicarsene una cinquantina ed essere largamente la forza politica con più seggi ma per raggiungere la soglia della maggioranza assoluta e poter formare il Governo dovrebbe allearsi con qualcuno, visto che gli eventuali appoggi dei deputati espressi dalle minoranze potrebbero non bastare, considerato che i dieci espressi dalla minoranza serba difficilmente potrebbero votare per coloro che hanno fatto della lotta politica alla Serbia la loro bandiera. E anche tenuto conto che una delle proposte fatte dal partito di Kurti in campagna elettorale è stata quella dell’indizione di un referendum per l’unione con l’Albania, subito stigmatizzata dal Premier serbo Alekander Vucic e respinta con dichiarazioni durissime. Il risultato di queste elezioni rischia di allontanare le speranze che, a livello internazionale, si erano diffuse dopo gli incontri di Washington, organizzati da Trump tra le due parti.

Serbia e Kosovo avevano fatto significativi passi in avanti nell’ambito di nuovi rapporti e di reciproche concessioni come quella sull’abolizione dei sovratassi commerciali che avevano trovato piena condivisione anche nell’Unione Europea. L’affluenza nelle elezioni di domenica si è fermata al 46%, comunque superiore al 44% di quelle precedenti. Ciò, nonostante il persistere della pandemia da coronavirus ma anche per la decisione della Commissione elettorale di accettare per poter votare documenti di identità scaduti. Particolarmente insoddisfacente è stato il risultato della Ldk del Premier uscente Avdullah Hoti spodestato da una sentenza della Corte Costituzionale che aveva giudicato illegittimità l’elezione del suo Governo perché ottenuta anche con il voto di un deputato condannato da un tribunale e poi arrestato dopo l’elezione dell’Esecutivo. Si era quindi andati alle elezioni anticipate. La stessa norma ha impedito a Kurti, anche lui condannato per oltraggio al Parlamento, per le sue proteste e minacce in Aula durante la discussione di un provvedimento governativo, di partecipare a queste ultime consultazioni. Ma non ha impedito al suo partito la Vetevendosje di ottenere un rilevante risultato che però, se porterà avanti una politica di vetero nazionalismo, allontanerà la prospettiva di convivenza pacifica in un territorio che da ambo le parti persegue la prospettiva dei Balcani occidentali inseriti pienamente nell’Unione Europea. Molto dipenderà anche da come il neo Presidente americano Joe Biden affronterà il problema.

Alessandro Perelli

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