venerdì, 22 Ottobre, 2021

La Brexit lascia a secco la Gran Bretagna

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Per far fronte alla crisi della distribuzione della benzina che sta lasciando a secco un quarto dei distributori provocando lunghe code e disagi, nel Regno Unito è intervenuto l’esercito. Da lunedì scorso, quasi 200 militari, cento dei quali autisti, si stanno occupando della distribuzione della benzina in tutto il Paese. Lo ha reso noto il governo sottolineando che si tratta di una misura temporanea e che la situazione alle stazioni di servizio sta lentamente migliorando.
Il ministro del Commercio, Kwasi Kwarteng, ha detto: “Mentre la situazione si stabilizza, le nostre forze armate colmeranno dei vuoti critici ed aiuteranno a tenere in moto il Paese sostenendo l’industria della distribuzione del carburante”.
Il governo ha anche annunciato che 300 autisti di autocisterne stranieri potranno lavorare immediatamente nel Regno Unito con visti temporanei fino alla fine di marzo. All’origine della crisi di distribuzione vi è, infatti, la carenza di camionisti, tradizionalmente provenienti dall’Europa dell’Est, provocata da Brexit e pandemia.
Il ministro Kwarteng ha ribadito: “Non c’è carenza di carburante nel Regno Unito. Il problema è provocato dall’accaparramento di benzina. Prima torniamo ai livelli normali di acquisto, prima torneremo alla normalità”.
Il governo britannico ha dovuto varare anche dei visti di lavoro temporanei per 4700 camionisti per il trasporto di cibo, tra ottobre e febbraio, e 5500 addetti agli allevamenti di pollame, fino al 31 dicembre.
Secondo la Coldiretti, l’esercito Gb ha salvato il Made Italy. L’intervento dell’esercito ed i nuovi visti ad autotrasportatori stranieri per i rifornimenti di cibo e benzina, hanno salvato 3,6 mld di export agroalimentare italiano annuale in Gran Bretagna. Però, va anche segnalato che per le difficoltà causate dalla Brexit, nel 2021 l’export italiano, secondo quanto ha calcolato la Coldiretti, ha subito una diminuzione del 2%, il primo calo in 10 anni. Il Regno Unito è al quarto posto tra i partner commerciali dell’Italia per cibo e bevande, dopo Germania, Francia e Usa. Tra i prodotti più esportati: prosecco, vino, derivati del pomodoro, pasta, formaggi, salumi e olio d’oliva.

Salvatore Rondello

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