martedì, 19 Ottobre, 2021

La Corte dei Conti boccia il reddito di cittadinanza

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Welfare
CORTE DEI CONTI BOCCIA IL REDDITO DI CITTADINANZA
Tra quelli che ricevono il Reddito di cittadinanza un beneficiario su 10 ha trovato un’occupazione. Tra gli attivabili uno ogni quattro. Ad ottobre 2020, il numero complessivo dei percettori soggetti alla sottoscrizione del Patto per il lavoro (i cosiddetti Work Ready o attivabili), comprensivo di alcune categorie (esclusi o esonerati, presi in carico e inseriti in una politica, rinviati a percorsi di inclusione sociali), era pari a 1.369.779. Invece coloro che hanno avuto almeno un rapporto di lavoro successivo alla domanda di Reddito di cittadinanza era di 352.068, di cui 192.851 ancora attivo. È quanto emerge da una recente analisi della Corte dei conti sul “Funzionamento dei centri per l’impiego nell’ottica dello sviluppo del mercato del lavoro”, condotta dalla Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato.
Prevalenti i contratti a tempo determinato
Il 65% di chi ha trovato un’occupazione ha firmato un contratto a tempo determinato, il 15,4% un indeterminato e il 4,1 % un apprendistato. Il 69,8% di quelli determinati ha una durata inferiore ai 6 mesi, mentre una quota del 9,3 % ha superato il termine annuale. I contratti di lavoro, nel complesso, hanno riguardato soprattutto professioni (non qualificate) nel commercio e nei servizi, seguiti da quelli nelle attività ricettive e della ristorazione: In minima parte hanno interessato il comparto metalmeccanico-artigiano.
L’attività dei navigator
Le iniziative dei navigator nei confronti delle imprese, per la rilevazione dei fabbisogni produttivi, hanno comportato la realizzazione di 588.521 interventi. Sono state individuate 29.610 opportunità occupazionali corrispondenti a 56.846 posizioni professionali di cui il 68 per cento deriva da fabbisogni per un aumento del carico di lavoro, mentre il 22 per cento per turnover. Dai valori rilevati, che descrivono i livelli di istruzione e l’indice di profiling, è risultata evidente la quasi totale assenza di condizioni di occupabilità soprattutto nelle regioni meridionali.
I limiti dell’Anpal
I magistrati hanno rilevato una inadeguata azione dell’Anpal nell’attività di monitoraggio, i cui rapporti annuali risalgono al 2017. L’Agenzia ha avviato un processo di trasformazione digitale per l’evoluzione dei sistemi informativi così da consentire, tra l’altro, l’interscambio di flussi documentali e l’integrazione tra i diversi sistemi in uso, anche in vista dello sviluppo della Piattaforma digitale per la gestione dei beneficiari di Reddito di Cittadinanza. In attesa di ciò, però, la messa a punto del Sistema unico avviene con notevoli difficoltà anche per una non sufficiente dotazione informatica a livello territoriale e un collegamento in rete non adatto alle nuove funzioni dei Centri.
I Centri per l’impiego
La Corte dei conti osserva che l’emergenza sanitaria nazionale da Covid-19 non ha condizionato i Centri per l’impiego che hanno, comunque, garantito il regolare svolgimento delle attività istituzionali da remoto. Tuttavia, rimarcano i magistrati, “nel nostro Paese esistono eterogenei assetti organizzativi, con approcci, metodologie e sistemi informativi diversificati e sovente non dialoganti tra di loro”. Per la Corte è, invece, “essenziale una definizione chiara di misure, interventi e regole che, pur consentendo il dovuto margine di flessibilità richiesto dalle specificità territoriali, analizzate nella relazione secondo i diversi profili di utenza, sia coordinata dal livello centrale, al fine di assicurare sia una maggiore rispondenza dell’operatività dei Centri per l’impiego alle esigenze regionali, che fornire servizi omogenei su tutto il territorio nazionale”.Da ultimo il Pnrr ha previsto nella Missione 5 “Inclusione e coesione” diversi programmi per la partecipazione al mercato del lavoro, per la formazione e il rafforzamento delle politiche attive e dei Centri per l’impiego.

 

Domanda e requisiti
REDDITO DI CITTADINANZA: BENEFICIO ADDIZIONALE

Con il messaggio Inps del 24 settembre scorso, n. 3212 l‘Istituto ha reso noto che è possibile presentare la domanda per il beneficio addizionale per l’autoimprenditorialità destinato ai beneficiari del Reddito di Cittadinanza che avviano un’attività lavorativa autonoma, di impresa individuale o una società cooperativa entro i primi 12 mesi di fruizione del beneficio. La somma spettante è pari a sei mensilità del Reddito di Cittadinanza, da corrispondersi in un’unica soluzione, nei limiti di 780 euro mensili.
È possibile presentare l’istanza, dopo aver compilato il nuovo schema di modello telematico “RdC-Com Esteso”, tramite il servizio online dell’Inps, i patronati o i CAF.
Per quanto attiene i requisiti richiesti per essere ammessi all’operazione, l’Ente di revidenza precisa che possono presentare la richiesta di beneficio addizionale coloro che si trovino congiuntamente nelle seguenti condizioni:
risultino, al momento della presentazione della domanda, componenti di un nucleo familiare beneficiario di una prestazione di RdC in corso di erogazione;
abbiano avviato, entro i primi 12 mesi di fruizione del RdC, un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale o abbiano sottoscritto una quota di capitale sociale di una cooperativa nella quale il rapporto mutualistico abbia ad oggetto la prestazione di attività lavorativa da parte del socio;
non abbiano cessato, nei 12 mesi precedenti la domanda del beneficio addizionale, un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale, o non abbiano sottoscritto, nello stesso periodo, una quota di capitale sociale di una cooperativa nella quale il rapporto mutualistico abbia ad oggetto la prestazione di attività lavorativa da parte del socio, ad eccezione della quota per la quale si chiede il beneficio addizionale;
non siano componenti di nuclei familiari beneficiari di RdC che abbiano già usufruito del beneficio addizionale.

 

Come fare richiesta all’Inps
BONUS ASILO NIDO

Nell’ambito degli interventi normativi a sostegno del reddito delle famiglie, l’articolo 1, comma 355, legge 11 dicembre 2016, n. 232 ha disposto che ai figli nati a partire dal 1° gennaio 2016 spetta un contributo di massimo 1.000 euro, per il pagamento di rette per la frequenza di asili nido pubblici e privati autorizzati e di forme di assistenza domiciliare in favore di bambini con meno di tre anni affetti da gravi patologie croniche.
L’articolo 1, comma 343, legge 27 dicembre 2019 n. 160, ha elevato l’importo del buono fino a un massimo di 3.000 euro sulla base dell’ Isee minorenni, in corso di validità, riferito al minore per cui è richiesta la prestazione. Il premio è corrisposto direttamente dall’INPS su domanda del genitore.
È possibile richiedere fino al prossimo 31 dicembre 2021 il bonus asilo nido per le spese sostenute nell’anno corrente. Il bonus dà diritto al rimborso di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati, e alle spese per l’assistenza presso la propria abitazione di bambini al di sotto dei 3 anni, portatori di severe patologie croniche.
Da ricordare che il bonus è in scadenza a fine anno: a partire da gennaio 2022, verrà inglobato (insieme al bonus mamma domani e al bonus bebè) nell’assegno unico, la misura a disposizione di tutti i nuclei familiari con figli che ora è attivo nella sua versione “ponte” per chi non gode degli assegni al nucleo familiare, ma che dal prossimo anno diventerà universale.
A quanto ammonta l’assegno
Il valore del bonus asilo nido 2021 viene determinato in base all’Isee e nel 2021 è stato rimodulato nei tre seguenti scaglioni:
fino a 3.000 euro per le famiglie con Isee fino a 25.000 euro;
fino a 2.500 euro per le famiglie con Isee da 25.000 euro euro a 40.000 euro;
fino a 1.500 euro (136,37 euro mensili) per le famiglie con Isee da 40.000 euro in su.
Questo calcolo viene effettuato sull’Isee minorenni, una dichiarazione Isee che viene utilizzata per richiedere alcune prestazioni Inps in favore dei minori, come il bonus bebè o, appunto, il bonus asilo nido.
Domanda
La domanda deve essere presentata esclusivamente in via telematica attraverso uno dei seguenti canali:
online sul sito Inps se si è in possesso del codice Pin rilasciato dall’Istituto oppure di Spid di livello 2 o superiore o una Carta di identità elettronica 3.0 (Cie), o una Carta nazionale dei servizi (Cns);
patronati, utilizzando i servizi offerti gratuitamente dagli stessi.
Al riguardo, l’Inps fornisce ulteriori istruzioni da seguire:
il servizio telematico di inoltro della domanda è raggiungibile digitando nel motore di ricerca del sito Inps “bonus nido” e selezionando tra i risultati il Servizio “Bonus nido e forme di supporto presso la propria…”;
nell’istanza di accesso alla prestazione l’interessato dovrà indicare a quale dei due benefici intende accedere. Il richiedente che intende fruire del trattamento per più figli deve trasmettere una apposita richiesta per ciascuno di essi,
per i genitori che abbiano già presentato domanda di bonus nido nel 2020, per la quale sia presente nella procedura Inps la documentazione di spesa valida riferibile ad almeno una delle mensilità da settembre a dicembre 2020, la domanda verrà precompilata sulla base delle informazioni contenute nella richiesta di bonus preesistente,
l’istanza 2021 potrà essere pertanto inviata confermando o modificando i dati precaricati in procedura, avendo cura di specificare, relativamente al contributo asilo nido, le mensilità per le quali si intende richiedere il bonus per l’anno 2021.

 

Per i lavoratori iscritti alla gestione separata
ISCRO: DOMANDA DI RIESAME

Per il triennio 2021-2023, la legge di bilancio 2021 ha disposto l’istituzione, in via sperimentale della nuova Indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa (Iscro), disciplinata dalla circolare Inps del 30 giugno 2021, n. 94.
L’indennità – si precisa – è destinata ai liberi professionisti, compresi i partecipanti agli studi associati o società semplici, iscritti alla Gestione Separata, che esercitano per professione abituale attività di lavoro autonomo connesso all’esercizio di arti e professioni e può essere richiesta una sola volta nel triennio a decorrere dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda ed è erogata per sei mensilità
Nel messaggio Inps del 22 settembre scorso, n. 3180 l’istituto fornisce le istruzioni per la presentazione della domanda di riesame da parte dei richiedenti la cui istanza sia stata respinta per non avere superato i controlli inerenti all’accertamento dei requisiti normativamente previsti.
Si ricorda, che presupposto per l’accesso all’indennità Iscro è l’iscrizione alla Gestione separata. Pertanto è necessario, per la fruizione dell’indennità, che i potenziali destinatari della stessa, prima dell’inoltro dell’istanza di riesame, abbiano proceduto alla formale iscrizione, con le consuete modalità, alla predetta gestione.

 

Carlo Pareto

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