sabato, 25 Settembre, 2021

La costruzione del post-Merkel per la Germania del futuro

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È noto da tempo: Angela Merkel considera conclusa la sua lunga esperienza come Capo del Governo tedesco e a settembre non si ripresenterà alle elezioni. Ha appena terminato il suo mandato alla guida dell’Unione Europea, in un periodo difficile soprattutto per la gestione dell’emergenza della pandemia da coronavirus e per le difficoltà economiche conseguenti. Ha superato all’ultimo momento il blocco dell’approvazione del bilancio e del Recovery fund da parte di Ungheria, Polonia e Slovenia riportando una vittoria politica che ne ha esaltato il ruolo di protagonista assoluto della scena continentale. Ha tamponato con un accordo con la Turchia il problema delle migrazioni clandestine in cambio però di cedimenti verso Erdogan che si è sentito libero di accentuare la sua politica espansionistica nel Mediterraneo ai danni di Grecia e Cipro e di continuare a calpestare i diritti democratici e civili nel suo Stato. In Germania è riuscita a salvare il suo partito, la Cdu, dalla crisi dei partiti tradizionali che ha toccato soprattutto i socialdemocratici il cui elettorato è stato eroso dai verdi e ha limitato le perdite verso l’estrema destra neonazista senza cedere sui valori di solidarietà che hanno sempre fatto parte del suo bagaglio culturale. A lei va il merito di aver confermato la Germania come State guida dell’Europa e di aver conservato all’interno del suo Paese benessere economico e prosperità nonostante crisi mondiale e difficoltà oggettive ne abbiano messo a dura prova le potenzialità. Sono già iniziate le manovre per la sua successione come Premier, visto che questa carica rimarrà probabilmente, dopo la prova elettorale di settembre, ancora ai cristisno democratici.

 

Nei giorni scorsi si è svolto un test che potrebbe essere decisivo a tal proposito. Via online, causa la pandemia, i delegati del Cdu hanno eletto il loro nuovo Presidente. In corsa vi erano proprio i tre pretendenti al ruolo di Angela Merkel. L’ha spuntata Armin Laschet, governatore della Nord Reno Westfalia che diventa quindi il favorito per la successione alla Cancelliera. Una vittoria agevolata dall’appoggio non manifesto ma sostanziale della stessa Merkel, che ha anche favorito il suo accordo con Jens Spain, Ministro della salute, anche lui in odore di candidatura per sostituirla, che è diventata il Vicepresidente del partito. Lo sconfitto, per il momento, e Friedrich Merz, avvocato ,su posizioni molto più conservatrici, sostenuto da grandi gruppi industriali. Una vittoria, quella di Laschet, importante ma momentanea. A primavera infatti la Cdu discuterà con la consorella bavarese chi sarà il candidato Premier. Della partita sarà sicuramente il governatore della Baviera Markus Soder, che ha già promesso tolleranza zero contro terrorismo e estremismo e che tende a spostare verso destra gli equilibri politici della Germania. Ma Armin Laschet dalla sua ha anche una posizione più morbida nei confronti delle rivendicazioni ambientali e solidaristiche dei Verdi, la vera novità degli ultimi appuntamenti elettorali e che potrebbero rivelarsi determinanti per la costruzione di una coalizione di Governo per la Germania del futuro.

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