mercoledì, 16 Giugno, 2021

La Croazia spera nell’estate per poter cambiare con l’euro

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Non saranno prive di valore politico le elezioni amministrative che si svolgeranno domenica 16 maggio in Croazia. Un Paese che è stato capace di eleggere un Presidente della Repubblica socialdemocratico, Zoran Milanovic nel febbraio dello scorso anno e pochi mesi più tardi ha riconsegnato il potere al centrodestra nelle elezioni politiche. Andrej Plenkovic dell’Hdz, infatti, a luglio è stato eletto Premier dal nuovo Parlamento, con una maggioranza risicata comprendente oltre al suo partito due piccoli movimenti liberali e i rappresentanti delle minoranze. Con questa maggioranza risicata è stato approvato pochi giorni fa il piano di utilizzo delle risorse europee per il Recovery fund con in primo piano digitalizzazione e investimenti strutturali. Domenica 16 verranno rinnovate ben 570 unità amministrative locali tra le quali la capitale Zagabria. Qui dopo la morte di Milan Bandic, sindaco per 18 anni, sostenuto dalla destra sembra favorito dai sondaggi l’ecologista Tomislav Tomasevic, fondatore del movimento “Zagabria è nostra” a cui viene assegnato il 30% delle preferenze. Rimane incerto invece con chi andrà al ballottaggio tra Miroslav Skoro, il Grillo croato che alle politiche ha eroso a destra il partito di maggioranza, Helena Pavicic, braccio destro di Bandic, Davor Filipovic dell’Hdz e il socialdemocratico Josko Klisovic. Ma il test elettorale riguarderà altre città importanti come Spalato, Fiume, Osijek. E non ultima la regione Istria, dove vive una numerosa minoranza italians e dove la Dieta, movimento regionalista interetnico, che alle ultime elezioni europee, alleandosi con i socialdemocratici, è riuscita a fare eleggere un rappresentante nel Parlamento di Strasburgo, spera di rinnovare la supremazia. Il Premier Plenkovic non potrà non tenere conto del risultato di queste amministrative in un momento in cui il suo Governo si trova ad affrontare l’emergenza sanitaria e una situazione economica preoccupante a causa delle ripercussioni negative della pandemia da coronavirus e, legata ad essa, dalla notevole diminuzione degli introiti derivati dal settore turistico che ha sempre rappresentato un insostituibile aiuto al bilancio del Paese. Sono stati studiati alcuni provvedimenti per venire in auto alle aziende in difficoltà con agevolazioni in materia di tassazione e sovvenzioni alle attività commerciali danneggiate dalle restrizioni per combattere il covid. La Croazia è entrata anche nel meccanismo europeo predisposto per l’adozione della valuta europea ma fatica ancora a raggiungere tutti i criteri previsti da Bruxelles per arrivare a lasciare l’attuale Kuna come moneta e sostituirla con l’Euro. Si guarda con ottimismo alla stagione estiva che, covid permettendo, potrà riportare gli ospiti stranieri( in particolare tedeschi, austriaci e italiani) sulle bellissime isole e coste adriatiche. In questo senso già sono stati aperti dei corridoi turistici che permettono un transito agevolato, nonostante il perdurare della pandemia, nelle località più sicure. Ma queste elezioni amministrative porranno anche il tema generale della necessità di una riforma degli enti locali, non essendo più concepibile che, in uno Stato che vuole modernizzarsi, venga mantenuto un elefantiaco apparato burocratico spesso tenuto in piedi solo perché serbatoio di voti se non di clientele politiche. Una questione da affrontare con la massima urgenza.

Alessandro Perelli

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