domenica, 13 Giugno, 2021

La follia di “chi perde la testa”: dopo lo scrittore anti-gay sparatosi in bocca a Parigi, due africani decapitano un militare a Londra

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Sembra quasi che chi “perde la testa” abbia la necessità di ribadirlo nel senso letterale del termine. “Vogliamo cominciare una guerra a Londra stasera”. Queste le parole folli di un gesto altrettanto sconsiderato. Così uno dei due terroristi che hanno brutalmente aggredito e ucciso un soldato britannico ieri pomeriggio nel sud est di Londra. A raccontarle Ingrid Loyau-Kennett, capo scout e madre di due bambini, che visto il soldato a terra è scesa di corsa dall’autobus sul quale viaggiava e ha affrontato i terroristi. “Gli ho chiesto cosa voleva e lui: l’ho ucciso perché ha ucciso tanti musulmani in Afghanistan”. La donna ha sfidato i due africani e ha spiegato di essere intervenuta perché pensava che fosse meglio che “le armi fossero puntate su una sola persona”. Il capo scout Ingrid Loyau-Kennett, 48 anni, che uno degli uomini le ha detto di voler “cominciare una guerra a Londra stasera”, dopo che lei aveva domandato agli attentatori perché avevano compiuto l’aggressione.

IL RACCONTO DELLA CAPO SCOUT EROINA – La donna, madre di due bambini, era accorsa sul posto dopo aver visto la vittima al suolo e ha cercato di sentire il battito del suo polso. E’ stato in quel momento che ha visto le armi, un coltello e un revolver. “Non era drogato, non era ubriaco, era solo emozionato, sconvolto – ha riferito la donna -. Gli ho detto “ora avete contro un sacco di gente, che volete fare?” e lui ha risposto “vorrei restare e combattere”. La donna si è quindi rivolta al secondo attentatore e gli ha domandato di consegnarle le armi: “Ho pensato che era meglio che fossero puntate verso una persona come me piuttosto che verso chiunque altro, in un momento in cui i bambini cominciavano ad uscire da scuola”. 

RIUNITO GRUPPO ‘COBRA’ CON RESPONSABILI SICUREZZA – Il primo ministro britannico David Cameron presiederà a breve una riunione del comitato ‘Cobra’, ovvero un comitato di emergenza composto da responsabili della sicurezza e membri del governo, per fare il punto sugli sviluppi dell’agghiacciante episodio di ieri pomeriggio in cui due uomini hanno attaccato e ucciso un militare nel sud est di Londra, episodio che viene trattato come un atto terroristico. Cameron ha anticipato il rientro a Londra, dove è giunto ieri in tarda serata da Parigi nella quale si trovava per un incontro bilaterale con il presidente francese Francois Hollande. E proprio in conferenza stampa all’Eliseo Cameron ha affermato che “ci sono forti indicazioni che sia un atto legato a terrorismo”. 

ALMENO 1 DI ORIGINE NIGERIANA. SI SAREBBE CONVERTITO ALL’ISLAM DIECI ANNI FA – Sarebbero entrambi britannici, ma almeno uno di origine nigeriana, gli uomini che ieri hanno ucciso a colpi di machete un soldato in un attacco in pieno pomeriggio nel sud-est di Londra. Lo riferisce Sky news citando proprie fonti. Il terrorista di origine nigeriana sarebbe inoltre londinese, forse cresciuto proprio nel quartiere del massacro, secondo le fonti, e si sarebbe convertito all’Islam di recente, probabilmente una decina di anni fa. 

PERQUISITA ABITAZIONE IN LINCOLNSHIRE – La polizia ha perquisito un’abitazione nel Linconshire in collegamento con l’attacco ieri nel sud-est di Londra in cui un soldato britannico e’ stato ucciso a colpi di machete da due uomini poi feriti e catturati. “Ciò è collegato alle indagini in corso sull’uccisione di un uomo a Woolwich”, ha confermato un portavoce della polizia del Linconshire senza fornire ulteriori dettagli. 

JOHNSON INVITA LONDINESI ALLA CALMA – Il sindaco di Londra Boris Johnson invita i londinesi alla calma e, lasciando l’incontro di emergenza del comitato ‘Cobra’ appena riunitosi e presieduto dal primo ministro David Cameron, sembra indicare che la convinzione e’ che l’attacco di ieri in cui un soldato è stato ucciso nel sud est di Londra sia un episodio isolato. “Quanto sto sentendo mi porta a pensare che i londinesi possano continuare la loro normale vita in città. Porteremo gli assassini davanti alla giustizia”.

TESTIMONE: HO VISTO CAOS E SANGUE – E’ voluta tornare questa mattina sul luogo del massacro Lona Tyler, che ieri aveva assistito tra i testimoni all’uccisione del soldato britannico da parte di due uomini che lo hanno attaccato a colpi di machete in pieno pomeriggio e per strada, tra i passanti. “Sono arrivata appena lo avevano ucciso, è stato terribile, c’era confusione e sangue”, ha raccontato Lona oggi sul posto. “Ho visto il sangue a terra e molta gente si era radunata vicino al corpo, poi e’ arrivata la polizia”. Lona trattiene a stento le lacrime: “Come hanno potuto fare una cosa talmente odiosa e scioccante a un nostro soldato, questa caserma è qui da tanto tempo”, ha aggiunto la donna sui cinquant’anni. “Adesso voglio prendere qualche fiore e portarlo qui per ricordare il soldato”. 

Lucio Filipponio

 

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