martedì, 15 Giugno, 2021

La Formula 1 con macchina d’epoca?

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Letta è diventato segretario nazionale del PD quando già Sisifo, alias Draghi, aveva accettato di tentare di portare il macigno di nostre storiche inadempienze in vetta all’Europa garantendo di persona anche in Italia quando ci ha rassicurato che, superate ineludibili scadenze, avrebbe proceduto in stretta intesa con forze politiche e sociali, il tutto con una sintesi partecipata in Parlamento. Ma non ce ne sono le condizioni per mantenere l’impegno assunto ed è a forte rischio la sua credibilità. A questo punto t’aspetti che oltre la fedeltà indubbia verso il Governo Draghi, spunti una forte iniziativa PD a livello costituzionale che coinvolga tutte le forze politiche su di una materia di nostra esclusiva responsabilità. Qualcuno abbozza l’ipotesi che Draghi possa procedere con lo schema usato dagli Orazi contro i Curiazi, ma il numero è maggiore degli avversari da battere ed i i tempi ancora più stretti. Riaffiora l’enorme danno della bocciatura referendaria del traguardo di una sola Camera legittimante il Governo, senza l’estenuante ping-pong, stroncato con i voti di fiducia e con la pratica esclusione a turno di una delle Camere. E’ paradossale ma siamo l’unico paese in Europa con il bicameralismo paritario con minimo il raddoppio dei tempi di esame ed approvazione, come volere concorrere alla formula 1, peraltro sempre più accelerata, con una macchina d’epoca! Nelle ipotesi di lavoro finora avanzate non c’è traccia delle riforme costituzionali, a cominciare da quella che consentirebbe con una sola Camera di ridurre drasticamente i tempi di esame ed approvazione delle riforme strutturali comprese nel pacchetto europeo, da noi sottoscritto a pena di blocco delle provvidenze previste e conseguente fallimento di tutta l’operazione. Strettamente connesso occorrerebbe un riequilibrio delle rappresentanze parlamentari falcidiate dalla lotta alla casta di cui i grillini erano ormai entrati a far parte configurando il loro come un vero e proprio fuoco amico. Non è la prima e l’ultima volta che il PD ricattato si arrende, dopo aver votato contro per due volte consecutive, senza una proposta alternativa, tipo quella di attestarsi sulla media dei più popolosi paesi europei ed estrema ratio, con una sola Camera per il governo, un travaso consistente di parlamentari per garantire la partecipazione al processo decisionale di più aree del Paese non egemonizzate dai grandi centri. A pensarci bene, con un serio esame di coscienza, rischiamo di andare in direzione opposta a quella richiesta dalla pandemia di una fitta rete territoriale dei servizi essenziali ben distribuiti evitando la scelta delle cattedrali nel deserto ad alto rischio di andare in tilt.

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