martedì, 18 Maggio, 2021

LA LEZIONE FRANCESE

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elezioni francesi“Le elezioni francesi ci consegnano una lezione. Che vale anche per il nostro paese. Quella di una sinistra senza popolo. Di una sinistra presente quasi esclusivamente tra pensionati, statali e mondo della scuola. E in ritirata dal mondo del lavoro e dal mondo delle professioni”. Lo afferma il segretario del Psi Riccardo Nencini.

E come si è arrivati a questa situazione?
Per diverse responsabilità. La maggiore è quella di chi non ha saputo interpretare un cambiamento straordinario e che ha pensato di governare con un canone tradizionale. È questa la ragione per quale da due anni chiediamo un Congresso straordinario del Pse che sia una sorta di Bad Godesberg della contemporaneità. Nel ‘59 la Spd si allontanò dal marxismo, oggi bisogna allontanarsi dalla terza via e riscoprire il socialismo delle origini, con un’unica variazione.

Quale?
Quella di mettere la barra sulla difesa dei più deboli e allo stesso tempo porsi il problema di come creare nuova ricchezza. Il socialismo delle origini pensava di conferire diritti civili e sociali che il proletariato del tempo non aveva. Oggi il tema è doppio: come creare nuova ricchezza nel tempo della rivoluzione tecnologica e come redistribuirla sapendo che il mondo del lavoro può già contare su ammortizzatori sociali robusti mentre gli esclusi rimangono tali. Quindi il tema centrale non è più solo la difesa della società dei due terzi, è come dare dignità a quel terzo di italiani e di europei che senza lavoro non hanno diritto di cittadinanza.

Pisapia in una intervista invita a unire il centrosinistra per evitare una sconfitta che definisce generazionale. Renzi invece esclude ogni tipo di alleanza con chi si è allontanato. Due visioni opposte. Anzi Renzi sembra voler riproporre il partito della Nazione. Che ne pensi?
Non credo che il partito della Nazione sia il futuro. Credo che una coalizione tra Partito democratico, sinistra di governo e cattolici democratici sia necessaria. Dare una missione all’Italia. Per mettere le gambe a questa coalizione serve una legge elettorale che assegni il premio di maggioranza alla coalizione. E serve un programma che abbia alcuni ingredienti centrali.

Tra cui…
Gli italiani e gli europei hanno una gran paura della globalizzazione perché ingenera insicurezza. Bisogna abbandonare alcune cliché della sinistra radical-chic e fare un bel bagno di realismo.

Puoi fare degli esempi concreti?
Primo: rafforzare lo spirito di comunità. Quindi bisogna prevedere l’elezione diretta dei vertici delle città metropolitane in modo da implementare la partecipazione e allargare la platea di votanti ai sedicenni nelle elezioni comunali. Ci crea così può senso civico e più senso di appartenenza. Secondo: per stare nella globalizzazione serve un’altra Europa. Prevedere la revisione dei Trattati di Maastricht per favorire investimenti e Eurobond, lanciare l’elezione diretta dei vertici dell’U.E., superare il Trattato di Dublino per organizzare diversamente accoglienza e rimpatrio, dotarsi di un unico ministro del Tesoro e di politiche fiscali condivise. Terzo, norme più serve contro il microcrimine. Quarto: siccome le ondate migratorie continueranno bisogna obbligare l’extracomunitario che viene a vivere in Italia al rispetto e al godimento dei valori occidentali a partire dall’eguaglianza uomo donna; niente tribunale della sharia, niente matrimonio coatto. Altro esempio: gli alloggi di edilizia residenziale pubblica, vanno dati a chi ha almeno 10 anni di residenza in Italia. Queste sono alcune misure indispensabili per riconciliarsi con i mondo degli esclusi.

Temi di cui si è parlato anche al Congresso del partito…
Infatti stiamo lavorando a due grandi iniziative pubbliche. Celebrare una rilettura dei meriti e bisogni e la faremo a Milano a l’altra, che faremo a Bari, per celebrare i 125 anni della storia del socialismo italiano. Ma senza fare un ricordo da museo ma per rilanciare alcune tematiche nella direzione di punti di cui si parlava prima.

Legge elettorale. Mattarella ha esortato il Parlamento a fare in fretta. Si tratta dell’ultimo avviso per evitare il caos. Senza una riforma della legge elettorale un governo nascerà solo con un accordo Pd-Forza Italia. Che ne pensi?
La sinistra italiana non può fare una campagna elettorale dicendo agli elettori che dopo il voto si alleerà con Berlusconi. Le campagne elettorali si fanno per vincere e il modo per vincerle è creare una coalizione da presentare agli italiani con patto di legislatura. L’appello di Mattarella va in questo senso. Bisogna inoltre mantenere una procedura. La legge elettorale si fa con tutte le forze disponibili in Parlamento. Però l’iniziativa può nascere dalle forze che sostengono il centrosinistra. Una volta che forze hanno trovato un equilibrio il tavolo si allarga a tutte le altre forze che sono in Parlamento.

Il Mattarellum è ancora una possibilità?
Per raggiungere questo obiettivo il Mattarellum è assolutamente auspicabile. Avrebbe tra l’altro il merito di restituire ai cittadini il diritto di scegliere i loro rappresentati in Parlamento.

Daniele Unfer

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