martedì, 3 Agosto, 2021

La ‘malamovida’ è la punta dell’iceberg del disagio sociale

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Sono sempre di più le persone che invadono le spiagge e, con birra e pizza da asporto, si vanno a divertire lungo i litorali; mentre altri, sempre più spesso, preferiscono riunirsi nelle piazze e picchiarsi a sangue per ammazzare il tempo…e la noia. Tali comportamenti, per certi versi, potrebbero addirittura non essere enfatizzati se tutto si svolgesse nel rispetto di coloro che il giorno dopo vanno al mare con i bambini, o attraversano la città per andare a lavorare. Se vuoi fare baldoria, o fare a pugni, dovrebbero essere cavoli tuoi; invece, i cavoli sono nostri perché i bagnini sono costretti a pulire il pattume lasciato sui litorali, con il rischio di ferirsi con le bottiglie rotte, ed i piccolini di pungersi con qualche ago infetto mentre giocano con la sabbia. Ma ormai, nel nostro Paese, in nome della malamovida tutto è permesso…anche perché i giovani votano e, oltre al Segretario del PD, sono in molti a ragionare se non sia il caso di concedere il pass per la cabina elettorale ai sedicenni! D’altronde, anche chi, in quanto un po’ brillo, lascia gli escrementi sul bagnoasciuga è pur sempre un potenziale cliente per i partiti! Poi, scusate, non vorremo mica impedire la possibilità di guadagnarsi da vivere ai tanti gestori delle rivendite di birra in vetro e di bottiglie di alcolici camuffati con i sacchetti di carta come nei vicoli del Bronx? tutti hanno diritto di campare. Chissà, prima o poi diventeremo tolleranti anche con chi, sempre per campare, sarà costretto a vendere erba perché gli uomini si fumino anche il cervello! Ed ecco che in nome della libertà e della fame di lavoro, come è arrivata la pandemia abbiamo preso la palla al balzo, rinchiuso tutti e buttata via la chiave, fino a provocare quella ribellione che oggi, alzato il sipario, mostra il disastro provocato dal Coronavirus. Un disastro pandemico che perfino ha ridotto le prospettive di vita, ucciso il lavoro e la scuola; senza parlare della sanità, fiore all’occhiello del Paese, che di pubblico oggi ha solo il ticket, e nonostante ciò le prestazioni sono a ‘babbo morto’ e le persone muoiono come spiaccicate sulla carta moschicida. Naturalmente, a meno che non siano disposte a pagare, con i soldi che non hanno, quelle prestazioni mediche effettuate nelle strutture pubbliche come fossero private. Pensandoci bene, la malamovida è la punta dell’iceberg di un disagio sociale nascosto dalla ‘caciara’ che regna nel Paese…o pensate davvero che l’attuale Governo, in carica da appena una stagione, possa risolvere problemi, malcostume e difetti cumulati in un secolo e mezzo!

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