domenica, 24 Ottobre, 2021

La nuova procedura per le domande Cigo Covid. Come verificare lo stato della domanda Cig

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Domande Cigo Covid
AL VIA LA NUOVA PROCEDURA

Dal 18 marzo hanno preso il via, all’INPS, i nuovi meccanismi di automazione dei procedimenti per le domande d autorizzazione della Cassa integrazione guadagni ordinaria (Cigo) con causale “Covid-19”. L’obiettivo è quello di migliorare i tempi, l’accuratezza delle valutazioni e il tracciamento dei controlli di quella che rappresenta la fase 1 della Cigo, ovvero quella delle istanze di prenotazione da parte delle aziende e dell’autorizzazione necessaria ai successivi pagamenti.
Le innovazioni tecnologiche introdotte consentono una più efficace istruttoria delle richieste di autorizzazione inoltrate dalle aziende e, di conseguenza, maggiore tempestività nei pagamenti della prestazione ai lavoratori. Al contempo, gli interventi procedurali limiteranno i rischi di errore, perché i requisiti saranno verificati con riscontri automatici rispetto alle informazioni presenti nelle banche dati dell’Istituto e richiameranno l’intervento degli operatori solo se effettivamente necessario per risolvere particolari criticità.
“Da tempo stiamo portando avanti un complesso percorso per elevare la qualità dei servizi e rispondere alle urgenti necessità dei cittadini – ha spiegato il presidente dell’Inps Pasquale Tridico – con particolare attenzione sulla Cassa Integrazione, per la quale sono in arrivo diverse innovazioni impostate negli scorsi mesi, tra cui notevoli semplificazioni per la richiesta dei pagamenti, ovvero la fase successiva a quella delle autorizzazioni”.
“L’innovazione continua è parte integrante del costante impegno dell’Istituto per migliorare l’efficacia di una mole di prestazioni mai affrontata prima – ha aggiunto Tridico – pur con le stesse risorse e gli stessi dipendenti, in un’ottica di collaborazione con l’utenza e di evoluzione digitale del Paese”.
In particolare, il sistema automatizzato per le autorizzazioni prende in considerazione tutte le domande con causale “Covid-19” escluse quelle relative a “Sospensione Cigs”, che necessitano di essere verificate direttamente dalla sede Inps locale, e riguarda le cinque fasi della gestione delle istanze Cigo Covid-19, ovvero: caricamento domande telematiche su Sistema Unico; caricamento domande da Sistema Unico nella procedura “Nuova istruttoria Cigo”; esecuzione controlli di preistruttoria; esecuzione controlli di istruttoria; definizione delle domande validate.
La nuova procedura automatizzata per le autorizzazioni di Cigo, già testata con successo presso alcune sedi dell’Istituto, da qualche giorno è stata rilasciata in via definitiva per essere utilizzata dagli uffici Inps su tutto il territorio.

 

Cig e assegno ordinario
COME VERIFICARE LO STATO DELLA DOMANDA

I trattamenti di Cassa integrazione (ordinaria e in deroga) e di assegno ordinario dei Fondi di solidarietà e del Fondo di integrazione salariale (Fis), previsti per far fronte all’emergenza sanitaria Covid-19, sono erogati a domanda del datore di lavoro, che può essere presentata all’Inps dall’azienda o dagli intermediari delegati.
Per consentire ai lavoratori dipendenti di verificare quando l’azienda ha effettivamente inviato l’istanza all’Istituto e di seguire l’iter fino al pagamento, è disponibile la nuova sezione “Integrazioni salariali” del servizio online Cip – Consultazione info previdenziali.
Accedendo al servizio con le proprie credenziali, tramite portale o app Inps Mobile, i lavoratori possono monitorare le domande inoltrate dal datore di lavoro dall’inizio della pandemia con richiesta di pagamento diretto dei trattamenti di: Cassa integrazione guadagni ordinaria (Cigo); Cassa integrazione guadagni in deroga (Cigd); assegno ordinario (Fondi di solidarietà e Fis)
Seguendo le istruzioni del tutorial, i lavoratori possono verificare lo stato di ogni domanda e, nel caso in cui questa sia stata accolta, i dettagli sul pagamento, salvando le informazioni di proprio interesse.

 

Permessi 104
NUOVE ISTRUZIONI PER PART-TIME VERTICALE O MISTO

La circolare Inps del 19 marzo scorso, n. 45 rivede le indicazioni precedentemente fornite con il messaggio del 7 agosto 2018, n. 3114 sulle modalità di fruizione dei permessi legge 104.
Le novità illustrate nella circolare riguardano il riproporzionamento dei permessi previsti dalla legge 104/92, in caso di lavoro a tempo parziale di tipo verticale o misto. Le nuove istruzioni fanno seguito agli orientamenti della Suprema Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, che con due decisioni (sentenze 29 settembre 2017, n. 22925 e 20 febbraio 2018, n. 4069) ha statuito che la durata dei permessi, qualora la percentuale del tempo parziale di tipo verticale superi il 50 per cento del tempo pieno prefigurato dal contratto collettivo, non debba subire decurtazioni in ragione del ridotto orario di lavoro.
Per i lavoratori dipendenti del settore privato assunti a tempo parziale di tipo verticale o misto, con attività lavorativa part-time superiore al 50 per cento, i tre giorni di permesso mensile non andranno riproporzionati e saranno quindi riconosciuti interamente.
Con riferimento ai rapporti di lavoro part-time di tipo orizzontale, verticale e misto fino al 50 per cento restano valide le indicazioni riportate nel messaggio 3114/2018.
La circolare ricorda, inoltre, la formula di calcolo da applicare per la frazionabilità in ore dei giorni di permesso.

 

Medici di base e pediatri
CONFERMATO IL BONUS BABY-SITTING

I bonus per servizi di baby-sitting, mediante Libretto Famiglia, e per la frequenza di centri estivi sono erogati dall’Inps anche ai lavoratori dipendenti del settore sanitario pubblico e privato accreditato.
Ai fini del diritto al beneficio, infatti, si è inteso per “medici dipendenti” non solo i medici con contratto di lavoro subordinato con la Asl ma anche i medici convenzionati col Servizio sanitario nazionale (Ssn), consentendo la presentazione della domanda di bonus anche da parte di medici di base e pediatri di libera scelta.
L’Istituto conferma in pratica la linea di interpretazione adottata nella fase emergenziale legata all’epidemia da Covid–19 per queste categorie di sanitari, sebbene non abbiano un rapporto di lavoro di natura strettamente dipendente con le Asl di appartenenza.

 

Pensioni
CAMBIO ETA’ PER USCITA ANTICIPATA

Il “Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale”, che segna l’accordo fra governo e parti sociali per potenziare la Pa attraverso la semplificazione dei processi e un massiccio investimento nel capitale umano, riguarderà anche la pensione anticipata nel pubblico impiego.
Tra le novità dell’accordo – siglato recentemente dal presidente del Consiglio Mario Draghi e dal ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, con i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri – ci sono infatti il rinnovo del contratto (con 107 euro in più), l’individuazione di una disciplina del lavoro agile (smart working) per via contrattuale e l’anticipo pensionistico per i dipendenti statali e tutti quelli della pubblica amministrazione.
Un piano reso assolutamente indispensabile dallo scarso ricambio generazionale che si evidenzia nella Pa, il cui apice è rappresentato dal fatto che il prossimo anno, per la prima volta, ci saranno più pensionati ex dipendenti pubblici (3 milioni) che lavoratori pubblici attivi.
E’ quindi primariamente necessario che gli statali vicini alla pensione lascino il posto ai giovani. Da qui l’idea dello scivolo con gli incentivi che farebbe anticipare la pensione di qualche anno e che potrebbe quindi prendere il posto di quota 100.
L’obiettivo è quello di rafforzare il ricambio generazionale e l’immissione nella Pa di giovani con nuove competenze.
Dunque si studia la possibilità di ricorrere a un meccanismo volontario di incentivi all’esodo per i lavoratori che sono vicini all’età pensionabile e con professionalità non in linea con il nuovo corso della macchina statale, per forza di cose centrata sull’innovazione tecnologica. Nel piano di Brunetta anche l’idea di utilizzare gli stessi incentivi per i lavoratori che non sono più motivati a rimanere nella Pa.

 

Carlo Pareto

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