venerdì, 17 Settembre, 2021

QUADRO DRAMMATICO

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Numeri drammatici quelli che provengono dal mercato del lavoro. Sono quelli che arrivano da ‘Il Rapporto Regionale Pmi 2021” realizzato da Confindustria e Cerved, in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Le pmi con un concreto rischio di default nei prossimi 12 mesi sono oltre i due terzi tra le società che organizzano fiere e convegni. E’ ad alta probabilità di fallimento il 40% dei ristoranti (17,3% prima del Covid) con ampi divari tra quelli del Nord-Est e quelli del Mezzogiorno (il 50,9%)”. “A rischio un terzo degli alberghi, con evidenti gap tra Nord-Est (20,7%) e altre aree, con valori massimi al 46,6% nel Mezzogiorno”. Nei settori più colpiti da Covid “a rischio 28% delle imprese, 36,5% nel Mezzogiorno”. La perdita di posti di lavoro per il complesso delle imprese italiane (non solo le pmi, ma anche micro e grandi imprese), tra dicembre 2019 e la fine del 2021 sarà di circa 1,3 milioni di unità, pari all’8,2% del totale dei 16 milioni di addetti nelle imprese prima dell’emergenza, la gran parte dei quali impiegati nel settore dei servizi”.

 

 

Il blocco dei licenziamenti

 

Altro punto caldo è quello del blocco dei licenziamenti con i sindacati in piazza questa mattina davanti Montecitorio. “La partita non è chiusa, al governo abbiamo chiesto che si possa riaprire un confronto” ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. “Anche a Confindustria diciamo che per noi il primo luglio non può essere il giorno in cui partono i licenziamenti. Se dovessero non cambiare la norma, diciamo che non siamo disposti ad accettare passivamente, a subire i licenziamenti”, ha aggiunto.

Inoltre “nei prossimi giorni incontreremo tutti i gruppi parlamentari, perché oggi è il momento che ognuno si assuma le proprie responsabilità”.

 

Inail, morti sul lavoro in aumento

Il lavoro rimane quindi il tema caldo di queste ore così come quello degli incidenti sul lavoro nel giorno in cui sono arrivati i dati drammatici dell’Inal che segnano un deciso aumento nei primi mesi del 2021. Sono proprio di oggi gli ultimi tragici eventi con la mort di due operai in seguito alla rottura di una tubatura di vapore nell’azienda in cui stavano lavorando in provincia di Pavia. Secondo l’Inail le denunce di infortunio sul luogo di lavoro con esito mortale tra gennaio e aprile di quest’anno sono state 306, in aumento del 9,3% rispetto allo stesso periodo del 2020. L’istituto segnala anche l’aumento delle patologie di origine professionale denunciate, che sono state 18.629 (+26,1%).

Il confronto tra 2020 e 2021 richiede però cautela, sottolinea l’Inail, in quanto i dati delle denunce mortali degli open data mensili sono provvisori e influenzati fortemente dalla pandemia. Non è stato infatti conteggiato un rilevante numero di “tardive” denunce mortali da contagio di Covid, in particolare a marzo 2020, entrate negli archivi solo nei mesi successivi al 30 aprile. Quindi i numeri potrebbero essere più pensati ancora.

 

Maraio, numeri morti sul lavoro disegnano quadro drammatico

“306 morti sul lavoro nei primi quattro mesi del 2021. Il 10% in più rispetto a un anno fa. L’Inail ci disegna un quadro drammatico. L’ultima proprio nel porto di Salerno dove un giovane di 34 anni, Matteo, ha perso la vita perché travolto da un muletto. Non è più tollerabile. È necessario invertire la rotta iniziando a detassare gli investimenti in sicurezza delle imprese e potenziare, con maggiore personale, le task force dell’Ispettorato del lavoro. Piangiamo la scomparsa di un altro giovane lavoratore”. Così in una nota il segretario del Psi, Enzo Maraio.

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