sabato, 27 Novembre, 2021

La posizione della Polonia frutto dei problemi politici interni

0

Non è una novità che spesso le posizioni che un singolo Paese prende all’interno dell’Unione Europea dipendano più dal contesto politico interno che da quello internazionale. Se ne è avuta conferma martedì scorso quando il Premier polacco Mateusz Morawiecki, nell’assise di Strasburgo, ha svolto un duro intervento contro quello che ha definito un attacco all’autonomia del suo Paese cioè la stigmatizzazione da parte della Commissione della sentenza della Corte Costituzionale di Varsavia che anteponeva il diritto nazionale a quello europeo. Concetto ribadito dal Consiglio europeo iniziato ieri.
La durezza del suo intervento ha un po’ sorpreso tutti considerato che Morawiecki aveva svolto la parte del mediatore nella spaccatura, poi rientrata grazie all’azione di Angela Merkel, sull’approvazione del Recovery fund. In quell’occasione il Premier polacco aveva contribuito a convincere Orban ad accettare il piano di finanziamento tra gli Stati che così era potuto andare avanti. Invece martedì la sua difesa del primato del diritto nazionale su quello europeo ha assunto toni inaspettatamente forti con l’aggiunta di un’accusa a Ursula von Der Leyen di voler creare una specie di direttorio all’interno della Commissione alle decisioni del quale tutti gli Stati di devono adeguare. La posizione radicale del Premier polacco è stata frutto, se non soprattutto, anche dei problemi politici interni. Il Governo di Varsavia, infatti, si regge sulla indispensabile collaborazione tra i due partiti sovranisti del Pis (Diritto e Giustizia), a cui appartiene Morawiecki, e di Polonia solidale fondato dall’attuale Ministro della Giustizia Zbigniew Ziobro. E ultimamente proprio sulla questioni oggetto del malcontento della Commissione europea si è rischiato più volte l’apertura di una crisi che rilancerebbe il ruolo dell’opposizione europeista già vincitrice in alcune grandi città, come la capitale, nelle ultime tornare amministrative. Ziobro ha portato avanti negli ultimi mesi tutta una serie di riforme illiberali, come quella della giustizia per mettere la magistratura sotto il controllo del Governo epurando i giudici scomodi della Corte Suprema e come la nuova normativa che restringe ulteriormente la già estremamente ridotta possibilità di abortire. Polonia solidale è piano piano diventata una spina nel fianco del Pis che sta correndo ai ripari con il ritorno dell’attuale Vicepremier Jeroslaw Kaczynski all’attività di partito e con la condivisione delle posizioni estremistiche di Ziobro da parte di Morawiecki per non perdere il consenso dell’elettorato nazionalista e per non fare cadere il Governo. Uno stato di cose che però dovrà fare i conti con la Commissione europea che, se è vero che non avrà molte possibilità, data la complessità del meccanismo, a bloccare i fondi a Varsavia del Recovery fund per la questione dello stato di diritto, è risoluta a farlo in mancanza del ripristino dell’indipendenza della giustizia. E che questi cospicui finanziamenti siano essenziali per la situazione economica della Polonia lo dimostra l’impegno preso dal Governo a portare dei correttivi alla normativa che possano soddisfare Bruxelles e sbloccare l’erogazione del Recovery fund.


Alessandro Perelli

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply