giovedì, 6 Maggio, 2021

La Slovenia a sostegno di Orban sul Recovery fund

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È vero che non può essere stata frutto di un’improvvisazione la lettera in cui Janez Jansa, Premier della Slovenia ha annunciato al Presidente del Consiglio Europeo Charles Michel, Ursula von der Leyen e a Angela Merkel di sostenere le ragioni di Ungheria e Polonia sul Recovery fund ma ci si chiede quale possa essere il senso di una presa di posizione che ha complicato la vita al Governo sloveno già in difficoltà per il peggioramento della pandemia da coronavirus e per le ripetute manifestazioni di protesta delle ultime settimane. L’iniziativa di Jansa non è stata condivisa non solo da tutta l’opposizione ma anche da alcuni partiti della maggioranza. Nuova Slovenia, partito che appoggia il Governo, ha preso le distanze. Da parte sua il rappresentante del Smc, altro partito della coalizione, ha difeso lo stato di diritto contestato da Jansa definendolo indispensabile nell’architettura europea. Per le forze di opposizione ,riunite nella cosiddetta Coalizione dell’ Arco costituzionale che sono impegnate nel tentativo di arrivare a una sfiducia costruttiva del Governo Jansa, con questa mossa il Premier, già contestato per la solidarietà espressa a Trump dopo l’esito delle elezioni americane, ha cercato di distogliere l’attenzione dalla catastrofica situazione del Paese a causa dell’epidemia da Covit 19, che ha provocato la chiusura delle frontiere e un lockdown totale nonché situazioni al limite della sopportazione come accaduto a Maribor negli ultimi giorni dove non di riuscivano più a reperire celle frigorifere per le salme e dove la protezione civile ha lanciato un allarme disperato. Anche il Presidente della Repubblica Borut Pahor è intervenuto dichiarando che gli accordi presi tra Parlamento e Consiglio UE vanno rispettati e che la Slovenia si riconosce pienamente in essi.

 

Vi sono state reazioni anche in Italia e soprattutto nella confinante regione Friuli Venezia Giulia dove i deputati eletti Debora Serracchiani, Sandra Savino e Renzo Tondo hanno sottolineato i danni di questa posizione slovena che potrebbero ripercuotersi sul nostro Paese per il ritardo dell ‘ erogazione dei fondi del Recovery fund. Una ragione del pronunciamento di Jansa potrebbe essere quella di un aiuto all’ amico Viktor Orban, Premier ungherese, che negli ultimi tempi, con imprenditori a lui collegati , è entrato di forza nell’ economia slovena con una serie di operazioni finanziarie che hanno coinvolto non solo il settore economico ma anche quello sportivo. Una mano tesa verso l’amico Orban che ,in questa occasione ,ha dovuto registrare la rottura del cosiddetto Gruppo di Visegrad in quanto Cechia e Slovacchia non l’ hanno seguito nella contrapposizione all’ Unione Europea. Forse la considerazione , più volte ricordata dalle opposizioni, che la Slovenia non potrebbe permettersi, in caso di una rottura, di rinunciare si finanziamenti europei e ai rapporti economici con la Germania, pena il disastro finanziario totale, ha generato pochi giorni fa’ un altra dichiarazione molto più distensiva di Janez Jansa. Il Premier sloveno ha sostenuto infatti che sia necessario trovare un accordo dichiarandosi a favore di un rafforzamento dell’ Unione Europea. Quasi una marcia indietro rispetto al pronunciamento iniziale anche se il rapporto di amicizia e collaborazione con Viktor Orban rimane molto consistente soprattutto sul tema della lotta contro le migrazioni che ha determinato la costruzione di una rete metallica lunga decine di chilometri sul confine con la Croazia. Inoltre la paura di elezioni anticipate che potrebbero subentrare in caso di crisi di Governo ha fatto da deterrente in quanto ,se è vero che alcune forze politiche rischierebbero di non tornare in Parlamento, lo stesso partito di Jansa, dai sondaggi, non sarebbe premiato.

 

Alessandro Perelli

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