domenica, 9 Maggio, 2021

La Superlega è già tramontata: è la vittoria dei tifosi

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Clamoroso epilogo: dopo le minacce di Uefa e Fifa, le critiche da tutto il mondo politico e le proteste della gente, i sei club inglesi si sono tirati indietro, seguiti in Italia dall’Inter. E’ la grande sconfitta di Juventus e Real Madrid, che però non mollano: “Il progetto va a avanti”

ROMA – E’ durata poco più di una bolla di sapone. Clamoroso ma vero: la Superlega, nata domenica notte e da tutti considerata la miccia che avrebbe fatto esplodere un’autentica bomba nel mondo del calcio, è già tramontata. Nonostante un progetto ampliamente delineato con squadre partecipanti, formule e sponsor (la banca americana JP Morgan pronta ad investire 4 miliardi di euro), le minacce di Uefa e Fifa, le critiche di tutto i leader politici europei e le proteste dei tifosi hanno avuto la meglio. O semplicemente l’ha spuntata il calcio vero.

Reazione a catena dei club inglesi

Delle 12 squadre partecipanti il Manchester City è stato il primo club a tirarsi fuori. Da lì è nata una vera e propria reazione a catena delle società britanniche: Chelsea, Liverpool, Tottenham, Arsenal e Manchester United. Tutte in ritirata. D’altronde i tifosi dei Blues avevano bloccato il pullman della squadra che, lunedì sera, ha giocato la partita di Premier League contro il Brighton. Il tecnico dei Reds, Jurgen Klopp, aveva confessato di essere pronto a dimettersi qualora il suo club avesse confermato la partecipazione. E i Gunners, attraverso una nota ufficiale, si sono addirittura scusati con i propri tifosi. Oltre alle proteste del pubblico, inevitabilmente avranno avuto il loro peso anche le durissime dichiarazioni dei leader politici, schierati insieme contro la Superlega. Senza considerare gli avvertimenti della Uefa, pronta ad escludere le società aderenti già dalle edizioni in corso di Champions ed Europa League (la coppa dalle grandi orecchie sarebbe andata a tavolino al Psg, mentre la Roma si sarebbe trovata direttamente in finale di EL contro il Villarreal) e soprattutto a negare ai giocatori la possibilità di giocare con le proprie nazionali. Uno scenario troppo pericoloso che ha prevalso anche sui futuri ricchissimi guadagni.

Agnelli non molla: “Progetto va avanti”

Ufficializzato il “fuggi-fuggi”, la Uefa ha promesso che non ci saranno punizioni per i club interessati, anzi ha addirittura ringraziato pubblicamente il City per la scelta di tagliarsi fuori. In Italia è stata l’Inter la prima società a tornare sui propri passi. Da tutta questa vicenda, che si può definire come una pessima figura mondiale, ci sono degli sconfitti illustri. Primo fra tutti Florentino Perez, presidente del Real Madrid e numero uno della Superlega, che soltanto qualche ora prima del disgregamento aveva difeso la neonata associazione. Pioggia di critiche anche per Andrea Agnelli. Il presidente della Juventus ha ricevuto attacchi durissimi dal capo della Uefa, Ceferin, che senza mezzi termini lo ha definito “bugiardo” e “serpente”. Non meno tenero il patron del Torino, Urbano Cairo, che in un’infuocata riunione di Lega gli ha dato del “Giuda”. Smentite le dimissioni, c’è però da chiedersi se adesso la Juventus avrà lo stesso peso in campo europeo dopo la rottura dei rapporti diplomatici (ricucire lo strappo è impensabile) con le istituzioni politiche. Dal canto suo Agnelli non getta la spugna, anzi rilancia: “Il progetto va avanti, c’è un patto di sangue tra alcuni club. Uefa e Fifa? Pronti al dialogo”. Ma ora il coltello non è più dalla parte del manico bianconero.

Francesco Carci

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