domenica, 26 Settembre, 2021

La via marxista del Perù, insediato Pedro Castillo

0

Mentre per Maduro in Venezuela e per il regime castrista cubano non tira buon vento, il Perù ha scelto la via marxista per superare le difficoltà economiche e sociali. Dal 28 luglio si è insediato ufficialmente alla guida del Paese Pedro Castillo. La vittoria di Castillo ,dopo sei mesi di verifiche sugli esiti del voto, a causa delle contestazioni e dei ricorsi fatti dalla sua antagonista, la populista di destra Keiko Fujimori ,e stata confermata dalle autorità elettorali che lo hanno confermato Presidente con il 51% dei voti. Il nuovo Presidente è espressione del partito marxista leninista Perù Libre ed è noto per le sue battaglie in favore delle classi meno abbienti e per una ridistribuzione delle ricchezze del Paese con particolare riferimento alle compagnie minerarie accusate di sfruttamento e di utili eccessivi. Appena insediato Castillo non ha deluso le attese dei suoi sostenitori e ha evidenziato quali saranno i punti principali della sua azione politica. Ha promesso la realizzazione di una nuova Costituzione giudicando l’ attuale , che risale al 1993, troppo liberale e aperta a un mercato senza controllo. Ha proposto di rafforzare e istituzionalizzare il sistema delle ronde contadine, cioè quelle organizzazioni di difesa della comunità che ,senza una base giuridica ben delineata, garantiscono la sicurezza e amministrano la giustizia dal basso . Queste verranno estese in tutto il territorio costituendo quasi un altro corpo dello Stato. Ha garantito l’ individuazione e l’ espulsione di quei gruppi delinquenti stranieri che speculano e fanno i loro interessi contro quelli del popolo peruviano. Bontà sua ha garantito il rispetto della proprietà privata lanciando un segnale di pace a quegli imprenditori e gruppi industriali che ,dopo la sua vittoria elettorale, temevano pesanti ripercussioni sui loro patrimoni. Infine ha annunciato la chiusura di Casa Pizzarro , il luogo tradizionale sede dei governi peruviani, che sarà trasformato in un museo. Un programma di grande cambiamento nel solco di quella ideologia marxista di cui è impregnato il suo partito. E di queste intenzioni se ne e’ avuta subito conferma con la sua nomina a Primo Ministro di Guidò Bellido Ugarte, ingegnere eletto nell’ ultima tornata elettorale in Parlamento, strenuo difensore della dittatura cubana. Il nuovo Premier , con nessuna esperienza politica precedente, è invece noto per aver teorizzato favorevolmente il consumo della foglia di coca. Inizia così per il Perù un periodo in cui il Paese andino dovrà cercare di uscire dall’ attuale insoddisfacente situazione economica, basata soprattutto sulle risorse derivate dall’ agricoltura, dalla pesca e dalle risorse minerarie. Proprio nei giorni scorsi un forte terremoto ha investito il Paese , sulla costa centro meridionale non lontano dalla capitale Lima. Crolli di edifici, vittime e feriti hanno contraddistinto il movimento tellurico, non certo il primo per un Paese che ne ha subiti parecchi nel corso di questo secolo. Un problema in più per Pedro Castillo che si aggiunge agli scontri che a Lima hanno visto protagonisti i suoi oppositori politici che hanno organizzato manifestazioni di protesta. Un Perù che rimane sostanzialmente spaccato in due e che Castillo ceca di risollevare con la sua ricetta marxista.

 

Alessandro Perelli

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply