lunedì, 17 Maggio, 2021

Labour party, il nuovo corso di Keir Starmer

0

È proprio vero che con la guida di Keir Starmer il Labour party ha cambiato radicalmente la sua iniziativa politica. Dei pronunciamenti massimalisti del suo predecessore Jeremy Corbyn non rimane più traccia se non nell’ attenzione ai temi del lavoro e alle questioni sociali ma è sui temi economici e sulla politica internazionale che le differenze sono più marcate. Sulla Brexit,per esempio, Starmer, convinto europeista ha smesso di criticare il Premier Boris Johnson per aver dato seguito alla vittoria del referendum e di cavalcare l’idea di proporne un altro per passare ad un confronto serrato sul modo di attuarla. Starmer ha avuto gioco facile nel criticare il Governo conservatore per come si è giunti alla chiusura delle questioni finali ancora in sospeso, chiusura avvenute all’ultimo momento. I laburisti hanno raccolto il malcontento dei pescatori inglesi e scozzesi del tutto insoddisfatti del compromesso raggiunto con la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen che, a loro giudizio, li penalizza a scapito delle imbarcazioni francesi, belghe e olandesi a cui è stato assicurato di poter continuare a pescare nel mare inglese un rilevante quantitativo di merluzzi e altre specie di pesci. Una critica quindi non alla Brexit in se stessa ma al modo in cui viene attuata, un porsi davanti all’ elettorato come partito responsabile di Governo anziché come forza solo di protesta e di opposizione. E la conferma che questa nuova strategia politica coinvolge ormai tutto il partito, salvo ormai sparuti gruppi di nostalgici della vecchia gestione di Corbyn, la si è avuta negli ultimi giorni quando è entrata nel vivo la campagna elettorale per le amministrative di Londra.

 

Il Sindaco laburista della capitale, Sadiq Khan, che intende ripresentarsi, ha assunto posizioni, nel settore economico, che stanno erodendo il consenso dei conservatori, proprio su un terreno che è sempre stato di dominio assoluto del Tory party. Khan ha criticato l’accordo Brexit sottoscritto prima di Natale da Johnson in quanto ha favorito gli esportatori europei nel Regno Unito mentre ha trascurato i servizi finanziari della City, un settore essenziale per l’ economia inglese e che coinvolge lavorativamente ed operativamente più di un milione di persone. E questo danneggiamenti del settore finanziario , sacrificato per chiudere l’intesa con l’Unione Europea, sta producendo danni e preoccupazioni non solo nella capitale londinese e tra le classi più ricche ma anche sul resto del territorio perché sta determinando un crollo dell’ occupazione. E inoltre stanno venendo a mancare le previste entrate fiscali con conseguenze negative , soprattutto per i meno abbienti, sulla efficacia e qualità dei servizi pubblici. E così Khan da una parte e Starmer dall’ altra stanno sfilando il consenso dei conservatori e il carisma di Boris Johnson sulle elites finanziarie e sul mondo operativo e lavorativo che ruota intorno, loro predominio assoluto in passato. Il sei maggio le elezioni per il Sindaco e l’ Assemblea municipale di Londra più alcune elezioni locali ci diranno se i laburisti sono riusciti a recuperare il consenso andato disperso negli ultimi anni recuperando quel ruolo primario che avevano ottenuto con Tony Blair. Sarà un test inevitabilmente di importanza nazionale in un periodo che , causa la pandemia da coronavirus, la Brexit, le richieste indipendentiste della Scozia, ha visto più volte in difficoltà il Governo di Boris Johnson.

 

Alessandro Perelli

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply