mercoledì, 27 Ottobre, 2021

LAMPEDUSA,
ECATOMBE DI MIGRANTI

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LAMPEDUSA-Naufragio-migranti

Più vicina all’Africa che all’Europa, la piccola isola di Lampedusa è già, e da tempo, in piena emergenza. Ed è proprio in questa situazione immobile e preoccupante che si è consumata l’ennesima tragedia. Anzi un’autentica ecatombe. Sono infatti oltre 130 le vittime recuperate, ma mancano altri 250 dispersi del naufragio consumatosi nella notte di mercoledì provocato, secondo le prime ricostruzioni, da un incendio. Ma se da una parte lo sdegno e la rabbia si sono levati all’unisono – dal mondo politico e istituzionale  – dall’altra l’accusa contro l’Europa che ha lasciato l’Italia da sola a gestire il fenomeno dilagante dei migranti rischia sempre più di essere unanime. O meglio, la comunità internazionale ha lasciato un’altra volta sola Lampedusa. L’isola è abitata da un popolo generoso, sempre pronto a salvare chi si affida alle onde del mare alla ricerca di un porto sicuro, ma è sempre e soltanto una piccola isola.

NENCINI: SERVONO POLITICHE DI INCLUSIONE E ACCOGLIENZA – «I nostri mari del sud ci hanno già restituito centinaia di morti. Con i satelliti ci vedono anche quando andiamo alla toilette… Come è possibile non vedere un barcone di disperati che chiede aiuto? È l’ennesima tragedia che si ripete. Non è più possibile chiudere gli occhi su responsabilità che non sono lontane da noi». È il commento di Riccardo Nencini, senatore e segretario del Psi. «Donne, uomini e bambini, disperati, fuggono dalla miseria e dalla fame, da Paesi segnati da conflitti e tensioni sociali,  e trovano la morte» – aggiunge il segretario del Psi. «Bisogna affrontare una emergenza umanitaria di queste proporzioni con serie politiche dell’inclusione e dell’accoglienza. Il nostro governo e l’Europa intervengano urgentemente per porre fine a tragedie simili».

BUEMI: L’EUROPA SI OCCUPI DI ESSERI UMANI – Secondo il senatore Enrico Buemi, capogruppo Psi in Commissione Giustizia – e presentatore di una proposta di legge di riforma sull’immigrazione e sull’abolizione dei Centri di identificazione ed espulsione (Cie) – è necessario «cambiare immediatamente la Bossi – Fini, fabbrica di naufraghi e annegati senza nome. L’Europa che è prolifica di direttive su cani, galline e formaggi, si occupi una volta tanto seriamente degli esseri umani». Buemi ha poi ricordato gli accordi di Schengen grazie ai quali «i confini Sud dell’Italia non sono solo italiani, ma anche dell’Europa. Le missioni umanitarie sono indispensabili anche nel Mediterraneo, dove muoiono ogni giorno decine e centinaia di persone, senza nome e con uguali diritti degli altri cittadini di altri Paesi ad essere assistiti e salvati dalla Comunità internazionale». «L’Europa abbandoni i suoi egoismi e smetta di essere solo l’Europa delle banche – ha concluso il senatore socialista –  diventi il riferimento di comportamenti all’altezza della propria cultura umanitaria e sociale».

DI GIOIA: DOBBIAMO RECUPERARE CULTURA DELL’ACCOGLIENZA – Il deputato socialista Lello Di Gioia ha lanciato l’invito affinchè l’Italia recuperi «una grande cultura dell’accoglienza, avendo sicuramente delle regole». Dinanzi a una tragedia di questa portata «dobbiamo essere uniti: la dimostrazione di un  popolo unito di fronte a questi drammi è quella di una giornata di lutto  nazionale, per dimostrare il nostro senso di responsabilità, di  accoglienza, di capacità, soprattutto di capire quello che sta accadendo in quella parte del mondo». Di Gioia ha voluto sottolineare che il popolo italiano è capace di farlo «sapendo che dobbiamo ricostruire delle regole e sapendo che la nostra presenza in Europa può e deve garantire, anche lì, uno nuovo meccanismo dell’accoglienza e dei sistemi migratori che abbiamo».

IL CORDOGLIO DEI SOCIALISTI SICILIANI – Cordoglio e dolore è stato espresso anche dai socialisti siciliani che hanno ricordato le oltre ventiseimila vittime nel canale di Sicilia che negli ultimi decenni denunciano l’impotenza dell’Europa, e anche della legge Bossi Fini. «Tutte le misure sin qui adottate e lo stesso intervento accorato di Papa Francesco non hanno scongiurato le due ultime tragedie di questi giorni. Non bastano più le espressioni spesso ipocrite dei governanti di turno in Europa. L’Europa deve aiutare e rafforzare il pattugliamento nel Mediterraneo oppure coprire i costi supplementari dell’azione di sicurezza che svolge la nostra marina aumentando i fondi di dotazione assegnati in quanto insufficienti». Secondo gli esponenti Psi della Sicilia è inoltre necessaria la creazione di uno «specifico ufficio dell’Ue che, in contatto con i Paesi mediterranei, che sappia vigilare, prevenire e assistere i migranti che provengono da Paesi in guerra o colpiti da carestie e povertà. La tragedia del Continente africano si deve anche al ridotto aiuto dei Paesi ricchi ed ai tentativi mai sopiti di colonizzazione delle risorse minerarie ingenti di vari Paesi africani».

Silvia Sequi

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