martedì, 26 Ottobre, 2021

L’app Uber continua
a collezionare nemici

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Uber-taxi-Francia-protestaIl caso Uber non ci molla! La start up più odiata dai tassisti di tutto il mondo continua a collezionare nemici. Questa volta a voltarle le spalle è stata la Francia. Lunedì 15, un gran numero di taxi ha bloccato le strade che collegano la capitale agli aeroporti di Orly e di Roissy-Charles de Gaulle in segno di protesta. A far infuriare ancora di più i tassisti è stata la decisione del Tribunale di commercio di Parigi che venerdì scorso ha dichiarato che UberPop (linea più economica dove chiunque, dopo aver superato un colloquio, può mettersi a disposizione con la propria auto per offrire il servizio ) non è illegale. I creatori e gli autisti di Uber non hanno però avuto neanche il tempo di festeggiare la vittoria della causa contro le associazioni dei tassisti, che Pierre-Henry Brandet, il portavoce del Ministero dell’Interno, ha annunciato, secondo la legge Thévenoud, l’uscita di UberPop dal mercato a partire dal 1 gennaio 2015.

L'”operazione lumaca”, la protesta dei tassisti parigini, ha portato i suoi frutti segnando un punto a loro favore. Ma la start up, come al solito, non cede e dichiara il fermo rifiuto di sospendere questa attività. L’azienda americana che opera in 200 città di 45 Paesi e che vale 32 miliardi di euro, è tanto tenace quanto odiata. A dichiararle guerra moltissimi Paesi, tra cui la Spagna, la Germania, il Brasile e l’India. Ed anche la sua reputazione vacilla. Non si sono ancora spente le polemiche sorte intorno ad Uber in occasione dei recenti eventi di Sidney.

l costo della corsa per lasciare il centro finanziario della città mentre era in corso l’attacco armato è improvvisamente quadruplicato. Ed a nulla sono valse le giustificazioni dell’azienda facendo riferimento a sistemi automatici di pricing a fonte di oscillazioni della richiesta del servizio. Anche lo sdegno prodotto dalla violenza subita da una donna ventiseienne in India da parte di un conducente Uber ha avuto un’eco mondiale, minando il senso di affidabilità dell’applicazione. Il dibattito è dunque aperto non solo sui temi di monopolio, concorrenza, economicità, efficienza, ma ora anche di etica e sicurezza.

Francesca Fermanelli

 

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