lunedì, 18 Ottobre, 2021

L’appello dell’Onu: servono 35 miliardi per il coronavirus

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Oggi, le Nazioni Unite hanno lanciato un appello umanitario record per 35 miliardi di dollari di aiuti nel 2021, con la pandemia di Covid-19 che ha fatto precipitare centinaia di milioni di persone nella povertà.
Con lo shock provocato dal nuovo coronavirus, il numero di persone bisognose di aiuti umanitari nel mondo raggiungerà un nuovo record di circa 235 milioni, un aumento del 40% in un anno secondo i piani di intervento umanitario coordinati dall’Onu.
I fondi richiesti dalle Nazioni Unite e dai loro partner, attraverso 34 piani, mirano ad aiutare in 56 paesi circa 160 milioni di persone (dei 235 milioni) tra le più vulnerabili che affrontano la fame, i conflitti, gli sfollamenti e le conseguenze del cambiamento climatico e della pandemia.
Mark Lowcock, responsabile per gli affari umanitari dell’Onu, in una conferenza stampa ha affermato: “Quest’anno l’aumento è quasi interamente dovuto al Covid-19, che ha ucciso almeno 1,46 milioni di persone in quasi un anno. Il quadro che presentiamo è il più cupo che abbiamo mai presentato in termini di future esigenze umanitarie”.

Mark Lowcock ha anche commentato: “Se tutti coloro che hanno bisogno di aiuti umanitari vivessero nello stesso Paese, si tratterebbe della quinta maggiore nazione del mondo, la pandemia ha massacrato i Paesi più fragili e vulnerabili. Cerchiamo sempre di raggiungere circa due terzi dei bisognosi, laddove altre organizzazioni, come la Croce Rossa, cercheranno di occuparsi del restante”.
Lowcock ha spiegato che quest’anno i donatori hanno stanziato la cifra record di 17 miliardi di dollari per le operazioni umanitarie, aiuti che hanno raggiunto il 70% delle persone bisognose.
Il funzionario Onu ha poi sottolineato che i 35 miliardi di dollari chiesti per il 2021 sono una cifra molto piccola se paragonata a quanto i Paesi ricchi hanno speso per proteggere i loro cittadini durante la pandemia. La maggiore preoccupazione espressa da Lowcock è quella di scongiurare carestie in Yemen, Afghanistan, Nigeria nordorientale, Sud Sudan, Repubblica Democratica del Congo e Burkina Faso.
Inoltre, Lowcock si è lamentato: “C’è un pericolo chiaro e presente di una carestia di scala davvero larga in Yemen e la principale ragione di ciò è che alcuni Paesi molto importanti che fornirono parecchio aiuto alle nostre operazioni di sostegno nel 2018 e nel 2019 non hanno fatto lo stesso nel 2020 e si tratta di Paesi del Golfo”.

La povertà nel mondo è una piaga annosa dell’umanità, oggi aggravata dalla pandemia. Quello che sta facendo l’Onu è indispensabile, ma non sarà mai sufficiente finché i Paesi poveri non verranno aiutati a superare la povertà strutturale che li affligge.

 

Salvatore Rondello

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