domenica, 28 Novembre, 2021

Lavoro, invariati nel 2021 gli importi dell’assegno di incollocabilità

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Covid-19
RIDOTTA INCIDENZA DEL VIRUS SU INFORTUNI SUL LAVORO E CASI MORTALI

Se nel 2020 l’incidenza media delle denunce da Covid-19 sul totale di tutti gli infortuni sul lavoro segnalati all’Inail è stata di una ogni quattro, nei primi nove mesi di quest’anno è scesa a una su 12. A rilevarlo è il 20esimo report nazionale elaborato dalla Consulenza statistico attuariale Inail pubblicato recentemente insieme alle nuove schede di approfondimento regionali, che sottolinea come sia calata anche l’incidenza dei decessi provocati dal virus sul totale dei casi mortali, passata da circa una denuncia su tre nel 2020 a una su cinque quest’anno. Il 2021, con 33.610 contagi di origine professionale denunciati, pesa al momento il 18,5% sul totale degli infortuni da Covid-19 pervenuti da inizio pandemia. In confronto ai primi nove mesi del 2020, in particolare, i casi di contagio rilevati tra gennaio e settembre di quest’anno, benché non consolidati, sono in calo del 40%, quelli mortali del 43,4%.
Rispetto al monitoraggio di fine agosto l’incremento è dello 0,9%. Le infezioni da Covid-19 di origine professionale denunciate all’Istituto dall’inizio della pandemia alla data dello scorso 30 settembre sono 181.636. In confronto ai 179.992 casi riscontrati dal monitoraggio del mese precedente, le denunce in più sono 1.644 (+0,9%), di cui 596 riferite a settembre e 331 ad agosto 2021. Gli altri 717 casi sono per il 57% riferiti agli altri mesi di quest’anno e il restante 43% al 2020. Il consolidamento dei dati permette, infatti, di acquisire informazioni non disponibili nelle rilevazioni e nei mesi precedenti. I decessi sono 762, 15 in più rispetto al monitoraggio mensile di fine agosto, e concentrati soprattutto nel 2020, che raccoglie quasi tre quarti (72,6%) di tutti i casi mortali da contagio segnalati all’Inail alla data dello scorso 30 settembre, con aprile (194 deceduti) e marzo (140) ai primi due posti. Il 2021, con 209 decessi da Covid-19 nei primi nove mesi, pesa invece al momento per il 27,4% sul totale dei casi mortali da nuovo Coronavirus pervenuti all’Istituto da inizio pandemia. A morire sono soprattutto gli uomini (82,9%) e i lavoratori nella fascia di età 50-64 anni (71,8%), con un’età media dei deceduti di 58,5 anni (57 per le donne, 59 per gli uomini).
Più di quattro denunce su 10 nella fascia 50-64 anni.  Allargando l’analisi a tutte le infezioni di origine professionale, l’età media dei contagiati scende a 46 anni per entrambi i sessi, con il 42,5% delle denunce nella fascia 50-64 anni, il 36,6% in quella 35-49 anni, il 18,9% tra gli under 35 e il 2% tra gli over 64, e il rapporto tra i generi si inverte. La quota femminile, difatti, è pari al 68,4% e supera quella maschile in tutte le regioni, con le sole eccezioni della Calabria, della Sicilia e della Campania, dove l’incidenza delle lavoratrici sul complesso dei contagi sul lavoro è, rispettivamente, del 48,5%, 46,0% e 44,3%. L’86,4% delle denunce riguarda lavoratori italiani, percentuale che sale al 90,7% per i casi mortali. Tra gli stranieri, le comunità più colpite sono quella rumena (con il 20,9% dei lavoratori stranieri contagiati), peruviana (12,6%), albanese (8,1%), moldava (4,6%) ed ecuadoriana (4,1%). Per quanto attiene gli eventi mortali, invece, con il 15,5% dei decessi occorsi agli stranieri, la comunità peruviana precede quelle albanese (12,7%) e rumena (8,5%).
Da febbraio osservata una flessione significativa del fenomeno. Anche rispetto alla professione dei lavoratori contagiati si osserva in generale un calo significativo delle denunce a partire da febbraio di quest’anno, con incidenze in riduzione per alcune categorie, tra le quali le professioni sanitarie che nell’ultimo trimestre mostrano, però, segnali di ripresa delle infezioni. Altre professioni, con il ritorno alle attività, hanno visto invece aumentare l’incidenza dei casi di contagio in confronto allo scorso anno. È il caso, per esempio, degli impiegati addetti alla segreteria e agli affari generali, degli impiegati addetti al controllo di documenti e allo smistamento e recapito della posta e degli insegnanti di scuola primaria.

Invalidità Civile
INPS: COMUNICAZIONI DEI REDDITI PER IL CALCOLO DELLE PRESTAZIONI

I titolari di prestazioni di invalidità civile ancorate al reddito (per esempio assegno mensile o pensione di inabilità) sono tenuti per legge a comunicare annualmente i propri redditi all’Inps (modello Red) o all’Agenzia delle entrate (730, Unico) per il calcolo delle prestazioni di invalidità civile.
In assenza di tale comunicazione, l’Inps ha inoltrato vari solleciti per la presentazione della documentazione. Coloro che ad oggi non hanno segnalato i redditi stanno ricevendo dall’Inps una raccomandata, con cui viene comunicata la sospensione temporanea dei trattamenti di invalidità civile in godimento.
Le prestazioni saranno nuovamente erogate solo dopo che l’interessato, beneficiario della pensione, avrà trasmesso all’Istituto i redditi mancanti inotrando domanda di ricostituzione reddituale, accedendo direttamente con il proprio Spid, Cie e Cns al sito web dell’Istituto (www.inps.it) ovvero tramite i servizi offerti dai Patronati delegati a tale attività.
Una volta sospesa la prestazione, gli interessati avranno ulteriori 120 giorni di tempo per segnalare i redditi mancanti relativi agli anni dal 2017 al 2021. Dopo i 120 giorni la prestazione sarà definitivamente revocata e saranno recuperate le erogazioni non dovute.
In questa fase non sono interessate le pensioni corrisposte ai beneficiari con amministratore di sostegno o con rappresentante legale o con tutore che non abbiano comunicati i redditi: per loro la comunicazione della sospensione sarà inviata nei primi mesi del prossimo anno.

 

Lavoro
ASSEGNO DI INCOLLOCABILITA’: IMPORTI 2021

Restano invariati nel 2021 gli importi dell’assegno di incollocabilità, la prestazione economica mensile erogata a quei lavoratori che per invalidità causata da infortunio o malattia professionale non possono usufruire dell’assunzione obbligatoria perché impossibilitati a lavorare.
Lo ha recentemente confermato il Ministero del Lavoro, stabilendo nella misura di euro 263,27 l’importo mensile dell’assegno di incollocabilità con decorrenza dal 1° luglio 2021. La cifra è pari a quella vigente al 1° luglio 2020.
Di che si tratta
L’assegno di incollocabilità è una prestazione economica, erogata agli invalidi per infortunio o malattia professionale che si trovano nell’impossibilità di fruire dell’assunzione obbligatoria. I requisiti per essere ammessi a godere della prestazione sono:
età non superiore ai 65 anni;
grado di inabilità non inferiore al 34%, riconosciuto dall’Inail secondo le tabelle allegate al Testo Unico (d.p.r. 1124/1965) per infortuni sul lavoro verificatesi o malattie professionali denunciate fino al 31 dicembre 2006;
grado di menomazione dell’integrità psicofisica/danno biologico superiore al 20%, riconosciuto secondo le tabelle di cui al d.m. 12 luglio 2000 per gli infortuni verificatisi e per le malattie professionali denunciate a decorrere dal 1° gennaio 2007.
L’importo dell’assegno viene corrisposto mensilmente insieme alla rendita diretta per inabilità permanente ed è rivalutato annualmente, con apposito decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, sulla base della variazione effettiva dei prezzi al consumo.
L’importo
L’importo dell’assegno è, come detto, soggetto a rivalutazione annuale considerando la variazione effettiva dei prezzi al consumo. Il nuovo importo rivalutato del sostegno economico erogato nei confronti degli invalidi di guerra, del servizio o del lavoro con un’età inferiore a 65 anni, resta confermato, come già nel 2020, a 263,37 euro.
Come fare domanda
Per avere diritto all’assegno, il lavoratore deve fare specifica richiesta alla sede Inail d’appartenenza. La domanda deve comprendere, oltre ai dati anagrafici, la descrizione dell’invalidità (lavorativa ed extra-lavorativa, se esistente) e la fotocopia del documento di identità. In caso di invalidità extra-lavorativa, dovrà essere presentata la relativa certificazione.
Una volta che l’Inail accerta la sussistenza dei requisiti, il centro medico legale della sede competente verifica con apposita visita medica i requisiti sanitari prescritti dalla legge. In caso di esito positivo, comunica all’interessato l’erogazione dell’assegno di incollocabilità. In caso negativo, gli specifica le motivazioni del rigetto.
Come viene erogato
L’assegno viene erogato mensilmente insieme alla rendita tramite i seguenti canali:
accredito su conto corrente bancario o postale;
accredito su libretto di deposito nominativo bancario o libretto di deposito nominativo postale;
accredito su carta prepagata dotata di codice Iban;
tramite gli Istituti di credito convenzionati con l’Inps per i titolari di rendita che riscuotono all’estero.
Solo per importi non superiori a 1.000 euro, è prevista la possibilità di pagamento in contanti presso gli sportelli bancari o postali.

 

Info Cig in MyInps. Dopo Roma, Napoli e Milano
LIVE CHAT ATTIVA ANCHE PER BARI, PALERMO E TORINO

L’Inps ricorda che da lunedì 11 ottobre 2021, il servizio di chat live Info Cig, sperimentalmente riservato ai lavoratori residenti a Roma, Napoli, Milano e rispettive province, è accessibile anche ai lavoratori residenti a Bari, Palermo, Torino e province.
Il servizio di chat live consente, ai lavoratori destinatari di una prestazione di integrazione salariale a pagamento diretto, di attivare una conversazione via chat con un consulente dell’Istituto, per ricevere informazioni sullo stato di lavorazione delle domande.
Per usufruire del servizio è sufficiente accedere tramite le proprie credenziali a MyInps, l’area personale che permette di organizzare i contenuti di proprio interesse, rendendo più efficaci la navigazione, la comunicazione e la gestione online dei servizi. Dopo l’accesso a MyInps, bisogna selezionare la sezione “Comunica con l’Inps”, nel menu sulla sinistra, cliccare su Info Cig e poi sul pulsante “Parla con un operatore”. Per maggiori dettagli sul servizio è possibile consultare anche un apposito video tutorial.
La chat live del servizio Info Cig, attualmente attivo dal lunedì al venerdì, dalle 15 alle 18, al termine della sperimentazione sarà aperta anche ai lavoratori residenti nel resto del territorio nazionale, con estensione della fascia oraria nella quale sarà possibile collegarsi. L’ampliamento del servizio verrà reso noto con comunicati stampa, avvisi sul sito e sui canali social dell’Istituto.

 

Carlo Pareto

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