venerdì, 18 Giugno, 2021

Lavoro: nuove assunzioni, ma solo per specialisti Covid

0

Osservatorio RdC/pDc/Rem
INPS: DATI AL 4 DICEMBRE
È stato pubblicato l’ Osservatorio sul Reddito e Pensione di cittadinanza con i dati aggiornati al 4 dicembre 2020, relativi ai nuclei percettori di Reddito e Pensione di cittadinanza nel periodo aprile 2019-novembre 2020, ai nuclei percettori di Reddito di emergenza (articolo 82, decreto-legge 34/2020) per il periodo maggio 2020-agosto 2020 e ai nuclei percettori di Reddito di Emergenza (articolo 23, decreto-legge 104/2020) per il periodo settembre 2020-novembre 2020.
Alla data del 4 dicembre 2020, 2.419.513 di nuclei familiari hanno presentato una domanda di Reddito/Pensione di cittadinanza all’Inps: 1.592.930 sono state accolte, 233.123 sono in lavorazione e 593.460 sono state respinte o cancellate. Da aprile 2019 a oggi 193.107 nuclei sono decaduti dal diritto.
Il numero totale dei nuclei percettori di Rdc/Pdc ammonta a 1.209.381. Il numero di quelli residenti nelle regioni del Sud e delle Isole ammonta a 745.906, seguito da quello dei nuclei residenti nelle regioni del Nord, pari a 278.097, e da quello dei residenti nel Centro, pari a 185.378.
Per quanto attiene il Reddito di emergenza ai sensi dell’articolo 82, decreto-legge 34/2020, risultano aver fatto domanda 599.964 nuclei: 291.724 domande sono state accolte, 304.783 sono state respinte, mentre 3.457 sono in attesa di definizione.
Per il Reddito di emergenza ai sensi dell’articolo 23, decreto-legge 104/2020, risultano aver fatto domanda 435.518 nuclei: 253.403 domande sono state accolte, 176.776 sono state respinte, mentre 5.339 sono in attesa di definizione.
La distribuzione geografica delle domande pervenute rispecchia quella già osservata per il Reddito di cittadinanza: maggiore concentrazione nelle regioni del Sud e delle Isole, a seguire le regioni del Nord e infine quelle del Centro.

 

Nota congiunta sull’occupazione
ONLINE I DATI DEL TERZO TRIMESTRE 2020
L’Istat, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’Inps, l’Inail e l’ Anpal hanno di recente pubblicato sui rispettivi siti istituzionali la Nota trimestrale congiunta sulle tendenze dell’occupazione del terzo trimestre del 2020.
Nella Nota è presente l’approfondimento sull’andamento dei flussi giornalieri di assunzioni e cessazioni dei rapporti di lavoro dipendente (Comunicazioni obbligatorie rielaborate), al fine di dar conto degli effetti dell’emergenza sanitaria da Covid-19.
Sono inoltre allegate alla Nota le serie storiche dei seguenti dati:
i flussi di attivazione, cessazioni e trasformazioni per settore di attività economica e tipologia contrattuale (Comunicazioni obbligatorie rielaborate, fornite dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali);
gli stock delle posizioni lavorative dipendenti nelle imprese industriali e dei servizi (Oros, Istat);
i flussi di attivazioni, cessazioni e trasformazioni per classe dimensionale e tipologia contrattuale ( Uniemens, Inps).

 

Osservatorio sul precariato
INPS: PUBBLICATI I DATI DI SETTEMBRE 2020
È stato recentemente pubblicato dall’Inps l’Osservatorio sul precariato con i dati di settembre 2020. Le assunzioni nel settore privato nei primi nove mesi del 2020 sono state 3.801.330. Rispetto allo stesso periodo del 2019 la contrazione è stata molto forte (-34%) per effetto dell’emergenza legata alla pandemia da Covid-19 che ha determinato la caduta della produzione e dei consumi.
Tale concentrazione particolarmente negativa ad aprile (-83%), risulta progressivamente attenuarsi in corrispondenza dell’allentamento delle misure restrittive, scendendo sotto il 20% sia a luglio che ad agosto, riportandosi sopra tale livello nel mese di settembre (-23%). Il calo ha riguardato tutte le tipologie contrattuali. In maniera nettamente accentuata ciò si osserva per le assunzioni con contratti di lavoro a termine (intermittenti, somministrati, a tempo determinato).
La dinamica dei flussi
Le trasformazioni da tempo determinato nel periodo gennaio-settembre 2020 sono risultate 375.637, anch’esse in flessione in confronto all’analogo lasso di tempo del 2019 (-31%; -28% per il mese di settembre), quando il loro volume era risultato eccezionalmente elevato, anche per effetto dell’impatto delle modifiche normative dovute al decreto Dignità.
Le conferme di rapporto di apprendistato giunti alla conclusione del periodo formativo risultano per il periodo gennaio-settembre 2020 ancora in crescita (+10% sul corrispondente periodo del 2019).
Le cessazioni nel complesso sono state 4.058.020, in forte diminuzione rispetto al medesimo lasso di tempo dell’anno precedente (-21%). Tale diminuzione è stata particolarmente accentuata per i contratti a tempo indeterminato e di apprendistato nel periodo marzo-settembre (-33% per entrambi sullo stesso periodo del 2019), per effetto anche dell’introduzione il 17 marzo (decreto Cura Italia) e la successiva riconferma (decreto Rilancio e decreto Agosto) del divieto di licenziamento per ragioni economiche.
Nel periodo gennaio-settembre 2020, 58.023 rapporti di lavoro (assunzioni e trasformazioni a tempo indeterminato) hanno usufruito dei benefici previsti dall’esonero triennale strutturale per le attivazioni di contratti a tempo indeterminato di giovani fino a 35 anni, valore in decremento in confronto al medesimo periodo dell’anno precedente (-31%). I rapporti così incentivati costituiscono il 5% del totale dei rapporti a tempo indeterminato attivati.
Il lavoro occasionale
Il Covid-19 ha determinato anche la contrazione dei lavoratori impiegati con Contratti di prestazione occasionale (Cpo): ad aprile essa risultava pari al -78%; nei mesi successivi si è progressivamente attenuata fino al -14% di agosto (16.619 lavoratori impegnati contro 19.384 a settembre 2019). L’importo medio mensile lordo della remunerazione effettiva risulta a settembre pari a 245 euro, in salita rispetto all’anno precedente.
I lavoratori pagati con i titoli del Libretto di famiglia (Lf) a settembre 2020 sono stati 11.494 riportandosi sui livelli precedenti all’inizio della pandemia. Anche l’importo medio mensile lordo della remunerazione di questi lavoratori è tornato ai livelli precedenti la pandemia (193 euro a settembre 2020 contro 175 a settembre 2019), mentre nel periodo tra marzo e agosto oscillava tra i 500-600 euro.

 

Lavoro
ASSUNZIONI, MA SOLO PER SPECIALISTI COVID
Sotto la scure delle restrizioni imposte a diverse attività economiche con la seconda ondata pandemica crolla l’occupazione. Nel mese di dicembre scendono a quasi 192mila gli ingressi previsti dalle imprese, con una flessione rispetto all’anno precedente che supera il 36%. E in prospettiva lo scenario non sembra essere migliore. A calare è, infatti, anche la quota di imprese che programmano assunzioni che, attestandosi ora sull’8%, registra 2 punti percentuali in meno in confronto a novembre e, 5 rispetto a ottobre.
È, invece, in forte risalita la ricerca di professionisti in grado di fronteggiare la pandemia: medici, tecnici della salute, specialisti in sanificazione. Questa la fotografia scattata dal Bollettino del Sistema informativo Excelsior sulle previsioni occupazionali di dicembre realizzato da Unioncamere e Anpal.
I comparti più in difficoltà
Ad essere colpite maggiormente dalle restrizioni sono le imprese dei servizi turistici, alloggio e ristorazione (-56,9% le entrate programmate in confronto a dicembre 2019); dei servizi culturali (media e della comunicazione -55,2%); e le imprese del commercio (-38,6%). Va meglio per i servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio (-16%) e per i servizi legati all’Ict (-21,7%) anche per il progressivo ricorso agli acquisti on line.
Sul fronte dell’industria sono fortemente in flessione le previsioni delle imprese dei comparti lavorazione dei minerali non metalliferi (-47,8%), metallurgia e prodotti in metallo (-41,4%), della carta, cartotecnica e stampa (-35,5%). Significativo anche la decrescita delle entrate programmate dalle industrie meccaniche ed elettroniche (-34,7%), mentre – secondo quanto emerge dal Rapporto – registrano una flessione più contenuta le industrie chimiche farmaceutiche, le industrie alimentari e le industrie del legno e del mobile (rispettivamente -26,7%, -28,9% e -29,5%).
Specialista anti-Covid
Nonostante il significativo abbassamento degli ingressi programmati dalle imprese di tutti i comparti economici, è in ascesa la domanda di alcune figure professionali particolarmente legate alla salute, alla gestione della sicurezza sanitaria, alla transizione digitale e alle discipline scientifiche. In particolare, – sottolinea il Bollettino – sale la richiesta di medici e tecnici della salute (rispettivamente del 3,6% e 10,5%), così come delle figure professionali specializzate nelle attività di igienizzazione e pulizia (+31,5%). In crescita anche la domanda di specialisti in scienze matematiche, informatiche, chimiche, fisiche e naturali (+16%), professioni che applicano e rendono disponibili conoscenze e competenze Stem utili a fronteggiare la crisi economica, sociale e sanitaria che ha investito il Paese.

 

Carlo Pareto

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply