domenica, 9 Maggio, 2021

Le 99 parole di Andrea, Il mito di Enea, Ebrei a Roma, Il genocidio armeno, Gli elefanti e le formiche

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SFORBICIATE LIBRI – Ciascuno di noi ha le sue parole prescelte: 90, 100, 150… C’è una scrittrice italiana, poco conosciuta ma i suoi libri vengono tradotti in ben 27 paesi, forse perché vive a Parigi ed ha un nome, che in Italia, è di genere maschile, Andrea Marcolongo. Le sue parole preferite sono 99 ed è autrice di “Alla fonte delle parole” (Mondadori). Lei sostiene che bastano 99 parole per riappropriarsi del mondo, per ritrovare una voce che, altrimenti, si perderebbe nell’estrema confusione esistente, per ribellarsi, per ritrovare sé stessi. E’ probabile. Personalmente sono convinto che di parole ne bastano molto meno. L’autrice però utilizza questo èscamotage d’effetto per analizzare le “sue“ parole che, osserva,  ”sono un giardino da coltivare con pazienza ogni giorno”. E, per prendersi cura delle parole, è necessario riappropriarsi della loro storia, delle loro radici, del loro significato originario, del loro lungo viaggio per arrivare sino a noi. Vogliamo un esempio? Prendiamo la parola “solitudine”. Non è quella da “isola deserta”, come i 28 anni trascorsi da Robinson Crusoe da solo in un’isola del Venezuela, ma è quella “che ci prende e che più ci fa soffrire, è quella sorta di apnea che si prova nel sentirsi sì soli, ma in mezzo a molti”. Un lavoro, quello di questa scrittrice, curioso, di grande interesse, che “scava”, col pretesto delle parole, dentro di noi, nella nostra coscienza, in profondità,nella nostra cultura.

 

Dalle parole ai miti. Sì perché uno dei miti più rilevanti, soprattutto nella storia romana, è quello di Enea. A questa figura mitologica molto ingombrante si è dedicato uno storico rigoroso, come Mario Lentano (“Enea.L’ultimo dei troiani ,il primo dei romani”,Salerno editrice) .E’ la prima volta che questa casa editrice ospita, nella sua prestigiosa collana “Profili”) la biografia, anzi le biografie,del celeberrimo guerriero in fuga da Troia in fiamme, con sulle spalle il vecchio padre Anchise (un segnale ammonitore per i giovani … ).E’ questo l’unico caso di una biografia di un mito, all’interno di una numerosa serie di biografie storiche di personaggi autentici (come Pompeo, Augusto, Diocleziano, ecc.).Le ragioni di questa eccezione le spiega lo stesso autore, affermando che il mito di Enea ha sempre influenzato buona parte della letteratura greca e romana. Ed è anche per questo motivo che non esiste solo una storia di Enea, ma tante storie, con tante nascite,vicende esistenziali e tante “verità” sulla morte”. L’autore, studioso appassionato della storia greco-romana e della mitologia, si diverte molto, suggerendo anche ipotesi suggestivo su questo eroe troiano che ha lasciato una impronta indelebile nella storia dell’umanità che ancora oggi fa molto discutere.

 

Occupiamoci adesso di due libri sui diritti umani. Il primo è stato scritto da una insegnante montessoriano negli anni 80, Giovanna Alatri, ”Ebrei a Roma. Asili infantili dall’Unità alle leggi razziali” (Fefè editore). Con prefazione di Riccardo Di Segni e introduzione di Paolo Mieli. E’ un libro frutto di ricerche in archivi pubblici e privati per documentare le traversie dei 4000 ebrei del ghetto di Roma (la persecuzione ,la demolizione del quartiere storico, le discriminazioni subite da questa comunità.In questo scenario si è sempre posto,con grandi difficoltà,il problema dell’assistenza all’infanzia. Di tutto questo parla il libro di Giovanna Alatri, che racconta come sono nati gli asili,i programmi didattici, gli ostacoli incontrati, nel corso della storia, comprese le interferenze dei diversi papi e il feroce attacco nazista alla comunità ebraica romana.
Il secondo libro (Taner Akcam, “Killing Orders” ), a cura di Antonia Arslan, è stato pubblicato da Guerini e associati . E’ questa una casa editrice benemerita, che ha dedicato negli anni uno spazio considerevole alle tematiche sul genocidio armeno.

L’autore è il primo storico turco che si è occupato del massacro di oltre un milione e mezzo di armeni da parte dei militari turchi e dalle bande associate. Akman ha subito persecuzioni e condanne dallo Stato turco,fra cui una sentenza a dieci anni di carcere. Dopo un anno di detenzione è riuscito a fuggire in Germania. Ora insegna in una università americana .Con i documenti pubblicati nel libro ( i telegrammi di Talat Pasha,l’architetto del “Metz Yeghern”, il Grande Male) viene confermato il genocidio degli armeni, il primo del XX secolo e si smentisce ,ancora una volta, l’ostinato negazionismo, come ribadisce anche la scrittrice Antonia Arslan nella sua prefazione ,suggestiva e commovente.

 

Infine, una segnalazione su libri di altra natura. Una piccola casa editrice ,specializzata su temi attinenti la digitalizzazione e la proprietà letteraria ( Sprint- Soluzioni editoriali) ha pubblicato un interessante libro di un esperto ,Stefano Sandri: “Cognitivismo e proprietà intellettuale” .L’autore è un avvocato, un docente universitario ed è considerato uno degli esperti più accreditati nel campo del diritto di marchio e design a livello internazionale. Ha pubblicato numerosi libri e di recente ha curato-sempre per la grintosa Sprint – un libro su “Il futuro della proprietà intellettuale alle nostre spalle ( PI- Avantgarde) “. Non chiedetemi di illustrare i contenuti ,estremamente tecnici, di queste due pubblicazioni. Ma chi si occupa di queste materie sa di che cosa parlo. Mi limito a segnalare che a volte è bello constatare che tra gli elefanti (cioè le grandi case editrici ) si possono trovare anche delle formiche orgogliose che trovano spazio di mercato, soprattutto se si specializzano sul terreno della qualità.


Aldo Forbice

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