lunedì, 10 Maggio, 2021

Le Agorà. Il parlatorio di Bettini fermo all’89

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La nostalgia non lascia mai casa a sinistra. Come nelle lunghe riunioni del vecchio Pci, ieri Bettini ha lanciato il suo Le Agorà con una maratona di sei ore online.
Moltissimi gli interventi, la sinistra “più a sinistra” dei dem, Gianni Cuperlo, Andrea Orlando, Enrico Rossi, Massimo Brutti, Elly Schlein, Mario Tronti, Roberto Speranza, Massimiliano Smeriglio, Dario Franceschini, con lo scopo di ritornare alla vecchia bandiera di ideali: il welfare e i poveri. Una sorta di ‘Francescanesimo’ politico, tanto che il manifesto si richiama al “cristianesimo e al socialismo”. Da qui la prima contraddizione, non tanto per l’accoppiata, quanto rispolverare il socialismo dopo che per trent’anni sono stati bisfrattati gli eredi di via del Corso 476, e soprattutto dopo che riecheggia in alcune parole la nostagia per quel comunismo spazzato via dalla caduta del Muro di Berlino. Così come viene rimessa in discussione la svolta di Occhetto.
L’idea, come ribadito da Goffredo Bettini, non è creare una nuova ‘corrente’, ma rimarcare le distanze da un Governo nel quale non si sentono rappresentati i fautori del matrimonio con i 5stelle.
Ma non poco imbarazzo ha creato questa presa di posizione, visto che non solo il Pd appoggia questo Governo e ne fa parte, ma i dicasteri più importanti sono occupati da esponenti di questa ‘non corrente’.
Speranza, ma anche Orlando che ha rimarcato la nostalgia per Conte: “In quel governo c’era il tentativo di includere una forza populista, e di non nascondere la cattiva coscienza delle classi dirigenti interessate a celare le loro responsabilità per la crescita delle diseguaglianze. Èlite che pensano che il populismo sia spuntato come un fungo all’improvviso…”.
Il disagio in molti esponenti dem è iniziato già giorni fa quando Bettini ha parlato di un supercomplotto dei poteri forti e delle multinazionali contro il Governo Conte.
Anche il complottismo si richiama più a un antico vizio di una sinistra sorpassata, quella dei due blocchi, la stessa di alcuni vecchissimi paradossi come di dirigenti che parlano di ‘elitismo’ e poi appartengono a casate aristocratiche marchigiane.

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Scrivo al volo, penso con la mano sinistra, leggo da ogni angolazione, cerco connessioni

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