domenica, 26 Settembre, 2021

Le facili prede dell’orco di Kabul

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In tempo di guerra si faceva borsa nera dei beni di prima necessità, soprattutto di generi alimentari, i quali venivano venduti in cambio di preziosi, forse anche di ‘altro’…però non si è mai saputo con certezza: teniamo presente che non era come oggi, l’informazione viaggiava lentamente ed era complicata. I talebani, a giudicare dalle prime mosse, si stanno comportando in modo peggiore; infatti, a parte la sharia, applicano la legge del profitto personale vendendo pass per uscire dal paese in cambio di 2.000/3.000$, questa sembra essere la contropartita per la libertà dalla paura e dai soprusi, armi più potenti delle stesse armi! Pare si rifacciano ad un cartello internazionale della disperazione che applica simili tariffe in Africa, dove viene chiesta uguale somma dai trafficanti di uomini che fanno varcare le frontiere dei paesi dove regna la fame e la violenza per arrivare, dopo viaggi rocamboleschi, nei campi libici. Ed è lì che i disperati rimangono in attesa di un successivo passaggio via mare verso la l’Europa organizzato, in molti casi, dalle multinazionali del crimine. Il giro d’affari è talmente importante che compra anche i governi fantoccio messi qua e là nei Paesi ex coloniali. Tutto qui? affatto, perché a Kabul molti giovani genitori ‘millennial’ cresciuti all’occidentale, hanno capito che non ci sarà più speranza di tornare a vivere decentemente per i loro figli: sono preoccupati soprattutto per le bambine per le quali pensano che la sharia le possa sottomettere come schiave. Sembra proprio che gli americani in Afghanistan non siano riusciti ad esportare le parole di Abramo Lincoln contro la schiavitù. Infatti, i talebani, appena è stato possibile, parliamo di poche ore dopo essere arrivati nella capitale, hanno iniziato a razziare le donne nubili dai 16 ai 45 anni, e da uomini coraggiosi quali sono lo fanno di notte e di nascosto: vigliacchi! Ma ancora più vigliacchi sono gli orchi che, indossati gli abiti della normalità, approfittano della disperazione dei genitori e promettono loro di portare i figli in Occidente. Un traffico fiorente che in queste ultime ore sembra prosperare nelle maggiori città afgane; ed è lì che loschi individui hanno provveduto ad attivare l’infame traffico di bambini. Dunque, è appena trascorso un pugno di tempo dal momento in cui si era pensato ad una uscita ordinata dall’Afghanistan quando, come un fulmine a ciel sereno, sono arrivati i talebani con due moschetti antiquati mandando in tilt l’esercito più potente del mondo. Non solo, piuttosto di combattere come ci si aspettava, a parte ostentare la sharia messa davanti al mondo come una minaccia, hanno pensato bene di far sparire nel nulla donne e bambini…magari vendendoli come schiavi a qualche petroliere arabo. Da qui si vede il valore di quegli uomini e delle loro idee. Per questi motivi l’Occidente, dopo vent’anni lo si può ben dire, sembra proprio che abbia esportato in quel Paese, crocevia del mondo da 2.000 anni, illusione e fallimento.

Chiosa: a parte qualche passo avanti che aveva fatto il nostro bravo ex ministro dell’interno Marco Minniti, il traffico a cielo aperto di donne e bambini nei campi profughi libici, imitato in questi ultimi giorni a Kabul, non ha mai sortito ‘missioni umanitarie di guerra’. L’Onu giustamente impedisce l’aggressione di stati sovrani: a parte quando la Francia di Sarkozy bombardò la Libia perché non venissero rivelati i suoi personalissimi ‘segreti’, e quando gli americani andarono in Afghanistan, non certo per liberare le donne dalla sharia e dai talebani, ma solo perché erano convinti di trovarvi nascosto Bin Laden…catturato ed ucciso in Pakistan.

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